Monológos

Arrivano dal cinema e sono i monologhi che raccontano il nostro vissuto. Eventi, stati d’animo, riflessioni che dal grande schermo entrano in Seven per essere commentati e rivissuti.

Saper guardare al futuro

Da Invictus – L’invincibile, il monologo di Nelson Mandela interpretato da Morgan Freeman sul valore dell’integrazione in un Paese che ha due anime divise.

Non esiste una cosa che si chiama fine

Non esiste una cosa che si chiama fine. Solo un posto in cui lasci la storia. Dal Marigold Hotel, in India, il più bel monologo sui concetti di fine e di tempo.

Non accetto e non chiedo elemosina… mi chiamo Daniel Blake

Da Io, Daniel Blake di Ken Loach, la lettera per la Commissione del ricorso letta da Kate.

La corrispondenza

Cos’è la morte? E la paura del vuoto? Il monologo del professor Edward ci mostra una via d’interpretazione. Si parla di La corrispondenza, film del 2016 di Giuseppe Tornatore.

Singolarità di una ragazza bionda

Lo scorso 11 dicembre, il regista, sceneggiatore ed editore portoghese Manoel de Oliveira avrebbe compiuto 109 anni. Fino all’età di 106 sta dietro la sua macchina da presa e crea mondi. Uno di questi è Singolarità di una ragazza bionda del 2009, il cui estratto da noi proposto ci ispira una riflessione sull’amore nel III millennio.

Buonasera, Londra. V per vendetta

Buonasera, Londra. Comincia così il monologo che l’anarchico V del film V per Vendetta parla alla nazione britannica convincendoli che le parole sono più efficaci della violenza. E che la libertà, l’equità e la giustizia sono ancora valori universali.

Perché sono anarchico… perché sono italiano…

Da Sacco e Vanzetti il monologo sullo sfruttamento e il pregiudizio che si lega all’essere non solo anarchici ma soprattutto emigranti (italiani).

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