Le uova alla Benedict di Tanti piccoli fuochi



Perché la gola è anche un po’ benedizione

«Inside, the house was already full to overflowing. There were mimosas and an omelet station. There were caterers offering bite-sized quiches and poached eggs in puddles of velvety hollandaise».
Traduzione: All’interno, la casa era già piena fino a traboccare. C’erano mimose e una omelette station. C’erano addetti al catering che offrivano quiche e uova in camicia a piccole dimensioni in pozzanghere di vellutata olandese. (Tanti piccoli fuochi, Celeste Ng).
La periferia americana, idilliaca, alberata, dove c’è poco da fare e tutti conoscono tutti. E qualche piccolo incendio, qualche ribelle di troppo, la dicotomia dl genere umano, un po’ Mrs Richardson e un po’ Mia: ecco il clima giusto per un brunch con le uova alla Benedict. Tipicamente americani, e non si può dire il contrario, sia il brunch – la maxi colazione a pancake, uova strapazzate e caffè formato-famiglia – e questa ricetta di uova ricoperte da salsa olandese. 

Ingredienti per quattro persone:

Per la salsa Olandese:

  • 2 Tuorli
  • 1 cucchiaio di succo di Limone
  • 125 g di Burro a pomata 
  • 2 cucchiai di Burro freddo
  • 1 pizzico di Sale marino

Per le uova:

  • 2 cucchiai di Aceto di vino
  • 4 fette di Pane di grano duro
  • 4 Uova
  • 4 fette di Bacon
  • Erba cipollina
  • Pepe q.b.

Procedimento:

Prepara la salsa olandese. In un pentolino, fai fondere, su fuoco basso, il burro. Tieni da parte.

In una terrina, sbatti i tuorli d’uovo avvalendoti di una frusta elettrica. Aggiungi il pizzico di sale, il succo di limone e un cucchiaio di acqua ben fredda. Continua a mescolare. Unisci un cucchiaio di burro freddo e senza più mescolare, trasferisci il tutto in un pentolino, che porterai su fuoco basso. Continua a mescolare fino a quando avrai ottenuto una salsa vellutata.

Togli dal fuoco e aggiungi il restante cucchiaio di burro freddo, quindi mescolate lentamente, e nel frattempo incorpora poco per volta il burro fuso in precedenza. Lascia raffreddare a temperatura ambiente.

Prepara uova e bacon. Griglia il bacon su una piastra fino a quando risulterà ben croccante. Tosta anche il pane. Tieni bacon e pane in caldo. Fai bollire l’acqua di una pentola capiente. Abbassa la fiamma e aggiungi l’aceto. Apri un uovo per volta, versalo in una ciotolina e fallo scivolare nell’acqua bollente. Lascia cuocere per circa 2-3 minuti, aiutandoti a tenere insieme l’albume con un cucchiaio di legno. Scola le uova e passale delicatamente su un foglio di carta assorbente.

Sistema il bacon sul pane tostato, adagia sopra l’uovo in camicia e cospargi con la salsa olandese. Decora con erba cipollina tagliuzzata con le forbici.


Il libro:

  • Titolo: Tanti piccoli fuochi
  • Autore, titolo originale,editore, anno: Celeste Ng, Little fires everywhere, Penguin Press, 12 sett. 2017
  • Nostra edizione: Bollati Boringhieri, collana Varianti, 8 marzo 2018
  • Sinossi: 1998, Shaker Heights, Cleveland Ohio, lo Stato che da sempre con il suo voto determina il successo o meno di un candidato alla presidenza. Perché combina una generale tendenza liberale a una forte dose di conservatorismo di élite. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici, e abbienti. Le comunità Shaker erano caratterizzate dalla sovrabbondanza di regole – dall’ora migliore per alzarsi al mattino a come scegliere il compagno di vita. E una delle protagoniste del romanzo, Mrs Richardson, è cresciuta incarnando questa filosofia di vita: una famiglia da sempre insediata nella comunità, molto abbiente, perfettamente inserita in ogni comitato e organizzazione. All’inizio del romanzo troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi quattro figli. Ribelle da sempre, una pecora nera appena adolescente, diversissima dai fratelli in partenza per le università più prestigiose del paese, Izzy invece è in fuga per chissà dove. Mia invece è una fotografa single che ha scelto una vita itinerante con la figlia, fin dalla nascita, cavandosela a malapena con lavori vari, per avere tempo libero da dedicare alla sua arte. Con un buon successo, però accuratamente nascosto: le sue opere sono state vendute a una prestigiosa galleria di New York, ma Mia non parla mai di questo, né del suo passato. Mia lavora controvoglia come domestica e cuoca nella lussuosa casa di Mrs Richardson, in cambio di un piccolo alloggio. La figlia Pearl ha fatto amicizia con i quattro ragazzi Richardson, e Mia le ha promesso di metter fine al vagabondaggio… e allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva diventa a poco a poco un problema per madre e figlia, e non solo? Accade quando un vecchio amico dei Richardson decide di adottare un bambino sino-americano. Ne nasce una battaglia per la custodia che divide l’intera cittadina. Mia ed Elena si troveranno su fronti opposti e questo farà scattare nella mente di Elena il sospetto che Mia nasconda un passato torbido. Ma questa sua ossessione avrà costi altissimi.
Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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