La zuppa primaverile

Chef Massimo Borgognoni

Chef Massimo Borgognoni

LA ZUPPA DI CARCIOFI, PISELLI E FAVE

Quest’anno la primavera ha stentato ad arrivare, è vero, e in cucina è stato un dramma: non si poteva smettere di cucinare pisarei e fasö, o polenta Bruciamonti, senza parlare della signora oca, che ha riempito i nostri piatti fino a qualche giorno fa… Anzi, lo fa ancora, perché se di giorno fa caldo, la sera si sta ancora bene rintanati davanti a un piatto fumante, bevendo un vino dal carattere deciso. Il primo piatto che propongo, considerando tutto questo, è una zuppa: calda quanto basta per queste fresche serate, e primaverile per le verdure verdi proprie di questa meravigliosa stagione. Gustatela in compagnia, con un bicchiere di Germogli bianchi dell’azienda Monsupello, un pinot nero colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, un profumo intenso persistente e fruttato, con sentore di fiori, ribes e mela verde. Cosa si può chiedere di più?

Ingredienti:

  • 4 Carciofi
  • 500 g di Fave fresche
  • 300 g di Piselli
  • 4 Patate
  • 2 Cipolle
  • 250 g di Pomodori pelati
  • 1 l circa di Brodo vegetale
  • 1 Limone
  • Burro e Olio EVO q.b.
  • Origano

Procedimento:

Priva i carciofi delle foglie esterne ed elimina il fieno. Tagliali a piccoli spicchi e mettili in acqua con aggiunta di limone. Sbuccia le fave, sgrana i piselli, sbuccia le patate e tagliale a piccoli pezzi, taglia anche la cipolla a piccoli pezzi.

Fai soffriggere e imbiondire in un tegame capiente la cipolla con burro e olio. Unisci le verdure (tranne i piselli). Fai rosolare e versa il brodo, quindi aggiungi i pelati.

A metà cottura unisci i piselli e, verso la fine, spolvera con un pizzico di origano.
Servi ben caldo e… Buon appetito!

 

Massimo Borgognoni è chef dello storico ristorante Osteria dei Pescatori.  Racconta ricette ed eventi anche attraverso le pagine del suo blog: Parliamone in un Blog.

 



Chef Massimo Borgognoni

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Ha scoperto che la cucina è chimica quando era ragazzino, non ha mai più smesso di sperimentare e scomporre la tradizione

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