La minestra che resuscita i morti

Perché la gola è anche un po’ poesia

Siamo stati tutti bambini, anche Giacomo Leopardi, e come lui anche noi mangiava l’adorata o odiata minestrina. Nella sua puerile poesia Contro la minestra Leopardi non ci descrive con amore il piatto che la sua nonna ogni giorno preparava, bensì ci comunica fastidio verso questo obbligo quotidiano; noi invece cerchiamo di preparare la vera ricetta marchigiana della minestra di farro che in quanto a gusto e bontà sarebbe in grado di resuscitare i morti! Probabilmente se Leopardi avesse assaggiato questa non sarebbe mai nata Contro la minestra, ma piuttosto un inno di lode a suo favore! La minestra marchigiana di farro è un primo piatto molto nutriente, rustico e piuttosto gustoso, adatto a tutte le stagioni dell’anno, preferibile in autunno perché i suoi colori sono gli stessi delle foglie che cadono e ci immaginiamo di servirla dalla zuppiera argentata alle calde e ramate ciotole di terracotta, magari scaldandoci davanti a un camino.
Ora tu sei, Minestra, dei versi miei l’oggetto,
e dirti abominevole mi porta gran diletto […]
È ver, ma chi desideri, grazie al cielo, esser sano
deve lasciar tal cibo a un povero malsano! […]
Piccola seccatura vi sembra ogni mattina
dover trangugiare la “cara minestrina”?
(Contro la minestra, Giacomo Leopardi, 10 giugno 1810)

Ingredienti per quattro persone:

  • 240 g Farro perlato
  • 200 g Guanciale (o Prosciutto crudo per una versione più light)
  • 2 Pomodori San Marzano
  • 1 Carota
  • 1 Cipolla
  • 1 gambo di Sedano
  • Pecorino q.b.
  • Sale grosso e fino q.b.
  • Pepe rosa q.b.

Procedimento:

Taglia a tocchettini sedano, carota, cipolla e pomodori. Taglia a pezzettini anche il guanciale e fallo rosolare in una pentola molto capiente. Lava il farro e mettilo con le verdure nella pentola dove hai fatto dorare il guanciale; aggiungi quindi una abbondante quantità di acqua.

Lascia cuocere per circa 45 minuti a fuoco medio. Quando il farro sarà cotto e ben imbiondito termina con un’abbondante grattugiata di pecorino, sale e una spolverata di pepe.

Consigliamo il farro perlato perché a differenza di quello intero non necessita di ammollo.

 

Nausicaa Baldasso

Nausicaa Baldasso

Laurea in scienze statistiche, finalista al concorso Emozioni in bianco e nero nel 2016 e al concorso L’aviatore delle fiabe nel 2017

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