Contro un destino immortale

INTERVISTA  A CARLOTTA MOSCARDI

È ormai molto tempo che Angelica è un vampiro. Ha vissuto molte vite e visto molti luoghi, ma una parte di lei non ha mai accettato la propria trasformazione, rimpiangendo la vita mortale che è stata costretta ad abbandonare e tutto ciò che le è negato a causa della sua natura. Quando scoprirà la prova dell’esistenza di un’antica magia, capace di liberarla dal destino immortale a cui è condannata, sarà proprio quel tormento messo a lungo a tacere a prendere prepotentemente il sopravvento. La spingerà con frenetica determinazione in una turbinosa ricerca, facendole ripercorrere, grazie ad alcuni diari, i passi di un vecchio amico ormai scomparso, attraverso mezza Europa alla fine degli anni ’50. Ma guardarsi alle spalle è come scoperchiare il vaso di Pandora, e sarà il suo stesso passato a travolgerla, portandosi dietro ricordi, errori e un amore mai dimenticato, e forse mai finito. 

È la sinossi di un romanzo che Kito Silva ha letto con vera passione. Ha poi contattato l’autrice e ne ha ricavato una delle sue interviste agli scrittori emergenti, ormai suo ineguagliabile contrassegno. Contro un destino immortale è un romanzo di Carlotta Moscardi, edito da Amazon Publishing, illustrazione di copertina di Stefania Galli.

Contro un destino immortale: titolo chiaro ma pieno di domande, come hai deciso?

Non è stato facile per niente, perché all’inizio non avevo idee, il nulla assoluto. Perciò ho adottato il metodo di Hemingway, o almeno che si diceva usasse: ho fatto una lunghissima lista di titoli e alla fine ho trovato quello che calzava perfettamente con la storia, e col messaggio che volevo dare.

Non sapevo che fosse il metodo Hemingway ma ho fatto anch’io così, noi emergenti ci somigliamo un po’ tutti. 

L’ho letto da qualche parte, quando mi sono presa il tempo per capire come fare. Posso dirti che per ogni storia, in realtà, seguo procedimenti diversi.

Ora, mi sono avvicinato al tuo libro tramite la mia editor, Debora Borgognoni, che me lo ha segnalato in quanto abbiamo la protagonista omonima, Angelica. Un personaggio che entra subito nel cuore del lettore, non c’è dubbio su questo. L’hai caratterizzata in modo così perfetto da sembrare quasi che tu la conosca dal vivo. Complimenti. Come sei riuscita a renderla così viva? Ed è un vampiro, tra l’altro

Il punto era quello, ed è il fulcro della storia, perché dovrebbe essere distante dal mondo e dai comportamenti comuni, soltanto perché è un vampiro? È una donna, con i difetti, i pregi, i drammi e le vittorie di tutti, solo che i suoi hanno un aspetto diverso dal momento che è immortale.

Bella domanda, ammetto infatti di essere rimasto molto sorpreso, “Umana 2.0” cit. 

Questo suo essere umana dentro, nonostante la sua natura, è ciò che la spinge a cercare di invertire la sua natura, è il suo motore interiore.

Ed è proprio questa immortalità che vuole togliersi di dosso, senza fare troppi spoiler. Cito le prime fasi del libro in cui presenzia al funerale di un ex-vampiro, artista. La scena del tango notturno è stata magica, eppure ho notato un messaggio spiccare sopra tutto: se sei immortale le cose che fai, che crei, tendono a perdere di valore in una vita infinita. L’immortalità di un uomo è data dalla sua opera – Menotti Lerro

Credo onestamente che le cose che facciamo, le nostre esperienze, gli errori, i ricordi che ci costruiamo, le cose che creiamo abbiano senso soltanto perché la vita ha la data di scadenza. Se sapessi di avere i prossimi mille anni a disposizione per ritentare, a cosa servirebbe sforzarsi? Le emozioni hanno il sapore che hanno perché la vita è fugace.

Il mio cinismo mi ricorda che viviamo in un Paese dove per far parlare bene di te devi morire. È molto probabile che prima o poi un vampiro finisca per cedere alla tentazione delle facili lusinghe.

È un tema un po’ controcorrente per la letteratura fantasy degli ultimi anni, ma è qualcosa in cui credo davvero.

Io l’ho trovato stupendo, inoltre da fan di Buffy ho trovato un’atmosfera simile ma unica, in grado di dare ai fan dei veri vampiri una saga tutta da amare e scoprire. A proposito, ottimo Worldbuilding. I ciondoli, i segnali, i locali, mi ricorda tutti quei film che ho sempre amato come John Costantine e John Wick. Ottimo lavoro davvero, sto imparando molte cose, leggendoti.

Grazie. Quando trovi la strada giusta, il mondo prende forma da solo. Effettivamente devo confessare di essere una appassionata di cinema, e sono sicura di aver inserito richiami anche senza accorgermene.

I personaggi sono davvero accattivanti e i suoi amici umani, la ciliegina sulla torta. Mi è piaciuto molto come hai portato il lettore per locali notturni, tramite Angelica, e mi è piaciuta la storia del sangue, non solo come cibo ma come stimolante.

Mi piaceva che New York fosse un personaggio silente della storia, quindi l’ho inserita nei contesti e nei movimenti; Quanto al sangue, dargli un ruolo attivo nella vita dei vampiri, come nutrimento, come energia, come colorante nelle lacrime, dava ai vampiri stessi più spessore. Oltre a permettere di renderli individui singoli, caratterizzati ognuno in base ai propri bisogni e abitudini.

Ora, da subito hai chiarito che Angelica è bella perché lo era già da umana, non diventi bello da vampiro se se da umano sei un cesso a pedali, insomma niente aspetto Elfico per loro. Anche questo ha la funzione di renderli più vicini al lettore?

In svariati romanzi si parla di questo fascino o bellezza acquisiti con la trasformazione, ma non era ciò che volevo per la mia storia. È, per così dire, troppo facile riuscire a cacciare umani perché si innamorano tutti di te. In natura non è così, la preda avverte sempre la presenza del predatore.

Scelta rischiosa quanto azzeccata, a mio avviso.

Sai, più che una scelta a tavolino, era qualcosa che aveva senso all’interno della storia che prendeva forma, un filo che ho seguito e col quale ho dato vita al mondo di Angelica. È stato naturale.

A cosa lavori attualmente?

Una storia molto diversa, con un’ambientazione più minimal, pochissimi personaggi e l’elemento sovrannaturale che somiglia quasi a un’illusione della mente.

Hai partecipato alla maratona di concorsi di SevenBlog dedicati alla Gola, Ricettacolo, e hai vinto.

Sì, con Fame di riso, fame di lui, vincitore della tappa Lussuria.

Rimaniamo un attimo così, mentre aggiunge un altro mestolo di brodo e poco dopo, raggiunta la metà cottura, mette in padella anche metà del radicchio. Sospesi in un attimo di attesa, mentre la tensione fra noi si tende. Quando si romperà? Io ho fame. Ho fame sia di quel risotto, che inizia a spargere nell’aria un profumino incredibile, sia di lui. Del suo corpo, del suo odore, del suo calore, della sua pelle. Quale fame prevarrà sull’altra?

Non per niente ha vinto, sei empatica nei tuoi pezzi, in tutto ciò che scrivi: la scrittura è la morte tua, come si suol dire.

Per me scrivere è un bisogno primario. Quando andavo a scuola, avevo brani e poesie scritte ai margini dei libri. Sentirmi dire una cosa del genere mi fa davvero tanto piacere.

Dove possiamo acquistare il tuo romanzo?

Al momento è in vendita in versione Kindle su Amazon. È in fase di lavorazione la versione cartacea.

Ti auguro di realizzare il tuo sogno proprio come io voglio realizzare il mio, hai talento e da oggi un nuovo fan.

Auguro lo stesso anche a te, Kito, il mondo ha bisogno di bravi scrittori.

Allora impegniamoci a fondo per dare al mondo ciò di cui ha bisogno, o moriamo provandoci. Un abbraccio forte, Carlotta, a presto!


Vuoi sapere di più sul libro di Carlotta Moscardi? Ecco il link!

Anche Kito Silva ha molti progetti da realizzare: seguilo su Facebook con la sua storia Life X Death!

 

Kito Silva

Kito Silva

Tabagista compulsivo e scrittore cazzone. Allergico a influencer e finti intellettuali, brama di trovare il modo per tornare su Giove.

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