Saper guardare al futuro

Invictus, Clint Eastwood, 2009 (fonte YouTube)

Invictus – L’invincibile del 2009 è il trentaquattresimo film da regista di Clint Eastwood che dietro la macchina da presa ha quasi sempre regalato opere memorabili e pluripremiate. Eastwood si è sovente cimentato con biografie e ritratti di uomini che hanno segnato il Novecento: qui si confronta con la figura di Nelson Mandela, affidando il ruolo a Morgan Freeman con cui ha collaborato anche ne Gli spietati e Million Dollar Baby. La pellicola racconta l’inizio del percorso presidenziale di “Madiba” che vince le elezioni del 1994 sancendo la fine della segregazione razziale in Sud Africa, l’apartheid. Invictus è incentrato sulla strategia che maggiormente può aiutare l’integrazione: lo sport. L’organizzazione della Coppa del mondo di rugby del 1995, lo sport dei bianchi, rifiutato dai neri che prediligono il calcio, diventa l’occasione per una potenziale vittoria di tutta una nazione. L’interlocutore diventerà François Pienaar, capitano della nazionale degli Springboks e interpretato da Matt Damon: le due leadership si confrontano, un nero alla guida del Paese e un bianco alla guida della squadra e che uniti possono raggiungere il traguardo dell’integrazione e pacificazione.

Mandela stesso affermò che a dargli forza durante la lunga prigionia fosse stata la poesia Invictus quindi invincibile del poeta William Ernest Henley, da cui prende il titolo sia il libro di John Carlin, sia il film che prende spunto per la sceneggiatura.

Il monologo che vi propongo è relativo all’insediamento e al cambio di staff:

… arrivando al lavoro stamattina, non ho potuto fare a meno di notare gli uffici vuoti…

l’abilità dialettica di Mandela si concentra prima sull’opportunità di scelta

… se volte andarvene, ne avete pieno diritto e se sentite in coscienza di non poter lavorare con il vostro nuovo Governo allora è meglio che ve ne andiate davvero. Immediatamente

ciò che divide è palese ma è importante superare le differenze

ma se state facendo i bagagli perché temete che la vostra lingua o il colore della vostra pelle o per chi avete lavorato finora vi crei difficoltà… io sono venuto a dirvi che non dovete temere

questo è il primo passo ufficiale per una nuova Nazione con l’utilizzo della parola Afrikaans verby che letteralmente significa che un qualcosa è finito, in questa caso un’epoca

… Whats is verby is verby. Il passato è il passato. Noi guardiamo al futuro adesso, ci serve il vostro aiuto, vogliamo il vostro aiuto… rendereste al vostro Paese un grande servizio

l’ultimo passaggio diventa una richiesta semplice

… tutto ciò che vi chiedo è di fare il vostro lavoro con il massimo dell’impegno… io prometto di fare lo stesso… se riusciremo… il nostro Paese sarà una grande luce nel mondo

 

Di seguito la poesia Invictus con la traduzione in lingua italiana

Invictus

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

 

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all’altro
Ringrazio qualunque dio ci sia
Per la mia anima invincibile.

Nella stretta morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi avversi della sorte
Il mio capo sanguina ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime
Incombe solo l’orrore della fine.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
Quanto impietosa la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

 

 

 

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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