Offerte stracciate



Oggi è domenica, ed io e la mia ragazza siamo venuti al Centro Commerciale. Sì, lo so che è una cosa da famiglie sposate, ma quando consegni volantini dal lunedì al sabato, la domenica hai bisogno di rilassarti un po’. E per rilassarci ci piace venire qua a spiare le famiglie che girano con i nostri volantini in mano. Quando fai un lavoro così duro per 25 miseri euro al giorno hai bisogno di un minimo di gratificazione. Vedere queste famiglie che vagano alla ricerca dell’offerta più vantaggiosa ti fa sentire meno inutile.

Siamo qui dalle dieci per non perderci nemmeno un minuto di questo spettacolo rigenerante. Abbiamo già visto un bambino e il suo papà con gli occhi lucidi: il figlio, per la gioia di aver acquistato finalmente una nuova Play Station; il padre, per l’ennesimo finanziamento a tasso zero che ha dovuto accollarsi. Sono queste le emozioni che ci danno la forza di continuare.

Mentre mangiamo la nostra colazione al sacco – il nostro stipendio non ci permette nemmeno di avvicinarci all’area ristoro – ecco che arriva il mio preferito: il maniaco impulsivo. Uno di quei cinquantenni insoddisfatti che compra le cose solo perché costano poco. Non importa se l’oggetto dei desideri gli serve oppure no, lui deve averlo a tutti i costi. Sono quelli che ti vengono incontro fuori ai palazzi perché non ce la fanno ad aspettare che tu metta i volantini nella buca delle lettere. È grazie a loro che siamo pronti ad affrontare i portieri anti volantinaggio delle città.

La nostra città purtroppo è piena di crociati che combattono questa guerra contro lo spreco della carta. Non sanno, questi galantuomini, che dopo di noi passerà l’addetto ai controlli e che se l’addetto non trova le cassette piene dei nostri volantini, rischiamo lo stipendio e pure il lavoro. Se fosse per me, poiché ci pagano 5 euro l’ora, i volantini finirebbero tutti nei cassonetti dell’immondizia.

Mentre penso al più bastardo dei portieri, quello del condominio di Via Riviera 6, la mia ragazza m’indica una famiglia con due carrelli pieni di prodotti in offerta. Mi commuovo vedendo che la madre stringe fra le mani il volantino che abbiamo consegnato questa settimana. Il padre, invece, mostra fiero i due carrelli come se fossero i suoi trofei di caccia.

Abbraccio la mia ragazza con un groppo alla gola: so che domani potremmo affrontare il portiere di Via Riviera 6 con ancora più convinzione. Ormai è una questione di principio. Pur di riuscire a consegnare i volantini in quel condominio, le abbiamo provate tutte. Travestimenti vari, lancio con fionda direttamente sui balconi, incursioni notturne, ma il bastardo è sempre riuscito a sventare ogni tipo di attacco. Lui gode a vederci sconfitti e sfoga tutta la sua malvagità stracciandoci in faccia tutti i volantini che trova nel perimetro di sua competenza. «Offerte stracciate», è il suo grido di battaglia che ripete battendosi il petto come fanno gli All Blacks quando eseguono la Haka.

Il nostro capo ci ha convocato più di una volta per lamentarsi del fatto che in quel condominio mancano sempre i nostri prodotti. Ho provato a spiegargli che quel paladino della privacy ha come unico scopo nella vita quello di non farci mettere la pubblicità nelle cassette della posta ma il mio capo è un tipo intransigente e mi ha dato un ultimatum: questa settimana dobbiamo riuscire a riempire quelle maledette cassette.

Io e la mia ragazza abbiamo già pronto un piano per domani. Ho convinto mia nonna – che gode di ottima salute – a prenotare una visita dal geriatra che fa studio in quel palazzo. È vero che la visita costa 120 euro ma la soddisfazione di vedere il faccione di quell’uomo diventare rosso di rabbia non ha prezzo. Sorrido pensando a quando domani sera festeggeremo la nostra vittoria e la mia risata stride con il pianto sconsolato di una bambina. La mamma la trascina per un braccio e quando vedo il volantino che la bimba stringe tra le mani, capisco cosa è successo.

«Non hai trovato le LOL in offerta?», chiedo alla bimba riferendomi alle bambole a prezzi scontatissimi.

«No!», risponde indispettita la mamma tirando a se la piccola.

Mi alzo e sussurro qualcosa nell’orecchio della bimba che immediatamente smette di piangere. La mamma mi guarda allibita e allora devo correre ai ripari.

«Le ho detto che la settimana prossima la stessa offerta l’avrà anche quel negozio lì», le dico indicando un megastore di giocattoli alla nostra destra. «Martedì troverete un volantino nella vostra cassetta delle lettere».

La madre, credendo che fossi pazzo, prende in braccio la bimba ed esce dal centro commerciale. Io e la mia ragazza ridiamo felici. La psicoterapia domenicale ha funzionato anche oggi, è arrivato il momento di tornarsene a casa per limare gli ultimi dettagli della presa di Via Riviera 6.

Sono talmente contento che mi sembra di vedere il portiere di quello stabile. Sento il battito del cuore che accelera e capisco che non sto sognando, è proprio lui: l’infame è appena entrato con la sua famiglia. Quando ci vede, mette su il solito sguardo impertinente e si ferma davanti a noi con aria di sfida.

«Papà, andiamo che non troviamo più le offerte», gli grida un bambino – che avrà al massimo sei anni – sventolando uno dei nostri volantini. La vista di quel volantino sconvolge me e la mia ragazza che mi pianta le sue affilatissime unghie nel braccio. Inizio a sanguinare e devo lottare per placare il mio istinto omicida mentre nelle orecchie sento rimbombare il suo grido di guerra.

«Sì hai ragione», risponde il portiere e la famiglia riprende la sua passeggiata alla ricerca di offerte stracciate.



Gianluca Papadia

Gianluca Papadia

A quarant’anni ha sostituito il poster ai piedi del suo letto: al posto di Che Guevara ora c’è Don Matteo.

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