La Notte di San Lorenzo

 Per la Notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti
citiamo…

 da Debora… in musica

Ora c’è un ragazza di vent’anni che vive qua,
con lei dormo la notte, divido la notte,
una notte forse lei mi sposerà.
Ora c’è una miniera che ci danno mille lire l’ora per andare giù.
Quando usciamo inciampiamo nelle stelle,
perchè le stelle ormai quasi non le vediamo più.
E meno male che c’è sempre qualcuno che canta
e la tristezza ce la fa passare,
se no la nostra vita sarebbe come una barchetta in mezzo al mare,
dove tra la ragazza e la miniera apparentemente non c’è confine,
dove la vita è un lavoro a cottimo
e il cuore un cespuglio di spine.

Note:

La ragazza e la miniera è una canzone tratta dall’album Musica leggera del 1990, di Francesco de Gregori.


da Viviana… in scienza

Tutta la materia di cui siamo fatti noi l’hanno costruita le stelle, tutti gli elementi dall’idrogeno all’uranio sono stati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle supernove, cioè queste stelle molto più grosse del Sole che alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello spazio il risultano di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno. Per cui noi siamo veramente figli delle stelle.

Note:

La citazione è di Margherita Hack (12 giugno 1922 – 29 giugno 2013), rilasciata attraverso un’intervista a Cortocircuito nel 2011.


da Attilia… in racconto…

«Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d’affari erano dell’oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu avrai delle stelle come nessuno ha…».

«Che cosa vuoi dire?».

«Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!».

E rise ancora.

«E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo.  Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo».

«T’avrò fatto un brutto scherzo…».

E rise ancora.

«Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere…».

… e in musica

Le stelle stanno in cielo e i sogni… non lo so.
So solo che son pochi quelli che si avverano.

Note:

La prima citazione è tratta dal racconto Le petit prince di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicato nel 1943. La seconda è tratta dalla canzone Ridere di te, terza traccia dell’album C’è chi dice no del 1987 di Vasco Rossi.


da Chiara… in canto indiano

Siediti ai bordi dell’aurora, per te sorgerà il sole.
Siediti ai bordi della notte, per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente, per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio, Dio ti parlerà.

Note:

La poesia si intitola La preghiera del silenzio ed è di Swami Vivekananda (1863 – 1902), mistico e filosofo indiano.


da La Comtesse… in poesia

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

Saffo, dipinto di Jules Elie Delaunay

Note:

La traduzione della poesia Tramontata è la luna della poetessa greca antica Saffo (630 a.C. circa – 570 a.C. circa) è di Salvatore Quasimodo (20 agosto 1901 – 14 giugno 1968), che qui omaggiamo per l’imminente anniversario della sua nascita.


da Sara… in dialogo

D: Lottare, ribellarsi, torturarsi. Hai mai alzato gli occhi verso il cielo dopo una giornata dura, cattiva, quando pensi che niente possa più strapparti un sorriso? Sei in un mare di fango, di ingiustizia, di violenza, e le stelle brillano lassù, pulite, indifferenti, così fredde, così lontane.

H: Anch’io le guardo, ma non mi sento né disprezzata né condannata per la loro indifferenza, non mi fa paura, né mi giustifica. Ho paura della mia indifferenza verso il fango, il dolore, l’ingiustizia, la violenza in cui vivo, contro cui bisogna lottare fino all’ultimo istante della propria vita.

Note:

La citazione ripropone il dialogo finale fra Davey Fenwick e Hilda Barra de’ Le stelle stanno a guardare (The stars look down), romanzo di A.J. Cronin pubblicato nel 1935. Ambientato in Inghilterra dell’est, nel paese di fantasia Sleescale, paese di minatori, si svolge lungo un tempo che va dal primo Novecento agli anni Trenta. La miniera e la vita che si snoda nel paese che gravita intorno ad essa pongono in scena un nutrito caleidoscopio di avvenimenti densi di storia, di emozioni, di idee, di contrapposizioni, di umanità, di ingiustizie, di uomini che tentano di “costruire” e uomini che distruggono per potere e interesse personale, immaturità, indifferenza. Il dialogo tra Dave Fenwick (il protagonista di battaglie dure e faticose per portare giustizia nei luoghi di lavoro) e Hilda Barras, la figlia dell’ex padrone della miniera mostra un finale non lieto ma forte, una riflessione limpida sul nostro impegno, sul significato di essere Uomini, o su ciò che dà significato al nostro essere qui, e costruire la Storia. Non siamo “stelle”. A loro il compito di rischiarare il cielo nella notte, di quietare il nostro cammino con la loro bellezza.


da Fabio… in cinema

Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino.

Note:

La citazione è tratta da Star Trek 6 – Rotta verso l’ignoto, ed è la frase con cui l’ammiraglio James T. Kirk indica quale rotta seguire contravvenendo agli ordini del comando di flotta. In realtà è il congedo malinconico da parte dell’equipaggio verso i propri fan. Da evidenziare il fatto che sia a sua volta una citazione nella citazione: essendo tratta dall’opera di James Matthew Barrie, Peter Pan, è un’interessante riflessione sul tempo che passa in contrapposizione all’eternizzazione di un personaggio romanzato, come può essere, appunto, Kirk. La frase è stata ripresa anche da Edoardo Bennato in L’isola che non c’è.


dal Viaggiatore… in storia

Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute a intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra a enorme velocità.

Note:

The war of the worlds è un esperimento di Orson Welles, realizzato il 30 ottobre 1938 attraverso il canale radiofonico della CBS, in cui il regista scrittore adatta l’omonimo romanzo di fantascienza di Howard E. Koch, facendo credere alla popolazione americana che i marziani stessero atterrando. Rimane una bufala nella bufala per l’enorme chiacchiericcio da parte dei media intorno all’annuncio di Welles, rivelatosi invece ben poco seguito dagli ascoltatori, quindi un vero e proprio scherzo flop.

 

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Il Viaggiatore

Il Viaggiatore

Viene da Kepler 452 e racconta storie di un nostalgico passato. Passionale, scrupoloso, missione: giornalismo. Casa alternativa: Seven Blog.

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