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Chiara Menardo

Al di qua del vetro

Chi si cela dietro una tastiera per giudicare chi non conosce, per insultare con ottuse verità chi non ha mai visto? Un vigliacco, direte voi. O forse solo un insicuro, un frustrato, un apatico. Uno che non ha più nulla da stringere, se non l’illusione di essere ascoltato un attimo, l’attimo di un post. Chiara Menardo scrive una lettera virtuale di un avatar che odia chi è più di lui.

Desperate (?) housewife

La moglie americana della borghesia anni Cinquanta è quella che sa che c’è sempre l’altra. Il clima di maschilismo dove l’uomo – ancora – può dire: io non discuto di affari con una donna, è ben rappresentato dalla serie tv Mad Men. E ce la immaginiamo questa Desperate (o forse non troppo) Housewife nei panni di una Betty che serve limonata in giardino e fa finta, e sorride sembrando stupida.

Caro Ciccio Molliccio

La lettera dell’ira è opera di un bullo. Chiede scusa perché è obbligato a farlo da uno psicanalista. Ma non ha scuse, e non perché sa di non averne, ma perché proprio non ne vuole avere. La lettera è condensato di psicologia del più forte, e la violenza a volte non altre ragioni.

Contarape

Il Re dei Nani conta rape e aspetta lei, la donna che ama. Ma lei ha lo sguardo altrove e di quelle rape che gliene importa? Chiara Menardo riesce a entrare nella psicologia di questo re maldestro e illuso. E non è che ci sta dicendo che somiglia un po’ anche all’uomo di oggi, svuotato da un machismo che in fondo ha sempre portato con affettazione?

Non chiamarmi stalker

Un uomo come tanti, che scrive una lettera come tante. Sembra una lettera d’amore, invece è quella di uno stalker che molesta ragazzine. Chiara Menardo scrive alla redazione e sottolinea che ogni giorno, a ogni ora, l’Ansa ci mette a conoscenza del fatto che si denunciano casi di stalking a danni di minorenni. come è solita fare, si mette nei panni di qualcun altro, e in questa rubrica tutta nuova, si cala nella crudeltà…

Sete (seconda parte)

Chi è il protagonista di questa storia? Sappiamo solo che è una storia di ordinaria infelicità, di ordinaria solitudine e che Chiara Menardo ha concesso ad essa la dignità emotiva, così come l’ha concessa all’uomo che si fa chiamare Ulisse.

Quel giorno più non vi leggemmo avante…

Paolo Malatesta e Francesca da Polenta: chi non ne conosce la storia? I due amanti, i due lussuriosi, i due cognati trafitti da Gianciotto. Lancillotto e Ginevra, dirà lei. Ma i loro diari partono da due opposti. Lui benedice, lei maledice. Poi lei benedice e lui maledice. Chiara Menardo ci fa abilmente capire che non sempre nella donna c’è sentimentalismo e nell’uomo pragmatismo, che siamo solo due facce di una sola medaglia. Ma solo una donna poteva portare in luce in modo così efficace questa verità.

Sete (prima parte)

“C’è polvere lungo la strada. Polvere gialla e grigia, sottile come farina che balla nell’aria e si attacca alla pelle, si nasconde tra i capelli, si insinua tra i denti”. Inizia così il racconto di Chiara Menardo, e ci porta lungo un percorso emotivo e umano dalla presa spesso scivolosa e, come sempre, irresistibile. Chi è il protagonista? è la prima domanda che ci poniamo.

Piccolo, pingue curato di campagna

Don Abbondio parla senza ipocrisia nel suo DiarioXY. Lo dice chiaramente che non ha sbagliato a sbagliare e che rifarebbe tutto perché è stato solo realista. Un altro profilo psicologico rubato da Chiara Menardo a uno dei personaggi più famosi della letteratura italiana.

Cassandra, sacerdotessa di Apollo

Chiara Menardo si traveste da Cassandra per il suo DiarioXY e ci racconta la differenza tra profezia e verità.

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