Le date superbe di febbraio 2018



Siamo nel mese di San Valentino e mi è sembrato giusto iniziare i nostri sette viaggi al Museum of Broken Relationships: vi lascio la scelta tra Zagabria, la sede originale nella quale nel 2006 Olinka Vištica e Dražen Grubišićlo lo hanno inaugurato, oppure Los Angeles, dove è stata aperta una filiale nel 2016 (sono previste altre sedi). Avete interrotto una relazione? Volete testimoniarlo? Questo museo fa per voi: l’ascia per distruggere i mobili? Il vestito da sposa rinchiuso in una scatola? Oppure un filmino girato e mai sviluppato? Un cavatappi o scarpe con il tacco 12? Le sale continuano a crescere nei reperti, visibili anche sul sito, proponendosi infatti di essere ruolo non solo reale ma anche virtuale sui cuori spezzati. Se avete il desiderio di contribuire con un oggetto o raccontare la vostra storia potete farlo (sul sito alla voce contribute del menù principale). Se poi preferite il viaggio a voi la scelta se dirigervi verso la Croazia oppure la California. Comunque, buon San Valentino!

  • LUOGO:Museum of Broken Relationships
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Ćirilometodska 2, 10000, Zagreb
  • TELEFONO: 01 4851 021
  • E-MAIL:info@brokenships.com
  • BIGLIETTO: 40 Kn (5,36 €) intero, 30 Kn (4 €) ridotto
  • ORARI: dal 1° ottobre al 31 maggio tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00; dal 1° giugno al 30 settembre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.30.
  • LUOGO:Museum of Broken Relationships
  • QUANDO: permanente
  • INFO: 6751 Hollywood Blvd Los Angeles, CA 90028
  • E-MAIL:tickets@brokenships.la
  • BIGLIETTO: 18 $ (14,50 €) intero, 15 $ (12 €) ridotto
  • ORARI: lunedì, martedì e mercoledì dalle 11.00 alle 18.00, giovedì dalle 11.00 alle 19.00, venerdì e sabato dalle 12.00 alle 20.00, domenica dalle 11.00 alle 19.00.

Torniamo in Italia, a Gavirate in provincia di Varese. L’Historian Gallery ha inaugurato lo scorso settembre la  Il Genio di Dalì, propone 205 litografie e xilografie che il grande Maestro ha dedicato alla Bibbia e alla Divina Commedia. Le 105 illustrazioni sulla Vulgata utilizzano le tecniche della serilitografia e sono degli anni Sessanta e si propongono di creare un connubio tra il sacro e il profano. Nelle 100 opere si intrecciano ai personaggi fantastici le scene oniriche dell’opera di Dante Alighieri: Inferno, Purgatorio e Paradiso prendono vita attraverso una lunga serie di immagini e di figure misticheggianti, reinterpretate in chiave psicoanalitica da Salvador Dalì. Queste opere vennero realizzate da Dalì in nove anni e divennero xilografie curate da Raymond Jacquet partendo da 100 acquarelli. Per la mostra avete tempo fino al 31 agosto.

 

 

 

  • LUOGO: Historian Gallery
  • QUANDO: fino al 31 agosto 2018
  • INFO: via Tinella 3,21026, Gavirate (VA)
  • TELEFONO: +39 0332 18 88 146
  • E-MAIL: info@historiangallery.com
  • BIGLIETTO: intero 12€, ridotto 10€ (per altre riduzioni cliccate qui)
  • ORARI: martedì e mercoledì 14.00 alle 18.30, giovedì dalle 9.00 alle 18.30, venerdì e sabato dalle 9.00 alle 18.30 e dalle 20.00 alle 22.00, domenica dalle 9.00 alle 18.30. Chiuso il lunedì.

Andiamo a Dover, in Inghilterra. Non solo le bianche scogliere ma luogo strategico di controllo del canale della Manica e per questo crocevia da sempre di commerci e approdi di conquista da Giulio Cesare a Guglielmo il Conquistatore, da Napoleone Bonaparte ad Adolf Hitler. Gli inglesi chiamano Dover Lock and Key of England e il castello restituisce i vari resti, compresi quelli degli antichi romani. Il Dover Museum & Bronze Age Boat Gallery ripercorre quindi le fasi storiche della città (e del porto) partendo dalla preistoria e dalle varie età: della pietra, del bronzo e del ferro. Nel 1992 in particolare è stata ritrovata una barca in legno risalente a circa 3.000 anni fa ed è un ritrovamento talmente importante che è divenuto fiore all’occhiello del museo che ha inserito la barca persino nel proprio nome. Gli appassionati di storia, di archeologia e di reperti potranno ripercorrere una parte della storia dell’isola e dei conflitti che si sono susseguiti nei secoli. Non viene trascurata l’epoca recente, con una parte dedicata alla Dover moderna, luogo di transito di persone e merci con il continente europeo.

 


Se vi parlassi di plastici che riproducono fedelmente con miniature varie parti del mondo? Alzi la mano chi non è affascinato da ricostruzioni che vanno da Pompei al Grand Canyon, dai porti fluviali alle ferrovie tedesche, dalla Scandinavia ai paesaggi alpini. Eccoci ad Amburgo al Miniatur Wunderland, museo tra i più visitati in Germania (tanto che viene consigliata la prenotazione). Inaugurato nel 2000, nel 2016 è stata aperta una sezione dedicata all’Italia. Il museo ha già pianificato fedeli ricostruzioni dedicate ai vari paesi fino al 2028.

  • LUOGO: Miniatur Wunderland
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Kehrwieder 2-4/Block D, 20457 Hamburg, Germania
  • TELEFONO: +49 40 3006800
  • E-MAIL: info@miniatur-wunderland.de
  • BIGLIETTO: per i vari costi, promozioni e visite tematiche vi rimando qui
  • ORARI: per gli orari di apertura vi rimando qui

Dalla Germania ritorniamo in Italia, precisamente a Torino dove si trova l’Officina della Scrittura che dal sito ci dice essere il primo museo al mondo dedicato al Segno.
L’Officina della scrittura si propone di essere una “cittadella della conoscenza”: dalle pitture rupestri fino alle svariate forme della comunicazione contemporanea. La struttura nei 2.500 metri quadri sospita diverse aree tematiche: dal racconto delle origini del segno, alla prima macchina da scrivere Remington; dal viaggio all’interno della scrittura alla sezione dedicata alla storia delle penne stilografiche, dove è possibile apprezzare una selezione delle 13 penne iconiche del XX secolo, come la Waterman’s 22 del 1896 e la Hastil Aurora disegnata da Marco Zanuso nel 1970 ed esposta al MoMA di New York. Come ripercorrere la storia del segno e quindi della scrittura che contraddistinguono le attuali 6000 lingue parlate nel mondo?  Raccontando l’evoluzione dalle iscrizioni nelle caverne incise con pietre appuntite sino ai dati informatici creati dai bit. I segni e i simboli racchiudono l’identità culturale e sociale, che danno vita al contenuto: il design, lo spartito musicale, i graffiti, la tavola degli elementi chimici, il tracciato del nostro codice genetico.

  • LUOGO: Officina della Scrittura
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Strada da Bertolla all’Abbadia di Stura, 200 10156 Torino
  • TELEFONO: + 39 011 034 30 90
  • E-MAIL: info@officinadellascrittura.it
  • BIGLIETTO: intero 8€, ridotto 6€, gratuito per gli under 12.
  • ORARI: lunedì, martedì, giovedi e venerdì: dalle 9.00 alle 18.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00, mercoledì chiuso.

Attraversiamo l’Oceano e raggiungiamo una città che si trova sulla Route66: Santa Fe, in New Mexico. Ecco il Museum of Indian Arts & Culture Sud fondato nel 1909 dall’antropologo Edgar Lee Hewett e che raccoglie testimonianze, reperti e racconta la storia di diversi popoli nativi del Sud Ovest degli U.S.A.. 
Le collezioni, circa 35000 manufatti, spaziano dagli oggetti come ceramiche Anasazi e Mogollon, monili, cesti preistorici ai reperti tessili, sandali yucca fino alle sculture, senza dimenticare mappe e foto storiche. Si può anche ammirare una rete da caccia lunga oltre 4600 metri (151 piedi) realizzata tutta in capelli umani e datata 1200 d.C.. Alla mostra permanente si accompagnano eventi temporanei dedicati agli appassionati delle culture che hanno preceduto l’arrivo degli europei nel Nuovo mondo con le conseguenze raccontate spesso dalla letteratura e dal cinema.

   


Su-Mei Tse, A Whole Universe (Pomegranate), 2017. Vue de l’exposition Elegy, Edouard Malingue Gallery, Hong Kong 2017 © Photo (détail) : Edouard Malingue Gallery, Hong Kong

Chiudo il nostro viaggio con una settima data superba lussemburghese. Vi porto al Mudam Luxembourg per una personale dedicata a Su-Mei Tse e intitolata Nested. La quarantacinquenne Tse, Leone d’oro alla Biennale di venezia nel 2003, è nata nella capitale del Lussemburgo da padre cinese e da madre inglese, rispettivamente violinista e pianista. Pur essendo a propria volta musicista, è diplomata in violoncello, si è laureata in Textile & Printing presso la National School of Applied Arts e in arti plastiche alla Scuola Nazionale di Belle Arti di Parigi. Le sue opere sono contraddistinte dal tempo, la memoria, il ritmo e la lingua e spaziano dalle sculture alle fotografie, dai video alle installazioni.  

Alla maniera dell’inchiostro nero che scorre dalla sua fontana Molte parole parlate, la questione dell’aspetto del significato, o la sua evanescenza, è al centro del lavoro di Su-Mei Tse. La semplicità delle forme che l’artista produce contrasta con il loro potere di evocazione, con la pluralità di letture che emanano da esso. Le sue opere sembrano spesso cristallizzarsi, sotto l’aspetto di una “immagine”, un’impressione, un’emozione o un ricordo – queste esperienze intense e fugaci che costituiscono, nel titolo di una sua opera, la vertigine della vita “. Nello stesso movimento, esplorano la capacità di immagini, oggetti e suoni di innescare un immaginario nel visualizzatore. Le opere nascono dalle ricerche in giro per il mondo, compresa l’Italia, ma soprattutto l’Asia, luogo di origine dell’artista come. Nemed, inaugurata lo scorso ottobre, sarà visitabile fino al prossimo 2 aprile.

 

 

 

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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