Ancora in colpa

Nausicaa Baldasso

Mi rinchiudo dentro l’ingenuità delle scuse e ti perdono, anche se per te non sono mai all’altezza. Mi affronti in cucina davanti alla lavastoviglie tirando fuori uno dopo l’altro tutti i piatti che ho sistemato con cura.

Mi trucco in bagno appoggiando con delicatezza la scatoletta degli ombretti sul piano in marmo, entri urlando, così rischio di cospargere il davanzale di macchie indelebili.

Siamo soli, io e te, nella casa a cucinare, l’immagine di gioia è oscurata dalla bottiglia che ho dimenticato sul tavolo in legno e dalle sue limpide e sincere gocce che ricadono incuranti, lasciando ancora una volta il segno delle mie distrazioni.

Parcheggio all’esterno del cortile, no, devo riprovare, la mia auto non è perfettamente allineata con le aiuole, scendo a verificare, ma la mia altezza non è mai abbastanza per notare il problema. Indosso dei tacchi, molto alti, ma camminando si nota come le scarpe siano più grandi di mezza misura.

Mi lavo i capelli, uso lo shampoo più delicato, la maschera più nutriente, ma probabilmente non mi alimento abbastanza perché piccoli capelli spezzati circondano il piano della doccia.

La messa è alle 9.00, ma arriviamo alle 9.15, abbasso lo sguardo, guardandomi i piedi. È la festa di San Francesco, gli uccellini cinguettano, il sole risplende, i fedeli applaudono, ma io non so perché mi sento ancora in colpa.

Nausicaa Baldasso

Nausicaa Baldasso

Laurea in scienze statistiche, finalista al concorso Emozioni in bianco e nero nel 2016 e al concorso L’aviatore delle fiabe nel 2017

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