Lettere dall’Ira

È un epistolario di persone apparentemente comuni. Apparentemente, appunto, perché sono impregnate di crudeltà, come alcuni dei temi di cronaca più caldi del mese. A cura di Chiara Menardo.

Manichini sbilenchi

È un doppio, un gioco di specchi, fatto di lettere dall’ira che scrivi e non sai spedirti. Ma in fondo chi è quella allo specchio? Una che invece di morire vive in un corpo non suo? Una che odia ciò che vede?

Isso, essa e ‘a Malamente

Attilia Patri prende spunto da Isso, Essa e ‘o Malamente e ci porta in un dibattito sempre vivo e controverso: la legge 194.

Chiudi le imposte, tira le tende…

La lettera dall’ira è una lettera scritta dall’ombra più nascosta di chi soffre di depressione. È un’immobilità di cui si riesce a sentire la componente fisica, cui si dà del “tu”, e si chiede sonno e buio.

In memoriam. Un giradischi e una pipa

Come si può spiegare la guerra? E come può farlo un nonno davanti a un giradischi, con i cocci tutt’intorno, con il cielo grigio e fumoso che entra dalla finestra? Si può spiegare in due modi: uno l’ha trovato Joseph Eid, autore dello scatto ad Aleppo. L’altro prende vita attraverso le parole di Chiara Menardo.

Il prezzo di un francobollo

Non devo risponderti e non lo farò. Inizia così la lettera dell’ira di una donna che fugge da un uomo che non vale il prezzo di un francobollo. Una lettera che nasce dalla cronaca di tutti i giorni.

Invisibile e ingombrante

Che importa di chi scrive questa Lettera dall’Ira se “quando hai la pelle coperta di sporco, il colore è uno solo”? Ma a questa penna un uomo ci sta dietro, e Chiara Menardo lo universalizza per noi.

Tra partenze e arrivi

L’ECPAT ha profilato il nuovo orco low cost è rappresentato da umanità trolley-munita variegata. Tra partenze e arrivi c’è Stop Sexual Tourism. Progetto Internazionale, una Campagna dell’Associazione Fiori d’Acciaio e Mete Onlus.

Amore, ritorna

È semplice e brutale. Un marito violento, un marito che picchia, che toglie le piccole libertà dell’essere umano, che vorrebbe togliere la dignità. E una donna che dice basta. Ed è questo, in fondo, il lieto fine che Chiara Menardo sparge fra le righe di questa lettera dall’ira.

Caro M.G.

Chi è M.G. cui è diretta la lettera di L.? E chi è L., oltre ad apparire una donna borghese come tante? Te la immagini già, ti sembra una di quelle per cui la vita è fatta di attimi estemporanei, e nel mezzo figli, marito, ogni tanto amiche, la casa da mandare avanti, il telefilm preferito. Una lettera dall’ira densa di vita, seppure inconsapevole, da Chiara Menardo.

Quello che andava fatto

È la guerra, e non c’è guerra senza che vittime e carnefici combacino. Che questi siano kamikaze, terroristi, soldati al fronte, camorristi. Che questi siano bambini senza futuro, morti senza passato, madri senza figli. La Lettera dall’Ira di Chiara Menardo è lo sfogo “che fa male” di una vittima e di un carnefice. Di otto anni.

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