Le interviste che nascono da Facebook: Alastor Maverick e L.A.Mely

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«Innanzitutto, come va signori?» «Direi piuttosto bene. Siamo in pieno fermento creativo», e così svelano di essere vicini a una nuova pubblicazione. E Kito risponde: «Ore da scandire con un orologio da taschino, direi». Perché lo dice? Lo scoprirete durante l’intervista – che come sempre nasce dal gruppo Facebook di SevenBlog – ad Alastor Maverick e L.A.Mely, autori del libro Steambros Investigation.

1. Direi che abbiamo flirtato abbastanza e mentre mi verso un bicchiere di vino per darmi un tono, vi pongo la prima, vera, domanda. Perché lo Steampunk?

Alastor: Lo steampunk è una mia passione e quando Melissa (Melissa D’Agostino, alias L.A.Mely ndr) mi ha proposto di scrivere un giallo assieme io ho proposto subito l’inserimento di dettagli steam. Poi, visto che le cose facili non ci piacciono, abbiamo riflettuto su come porre questo genere in modo che anche chi non ne mastica possa essere introdotto gradualmente nell’atmosfera.

2. Ora, il movimento Steampunk si è allargato molto in questi ultimi due anni: qui in Italia abbiamo avuto parecchie fiere a tema. Per citarne una: il Clockwork del 4 marzo a Roma, e voi c’eravate. Credete di avere, in qualche modo, contribuito all’espansione del fenomeno Steampunk? Almeno qui in Italia?

Alastor: Non so se sta riuscendo ma sicuramente è questa una delle nostre intenzioni. Far conoscere lo steampunk attraverso la letteratura e gli eventi anche a chi non ne ha mai sentito parlare. E le presentazioni sono molto d’aiuto in questo.

Melissa: È un genere ancora troppo di nicchia ma è troppo bello e affascinante. Ce la stiamo mettendo tutta per tirarlo fuori dalla nicchia.

3. Ho già iniziato a leggere il vostro romanzo e devo dire che i personaggi mi hanno preso da subito. Noi scrittori sappiamo benissimo che è impensabile costruire personaggi che non abbiano almeno mezzo filamento di DNA derivante dal nostro. Quanto c’è di voi, in Nicholas e Melinda?

Melissa: Fisicamente ce li siamo cuciti abbastanza addosso. Per quanto concerne la parte psicologica dei personaggi un pochino meno. Anche se ho notato che alcuni particolari di entrambi ricadono irrimediabilmente nei personaggi… mischiandosi. Solo l’animo femminaro di Nicholas non appartiene a nessuno dei due. Io spero di non somigliare troppo a Melinda in certe cose. Fa paura, a volte.

4. Sono un collezionista di videogames retrò e per me l’occhio è tutto. Devo dire che il vostro libro è anche bello da vedere. Come siete arrivati alla Dark Zone?

Melissa: Ricordo il giorno in cui ho scoperto che la Dark Zone ci aveva scelti. Era un giovedì, torno dalle commissioni e siccome sono all’antica e non ho Internet sul cellulare, accendo il computer per vedere come vanno le cose e salutare. Alastor mi dice: «Adesso stai calma che ti devo dire una cosa». Siccome stavamo partecipando a un concorso che metteva in palio la pubblicazione, mi son subito chiesta se poteva c’entrare quello. Un secondo dopo mi fa: «Abbiamo un editore». Mi son messa a piangere. Il concorso non c’entrava nulla… era la Dark Zone.

Alastor: Diciamo che ho scoperto Dark zone un po’ per caso. Mi iscrissi al gruppo notando che c’erano autori che tenevo d’occhio da un po’. Proprio qualche giorno prima che sbucasse il post in cui risultava che cercavano manoscritti. A quel punto ho preso la palla al balzo e ho inviato il nostro. Tre mesi dopo la lieta novella.

5. Il 15 marzo è uscito il seguito. Da quanti libri è composta la vostra saga? Per come l’ho percepita io potrebbe essere sostanzialmente infinita. Ce li vedo Nicholas e Melinda a infoltire i ranghi della lega degli straordinari Gentlemen.

Alastor: Hai percepito bene. Per cominciare è una trilogia. Ovviamente dovremo valutare e capire bene se vale la pena continuarla o meno in base a quanto i fratelli Hoyt entreranno nel cuore dei lettori. Ma visto come è andata col primo volume direi che ci sono tantissimi motivi per continuare a raccontare.

Melissa: Esistono già uno spinoff e uno pseudobiblion gratuiti che abbiamo caricato, solo in versione ebook (per ora) ad Halloween (il primo) e a Natale (il secondo) e non escludiamo ce ne possano essere altre per cui la ipotetica trilogia sta cominciando a espandersi prima del tempo.

6. Ultimamente ho parlato di incipit con i miei agenti letterari. Il vostro capitolo 1 lo reputo perfetto, con la giusta dose di preamboli senza però asfissiare e mostrando subito le unghie: ci avete lavorato molto?

Alastor: Vuoi la verità? Abbiamo rischiato moltissimo. Ci sembrava giusto inserire una sorta di prologo anche perché non avevamo le idee troppo chiare e ci sembrava di non svelare abbastanza dei personaggi. Tutt’ora penso che avrei scritto l’inizio in modo differente avendo le competenze in fatto di costruzione della trama, intreccio e fabula che ho ora. Però anche così non è affatto malvagio alla fine. L’azione arriva intensa solo alla fine del capitolo ma sono capitoli brevi.

7. Senza spoiler, vorrei fare anche a voi la fatidica domanda. Qual è il messaggio che intendete trasmettere? Un’idea me la sono già fatta…

Melissa: Un messaggio, dici? Uhmmm, fammene scegliere uno. Scherzi a parte, ti citerò il sottotitolo: L’armonia dell’imperfetto. I fratelli Hoyt sono volutamente due persone normali nei loro pregi e nei loro difetti, eppure uniti arrivano dove altri non osano neanche guardare.


Alastor e Melissa hanno una pagina Facebook in cui descrivono i propri libri: seguiteli qui!

Anche Kito Silva ha molti progetti da realizzare: seguitelo su Facebook con la sua storia Life X Death!

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Kito Silva

Kito Silva

Tabagista compulsivo e scrittore cazzone. Allergico a influencer e finti intellettuali, brama di trovare il modo per tornare su Giove.

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