Lettere dall’Ira

È un epistolario di persone apparentemente comuni. Apparentemente, appunto, perché sono impregnate di crudeltà, come alcuni dei temi di cronaca più caldi del mese. A cura di Chiara Menardo.

Pezzo e il caporale

Il tema del caporalato diventa lettera dall’ira. Pezzo, dice il carnefice. E la società intera sta a guardare.

Bambolina

Di stalker in vittima: le parole che direbbe uno, i pensieri nascosti nei gesti dell’altra. Ancora una lettera cattiva, dall’ira.

Campionessa mondiale di solitari al pc

C’è una donna che scrive una lettera alle donne, e se la leggono si chiedono: cosa significa essere donna? Avvolte in un mondo borghese, da regole che non hanno una vera ratio, il solo chiederselo rappresenta un fallimento. Lettere dall’Ira di Chiara Menardo.

Ho perso l’autobus

Le domande sono la seconda cosa che fa più male. Com’eri vestita?, eri truccata?, hai sorriso?, li hai incoraggiati?… Una lettera dall’ira da una vittima. Donna.

Compagni di viaggio

La lettera di un migrante che non ce l’ha fatta verso il cittadino che sta cenando guardando la tv diventa Lettera dall’Ira. Da Chiara Menardo un altro pezzo di umanità, disperato e profondo.

Come un quadro di Hopper

Sembrano i protagonisti di un quadro di Hopper, i ragazzi seduti su un muretto grigio. Che hai da guardare?, dicono. E il click è l’unico suono della realtà contro la solitudine. Chiara Menardo per Lettere dall’Ira.

Manichini sbilenchi

È un doppio, un gioco di specchi, fatto di lettere dall’ira che scrivi e non sai spedirti. Ma in fondo chi è quella allo specchio? Una che invece di morire vive in un corpo non suo? Una che odia ciò che vede?

Isso, essa e ‘a Malamente

Attilia Patri prende spunto da Isso, Essa e ‘o Malamente e ci porta in un dibattito sempre vivo e controverso: la legge 194.

Chiudi le imposte, tira le tende…

La lettera dall’ira è una lettera scritta dall’ombra più nascosta di chi soffre di depressione. È un’immobilità di cui si riesce a sentire la componente fisica, cui si dà del “tu”, e si chiede sonno e buio.

In memoriam. Un giradischi e una pipa

Come si può spiegare la guerra? E come può farlo un nonno davanti a un giradischi, con i cocci tutt’intorno, con il cielo grigio e fumoso che entra dalla finestra? Si può spiegare in due modi: uno l’ha trovato Joseph Eid, autore dello scatto ad Aleppo. L’altro prende vita attraverso le parole di Chiara Menardo.

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