Daniele Oppi



fonte: Wikipedia

«Tutt’altro che effimero e presuntuoso istinto di questo semi-esordiente, il quale non ha nulla né del primitivo, né tantomeno, dell’infantile; ma che rischia di interessare per quanto, anche tra qualche non sospetta acerbità, ci comunica d’una sua più che evidente sensibilità inventiva ed espressiva. Ce ne dobbiamo compiacere? Direi di sì dato che non abbia smanie di arrivare, o se non si fida troppo delle sue stesse buone qualità: insomma se capisce da sé che certe tappe, specie quando si raggiungono così presto, valgono solo se si è capaci di superarle» (Ugo Nebbia, Il Tempo di Milano, 1950).

Di chi si parla? Di un pittore, divenuto pubblicitario. E i pubblicitari, si sa – Madmen docet – negli anni Cinquanta sono i veri artisti, superano la nuova frontiera dell’arte, perlomeno. Il titolare dell’agenzia Dany Pubblicità, che apre i battenti a Milano nel 1956, è Daniele Oppi (9 febbraio 1932 – 25 febbraio 2006), e non è uno che non ha influito sulle scelte creative dei marchi italiani, visto che a lui si deve il nome Lambretta, o il marchio Chicco, o il Pic indolor, o la nobilitazione della grappa Bocchino, o la gomma da masticare Brooklyn. E poi, l’amore per l’arte e un pezzo di vita a New York, tra i tipi della Factory e mostre che sbancano. E il ritorno in Italia, quando essere pubblicitario significa essere comunicatore, e comunicatore comincia a essere altro. Insomma, abbiamo molti motivi, noi di Seven, per dirgli: Happy BDay, Daniele Oppi!

Alcune opere:

A Dany Pubblicità si deve il nome “Lambretta”

Daniele Oppi, Concertino, 1962

A Dany Pubblicità si deve il claim: La gomma del ponte

Daniele Oppi, Festa improvvisa, 1951

 

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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