Il gioco di Alice

Il racconto quarto classificato di FrammentiAvari#6 – Lele Luzzati
di Paolo Meneghini

– Chi sei tu? – chiese la Regina.

– Maestà, mi chiamo Alice – rispose la fanciulla.

– Non mi ricordo una carta col tuo nome.

– Non sono una carta, Maestà.

– Oh, bella! E allora a che gioco stai giocando?

– Non sto giocando.

– Ma tutta la vita è un gioco, ragazza. Tagliatele la testa!

Soldati minacciosi, con le lance, la circondarono. Alice, allora, si ricordò del Cappellaio:

– Fermi! Se devo giocare, voglio scegliere che carta essere.

– Benissimo! – esclamò la Regina.

– Se la vita è un gioco, allora voglio essere la Matta.

Di colpo, aveva un berretto a sonagli in testa. Accanto a lei era spuntato il Cappellaio:

– Brava, Alice! Un po’ di pazzia ci salva sempre – disse.

E insieme, fuggirono danzando.

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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