"Chi rifiuta il cambiamento è un vero e proprio architetto della decadenza e del disfacimento. la sola istituzione umana che può rigettare il progresso è il cimitero!".

Harol Wilson

In continuo mutamento



Il vero cambiamento non è quello che viene imposto dall’esterno ma è quello che parte da dentro, dal profondo. E’ vero che ci sono eventi, situazioni e persone che ci cambiano l’esistenza ma ciò può avvenire solo se dentro noi ci sono i presupposti, le dinamiche giuste per accettarli. A volte ciò che manca è la propensione ad accogliere il mutamento che vogliamo o addirittura la mancata azione. Spesso ciò accade in maniera inconscia.

L’attitudine al cambiamento è vitale perché il cambiamento lo dobbiamo volere, non subire. I cambiamenti più importanti sono quelli che abbiamo tracciato noi seguendo un vero e proprio cammino di crescita e miglioramento. Il progresso non arriva così dal nulla e non è nemmeno  solo questione di fortuna. Il progresso richiede lavoro, sacrificio, costanza, determinazione. Quotidianamente bisogna seminare quello che un giorno si trasformerà in un frutto maturo e succoso. Quando parlo di “cambiamento” e “progresso”, non faccio riferimento solo al mondo lavorativo, al successo o alla carriera. Il mio discorso si estende al mondo personale ed interpersonale.

Noi siamo essere umani esposti continuamente al cambiamento perché siamo elastici e modellabili. Siamo in continuo mutamento. Non siamo mai gli stessi…uguali a quelli che eravamo un anno fa circa. E questo è un gran bene, anzi una fortuna perché altrimenti le nostre vite sarebbero così noiose e spente e intrappolate in una sorta di stasi soffocante e limitante.

Dovremmo imparare questa consapevolezza che spesso ci sfugge. Non riusciamo a coglierla per pigrizia o/e per paura. I pigri e i pavidi sono proprio le categorie che fanno finta di ignorare i cambiamenti. Quelli più patologici sono quelli che rifiutano i cambiamenti perché sono “abituati” ad una certa condizione esistenziale che si sono costruiti da sé. Essi sono così “abituati” a tal punto da “autoconvincersi” che quella sia quella giusta senza confrontare altre possibilità. Quando si presenta l’occasione per mettersi in gioco, i pavidi la disdegnano; i pigri, invece, si comportano come ciechi e sordi.

Coloro che non cambiano mai rimangono sospesi nel loro mondo. Spesso questi soggetti sono vuoti, aridi, nevrotici. E’ inevitabile atrofizzarsi o indurirsi quando non ci si modella, non ci si mette in gioco!

La mancata azione verso il cambiamento fa perdere un pò di umanità. E’ come rifiutare di vivere…è proprio PAURA DI VIVERE che è peggio della paura di morire perché almeno quest’ultima ci esorta a stare in movimento, ad agire, a sperimentare…in poche parole a CAMBIARE…Ogni giorno deve essere visto come un’occasione in più per agire, mettere in pratica intenzioni e desideri, mettersi in gioco. Alleate in questo cammino di miglioramento devono essere l’APERTURA MENTALE e la CURIOSITA’. Il cambiamento vero può celarsi in quella sfumatura che il giorno prima non riuscivamo a percepire. Dovremmo coglierlo e non sprecarlo per non rischiare di diventare degli inetti o persone frustrate che stanno sempre a rimuginare sui rimpianti e i rimorsi proiettando sugli altri le proprie frustrazioni.



Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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