Racconti di vecchi

Il racconto secondo classificato di FrammentiAvari#7 – Tivadar Kosztka Csontváry
di Lino Addis

Quella sera, appoggiato ad una barca rovesciata sulla spiaggia, ti ascoltavo. Ho chiuso gli occhi e ho visto quello che hanno visto i tuoi occhi arrossati dalla salsedine: torpedini che solcano acque cobalto e strade di luce attraversare la superficie del mare. Di tutti i tuoi compagni hai tessuto le lodi ma di nessuno hai detto il nome. Non ti ho interrotto, mai. Non ti ho fatto domande, non me ne hai fatte. Ho visto la rabbia nei tuoi occhi: il mare è terribile, mai però come l’uomo che l’attraversa. Alla fine senza guardarmi in faccia mi hai detto: «Se Dio potesse prestarmi uno scampolo ulteriore di vita!». Non ho commentato. Io, ora come allora, posso darti solo una piccola sponda amica.

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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