Come Oscurità perse la paura

Nausicaa Baldasso

Il mondo è come un immenso parco fuori da una villa con tante stanze. Un parco dove ci sono stagni d’acqua grandi come il mare, statue in marmo imponenti come elefanti, fiori gialli brillanti come stelle.

Oscurità osservava il mondo dietro una finestra cercando di assorbire con gli occhi tutto ciò che vedeva, così da immedesimarsi, perché per uscire fuori ci voleva coraggio.

Grande Pace correva nel parco scalzo e felice.

I rumori delle cose e dell’aria arrivavano così alle sue orecchie nitidi e forti.

Un giorno Grande Pace guardò all’insù e vide Oscurità. Tirò un sasso contro quella finestra e disse: «Hey, ciao, non ti sei stancata di restare con gli occhi pieni di cielo a fissare le nuvole?».

Oscurità rispose: «Ciao. No, non mi sono stancata. Qui mi sento al sicuro. Il parco è troppo grande, e non sempre le cose grandi ti fanno sentire bene».

Allora Grande Pace le disse: «Se scendi nel parco vedrai che oltre alle cose grandi c’è molto più azzurro, ritagliato da tetti colorati e da alberi verdi con tante foglie e potrai respirare il profumo dell’aria. Ti prometto che se non ti trovassi bene salirò e starò con te per sempre, anche se dovessimo restare per tutta la vita in una stanza chiusa».

Oscurità credette a Grande Pace e divenne Luce.

Il racconto è stato menzionato a titolo speciale alla IV Edizione del concorso di scrittura creativa Piccola Giorgia Russo Una fiaba è… per sempre, sezione C.
 
Nausicaa Baldasso

Nausicaa Baldasso

Laurea in scienze statistiche, finalista al concorso Emozioni in bianco e nero nel 2016 e al concorso L’aviatore delle fiabe nel 2017

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