La prima cena di Asano Taeko



Perché la gola è anche un po’ sperimentazione

«Convinta che sarebbero andati a vedere qualche incontro di boxe per poi fare il giro dei locali, Taeko gli domandò: “Dove e a che ora ci vediamo?”. La replica, tuttavia, fu di gran lunga inaspettata. “Potremmo mangiare da te e rilassarci, magari leggere un libro. Vedi tu!” “o, be’, che cosa ti piacerebbe mangiare? Se ordino da Louise, saranno lieti di farmi recapitare le pietanze a casa.” “Non hai capito! Saprai cucinare qualcosa, no?” E con queste parole Senkichi riagganciò.» (Yukiu Mishima, La scuola della carne, p. 126).
Insomma, Taeko non ha mai cucinato in vita sua, seppure sia una donna di trentanove anni, con un matrimonio alle spalle (ma ammette che il marito fosse un cuoco eccellente, quindi…), e Senkichi, bellissimo universitario che in società – trattandosi di alta società nel periodo del secondo dopoguerra – finge di essere il nipote. E Taeko non sa come uscirsene.
«Chiuse presto la boutique e si precipitò in taxi fino ad Aoyama, dove c’era un supermercato di lusso. Si trascinò dietro un carrello di metallo e vi ammucchiò una gran quantità di viveri: bistecche alla newyorkese da trecento grammi l’una, broccoli coltivati con concimi chimici e asparagi; al posto delle patate, che richiedevano troppo tempo di preparazione, preferì patatine fritte surgelate del marchio Ribes; e poi caviale Romanoff, una confezione di mais di importazione, pane in cassetta tagliato a fette sottili per fare i crostini con il caviale, una baguette francese, e infine una gelatina istantanea Jell-O al cioccolato» (p.127).

Ingredienti per due persone:

  • 2 bistecche Ribeye steak da circa 300 g cad.
  • 2 Cipolle
  • 1 scatola di Caviale Romanoff
  • 1 confezione di Pane in cassetta tagliato a fette
  • Burro q.b.
  • Olio EVO q.b.
  • 1 confezione di Patatine fritte surgelate (Ribes, qui non commercializzate)
  • 1 confezione di Mais
  • 1 Baguette francese
  • 1 Gelatina istantanea al cioccolato Jell-O
  • Sale e Pepe q.b.

Procedimento:

«Cosparse le bistecche di sale e pepe, per poi lasciarle marinare nell’olio i cui aveva affettato le cipolle. Aprì la scatola di caviale, tagliò le fette di pane della grandezza di una scatola di fiammiferi. Le fece grigliare e servì il tutto a Senkichi, accompagnato da un po’ di burro.

“Ecco, intanto prenditi un whisky. Tra poco sarà pronto”.

“Sì”, rispose Senkichi con la testa fra le nuvole. Era così preso dal suo saggio di economia che sembrava stesse leggendo un romanzo avvincente da cui non si possono staccare gli occhi. Taeko gli posò accanto una bottiglia di scotch, del ghiaccio e dell’acqua e tornò in cucina.

[…] Le patatine surgelate erano un grattacapo: secondo le istruzione occorreva lasciarle scongelare a temperatura ambiente per circa quattro ore, ma Taeko non avrebbe mai fatto in tempo. Allora fece riscaldare dell’acqua in una grande padella, in cui poi lessò broccoli, asparagi freschi e patatine surgelate, tutto alla rinfusa. Fortunatamente la sua cucina a gas era ben organizzata. Mise a scaldare il mais con una generosa dose di burro […]».

Taeko prepara anche una salsa al burro per condire gli asparagi, e segue le istruzioni per il budino al cioccolato, che chiama gelatina istantanea. Il risultato?

«Taeko si sentiva come un condannato in attesa di giudizio. Proprio lei, che quando si trattava di sesso era sicura di sé, adesso era lì, timida e esitante, a domandarsi preoccupata se fosse riuscita a compiacere il suo uomo […] “Ma com’è buono!” esclamò Senkichi quasi invasato. E, in effetti consumò la bistecca a una velocità stupefacente, come un pezzo di ghiaccio che si scioglie nell’acqua bollente. […] Le patatine riscaldate sul gas per mancanza di tempo erano così orribili che non riuscì a trattenere una smorfia. All’apparenza erano perfette, con quel bel contorno a forma di onda, ma l’interno era insipido e molle come una pappetta di riso. Lo stesso Senkichi vi aveva rinunciato dopo averne assaggiate un paio. Delle altre pietanze, tuttavia, non aveva avanzato nulla […]».


Il libro:

  • Titolo: La scuola della carne
  • Originale: NIKUTAI NO GAKKO, Giappone, 1963
  • Autore: Yukio Mishima
  • Nostra edizione: Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 2016, traduzione dal giapponese di Carlotta Rapisarda
  • Sinossi: «Taeko, elegante e avvenente trentanovenne, conduce una vita agiata e godereccia, destreggiandosi tra l’atelier di cui è proprietaria, le amiche con cui condivide racconti piccanti e gli eventi mondani. Stereotipo della divorziata indipendente dell’alta società nipponica del dopoguerra, dove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone ad antiche tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, incontra il giovane Senkichi in un gay bar e l’attrazione è fatale. Una magia che scaturisce dalla carne fresca e virile del ragazzo, dai suoi muscoli tesi, dai lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter d’occhio: proprio lei che aveva sempre voluto solo avventure si ritrova irrimediabilmente in balìa di un giovane tanto bello quanto misterioso. Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima? Chi il carnefice? La scuola della carne è un romanzo del 1963 finora inedito in Italia. È stato portato sul grande schermo da Benoît Jacquot nel 1998, con Isabelle Huppert nel ruolo della protagonista».

 

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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