Le date superbe di giugno 2018


Giugno è il mese dei Campionati del Mondo di calcio e purtroppo l’Italia non ci sarà. Questo non significa che per gli appassionati non vi sia l’occasione di un’abbuffata di partite e la possibilità di scegliere un nazionale per la quale simpatizzare, magari con titolare qualche idolo straniero della propria squadra del cuore. Amarezza a parte, i nostri azzurri hanno una grande storia sulle divise e nei palmares. Chi volesse ripercorrere questa storia può farlo a Coverciano, abituale sede dei ritiri, dove è stato allestito un museo: sei sale che vanno dai cimeli dell’Olimpiade del 1928 di Amsterdam e il primo Mondiale a cui i nostri presero parte (e che vinsero “in casa”) del 1934 quando si aggiudicarono la coppa Rimet (poi assegnata per sempre al Brasile del 1970 vincitore per la terza volta) all’ultima con il trionfo berlinese del 2006 della squadra allenata da Marcello Lippi. Le altre raccontano la storia della F.G.C.I., la tragedia di Superga, l’Europeo del 1968 e si possono vedere tanti cimeli, scarpini, magliette e le due pipe più famose dell’edizione del 1982: quella del Presidente della Repubblica Sandro Pertini e del C.T. Enzo Bearzot.

Il Museo propone anche iniziative dedicate all’alimentazione e percorsi didattici dedicati alle ragazze e ai ragazzi.

  • LUOGO: Museo del calcio
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Viale Aldo Palazzeschi n° 20, Firenze (Coverciano)
  • TELEFONO: +39 055 60 05 26
  • E-MAIL: info@museodelcalcio.it
  • BIGLIETTO: gratuita
  • ORARI: feriali dalle 9:00 a 13:00 e dalle 15.00 alle 19.00, sabato dalle 9.00 alle 13.00, sabato pomeriggio e domenica per gruppi solo su appuntamento. Il museo chiude dal 1 al 20 agosto.

Se vogliamo proseguire prendendo spunto da un altro Paese che non sarà ai Mondiali di calcio, ci possiamo trasferire in Olanda: ad Amsterdam c’è un museo tutto dedicato al mondo invisibile, quello dei microorganismi. Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723) era un commerciante di tessuti di Delft, ma anche il padre fondatore della microbiologia. Ha usato microscopi di propria produzione per scoprire il mondo invisibile dei microrganismi. Il museo Micropia è l‘unico museo di microbi, ed è nel centro di Amsterdam.

 

  • LUOGO: Artis Micropia
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Plantage Kerklaan 38-40, 1018 CZ Amsterdam
  • TELEFONO: +31 205233671
  • E-MAIL: info@micropia.nl
  • BIGLIETTO: intero 15€, dai 3 ai 9 anni 13€, studenti 7,5€
  • ORARI: da lunedì a mercoledì e domenica dalle 9.00 alle 18.00, da giovedì a sabato dalle 9.00 alle 20.00

Dal Barocco del XVII secolo ai giorni nostri: tutto dedicato al mondo della moda. Andiamo in Cile, altro Paese che i mondiali li vedrà solo in TV: a Santiago si trova i Museo della Moda (Fundación Museo de la Moda). Già il sito propone un percorso didattico sull’evoluzione della moda che la visita di persona saprà ridarvi non in modo virtuale. I capi di questa istituzione privata sono stati donati e acquisiti in diverse aste che dal 1999 in poi hanno iniziato a costituire il patrimonio di una fondazione che ha poi portato nelle sale espositive inaugurate otto anni dopo. Il Museo è stato ricavato da una vecchia residenza e vanta un giardino progettato dall’architetto Luis Nakagawa.
I settori espositivi sono 4:   disegni, oggetti, tessuti e accessori. La collezione prevede oltre 15mila reperti la maggior parte di origine europea e in parte coloniale, forse quella più affascinante per il valore storico. La collezione dei portafogli (oltre 400) vestiti di Marylin Monroe, Rita Hayworth, Barbara Streisand, un omaggio a Diana Spencer sono solo alcuni degli esempi che vi lascio.
  • LUOGO: Museo de la Moda
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Avda. Vitacura 4562. Vitacura. Santiago, Chile.
  • TELEFONO: +56 2 2219 3623
  • E-MAIL: museo@museodellamoda.cl
  • BIGLIETTO: 3000CLP (4,5€) , gratis under 12 e over 65
  • ORARI: Dal lunedì al venerdì: dalle ore 10:00 alle ore 18:00, sabato e domenica  dalle ore 10:00 alle ore 19:00

Se ha fatto clamore l’esclusione del Camerun, campione d’Africa in carica, anche l’esclusione della Costa d’Avorio, che regala diversi talenti ai club europei, non è passata inosservata. Se vi trovate nella vecchia capitale ivoriana, Grand-Bassam potete fare un salto al Musée national du costume: creato nel 1981 ospita costumi tradizionali provenienti dalle regioni del paese colonia francese sino al 1960. Le sale espositive sono ospitate nel palazzo che dl 1893 è diventata la residenza del governatore; qui è possibile visitare anche il bagno personale, il passaggio segreto che permetteva di nascondersi per operazioni di spionaggio, il seminterrato che fungeva anche da prigione ospita anche alcuni cannoni dell’era coloniale e il cortile, dove era stato costruito un piccolo teatro adibito anche alle udienze con la popolazione. L’istituzione si propone di diffondere la cultura ivoriana ed è anche luogo di conservazione di documenti e reperti culturali.

  • LUOGO: Musée national du costume
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Grand-Bassam, Costa d’Avorio
  • TELEFONO: +225 08 04 09 03
  • E-MAIL: per contattare il museo compilate il form che trovate qui
  • BIGLIETTO: 1.000 FCFA (1,50€)
  • ORARI: dal martedì al sabato dalle 8.00 alle 17.00

Voisin – Modello C-5, Sporting Victoria del 1923 appartenuta da Rodolfo Valentino

Anche se vantano solo un terzo posto nella prima edizione del 1930 in Uruguay, ma stiamo parlando di un calcio molto lontano, senza la presenza di tutte le nazionali e il peso degli immigrati europei caratterizzante, gli Stati Uniti almeno fuori dalla fase finale sono una piccola notizia. Se però avete la passione per le auto d’epoca e vi trovate a Sylmar un quartiere della San Fernando Valley, quindi nella Contea di Los Angeles, potreste entrare in un salone d’auto in stile anni Venti e Trenta. Al The Nethercutt Museum & Collection non troverete solo strumenti musicali (pianoforti, fonografi, organi) e mobili antichi ma ben 250 automobili comprese in un secolo: dal 1898 al 1997.

1951 Bentley – Mark VI, Coupe DeVille, appartenuta ad Aristotele Onassis

Lo si deve alla passione di Jack Boison Nethercutt, personalizzatore e restauratore  di automobili scomparso all’età di 91 anni nel 2004. Auto d’epoca spesso appartenute a star del cinema o a personaggi famosi rappresentano una collezione invitante per gli appassionati. Da una  Gobron-Brille del 1909 a una Voisin – Modello C-5, Sporting Victoria del 1923 appartenuta da Rodolfo Valentino, da una Bugatti del 1931 – tipo 51, coupé a una Talbot-Lago – Tipo 150-C-SS del 1937 1951 Bentley – Mark VI, Coupe DeVille, appartenuta a una Bentley del 1951 – Mark VI, Coupe DeVille, appartenuta ad Aristotele Onassis. Non lontano dal Museo è visitabile anche un treno a vapore perfettamente restaurato e conservato, accontentando così anche gli appassionati di treni.


Più che l’esclusione del Galles, giunto alla fase finale solo nel 1958 (che era l’unica alla quale l’Italia non era riuscita a qualificarsi) fa notizia che non ci giochi Gareth Bale fresco campione d’Europa con il Real Madrid. Non che i gallesi non abbiano regalato talenti , basterebbe citare Ian Rush o John Charles entrambi impegnati con la casacca della Juventus seppur con rendimenti decisamente differenti ma ottenere il passaggio nei gironi preliminari è impresa assai ardua. Il Galles è conosciuto anche per le miniere di carbone ed è proprio lì che vi suggerisco di andare: si tratta del Big Pit National Coal Museum dove è possibile comprendere la dura vita del minatori, calandosi nei pozzi, attraversando tunnel, passando sulle rotaie dei vagoni che trasportavano il materiale estratto e indossando il casco con la lampada. Il tutto a 300 piedi di profondità, quindi oltre 90 metri sotto la superficie. I luoghi che ospitano il museo sono diventati nel 2000 patrimonio dell’Unesco e “Big Pit” è inserito nel percorso  che in 32 paesi del mondo raggruppa 850 siti legati alla storia dell’industrializzazione.


flippermúzeum

L’Ungheria vive soprattutto di un passato prestigioso e di due finali mondiali perse, nel 1938 a Parigi contro gli azzurri e nel 1954 contro la Germania Ovest in quello che è stato definito il miracolo di Berna (e dei dubbi di doping seguiti).  Ferenc Puskás, grande protagonista nel Real Madrid e Flórián Albert, pallone d’oro nel 1967 rappresentano forse le stelle più luminose di una Nazionale ormai in un declino che appare irreversibile. Dal pallone di cuoio passo alle palline di acciaio del flipper, come lo chiamiamo noi il pinball. A Budapest c’è un museo dedicato a questo gioco che ci riporta alle narici l’odore dei bar, dove le sfide, i record e il tilt erano momenti fondamentali.

Il Flipper Muzeum propone 130 macchine in uno spazio di circa 400 metri quadrati con pezzi che vanno dal XIX secolo ai giorni nostri. Dalla prima Time Machine della Data East a oggi, il divertimento assicurato dal gioco ha coinvolto milioni di appassionati in tutto il mondo. Lo spazio di Budapest è stato inaugurato nel 2014 ed è un modo per tornare giovani, per chi non lo è più o lo si vuole sentire in un viaggio nei propri ricordi, oppure vuole diventare abile con le alette e far risuonare i bonus mentre gli altri aspettano il loro turno.

  • LUOGO: Flipper Muzeum
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Radnóti Miklós utca 18, 1137, Budapest, Hungary
  • TELEFONO: +36 30 9006091
  • E-MAIL: info@flippermuzeum.hu
  • BIGLIETTO: gratuito
  • ORARI: tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.00



Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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