Alibi

Il racconto sesto classificato ex aequo di FrammentiAvari#7 – Tivadar Kosztka Csontváry
di Diego Bello

Ha appena scritto al figlio, ed è stato come guardarsi allo specchio da ogni lato. Vedere ciò che ha tenuto celato e ciò che ha lasciato apparire a se stesso. Nulla è netto e tutto si confonde agli occhi pavidi e svettanti. Lontano, per essere vicino. Lo specchio è un prisma che l’acceca, una lama d’accusa che mostra l’ala recisa. Senza colpa né perdono, nasconde il volo. E appare la luce dell’alba sul mare, dietro la maschera secca scolpita dal sole. Le mani spaccate, di sale, nell’ondeggiare d’un sospiro. Vorrebbe strappare la pelle che ama. Rifare un giro sulla giostra del vento. Calarsi a mollo dall’argine e trattenere il respiro, per esplodere, calmo, dentro il giorno che muore.

 

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

Leave a Comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.