Strade sicure



I messaggi sulla sicurezza stradale in autostrada andrebbero vietati per legge. Leggere quei pannelli luminosi mi distrae dalla guida. Leggere La stanchezza può uccidere. Fai una sosta m’innervosisce. Mi concentro troppo su quello che c’è scritto, sull’uso corretto della punteggiatura, sull’efficacia del messaggio e rischio di tamponare l’auto che mi precede. Il casco e la cintura possono salvarti la vita e mi schianto nel guardrail alla mia sinistra. Proteggi i tuoi bambini e, per mettere a fuoco il disegno luminoso in blu e capire che rappresenta un seggiolino per bambini, vado in testacoda.

Diciamolo pure, ci sono alcuni messaggi davvero imbarazzanti. Con la pioggia diminuire la velocità è talmente banale che sei tentato di spingere l’auto a 200 km all’ora. Limite di velocità a 50 km/h con visibilità inferiore ai 10 metri ti fa venire subito in mente cosa hai dimenticato di mettere in valigia. Ci stavi pensando da quando eri partito eppure era talmente ovvio che avevi dimenticato un metro per calcolare la visibilità. Me l’immagino i padri di famiglia, sulle corsie d’emergenza, intenti a calcolarla con l’aiuto delle mogli annoiate. «Cara, fai due passi indietro che ti vedo ancora», e poi, «ecco, brava. Adesso sta ferma lì che prendo il metro per calcolare la visibilità».

Ho visto ingegneri laureati con 110 e lode imprecare davanti alla scritta Rispetta la distanza di sicurezza. Qual è la formula per calcolarla? Come faccio a rispettarla se non so nemmeno di che stiamo parlando? Ho visto poveri anziani tornare da un viaggio completamente disidratati perché avevano letto Se bevi non guidare! Rispetta la vita.

Tra i messaggi più stravaganti c’è: Attenzione! Animali vaganti. La prima volta che lo lessi, passai il resto del viaggio col terrore che da un momento all’altro la mandria di gnu impauriti del Re Leone uscisse improvvisamente da un’area di sosta e invadesse tutta la carreggiata.

Quello che però mi mette più ansia è Men at Work che è più figo di Uomini al lavoro. Ricordo che una ventina di anni fa, mentre percorrevo l’Autostrada del Sole, vidi in lontananza un furgone dell’ANAS sulla carreggiata di emergenza. Prima che il mezzo si fermasse, quattro uomini vestiti di arancione schizzarono fuori dal portellone posteriore. Quando la mia auto era ormai a pochi metri da loro, i quattro impavidi moschettieri attraversarono velocemente la strada e saltarono all’interno del guardrail che divide i due sensi di marcia. Successe tutto in un secondo e, per fortuna, non ebbi nemmeno il tempo di frenare, ma lo spavento fu terribile e per tutto il viaggio mi tremarono le gambe. All’epoca i pannelli luminosi non esistevano ancora ma oggi, tutte le volte che leggo questo maledetto messaggio, rivivo quella spiacevole sensazione. Sudo freddo e ho paura di vedere una scheggia arancione schizzare davanti al mio parabrezza. Devo dire che la maggior parte delle volte gli uomini non sono al lavoro perché, nonostante la tecnologia, questi messaggi non sono mai aggiornati in tempo reale.

L’ultima frontiera è rappresentata dagli slogan a effetto. Quando guidi non ti distrarre ma guidaebasta con l’ultima parola scritta senza spazi che è un vero e proprio invito alla distrazione: il cervello nota l’anomalia, cerca di correggerla e intanto il TIR, che ti arriva da dietro, ti ha preso in pieno. Poi ci sono quelli catastrofici: Se non rispetti i limiti di velocità non rischi solo i punti sulla patente oppure Alcol e velocità uccidono! Te e gli altri che hanno l’effetto contrario: la nostra psiche aziona l’airbag contro il terrore e l’ignora, un po’ come succede per la scritta Il fumo uccide sulle sigarette. Ci sono anche quelli completamente inutili: Informazioni sulla viabilità su www.infoAutostrade.it. Che faccio? Mi collego dallo smartphone mentre sto guidando? Oppure i consigli medici: Se vedi bene guidi meglio. Controllati la vista. O c’è un negozio di ottica nel prossimo autogrill oppure mi state prendendo per il culo.

Non mancano quelli furbi: Per suggerimenti e reclami: info@autostrade.it. Se ho un reclamo da fare dove me lo segno l’indirizzo email? Quelli danteschi: Attenzione, incendio in galleria, magari esposto proprio all’ingresso del tunnel. E adesso? Inchiodo e me ne fuggo a piedi? Ma il messaggio più assurdo è: Attenzione! Lavori al km 2560. Ma cosa? Dove? Dov’è questo chilometro 2560? Non sarebbe più normale scrivere Attenzione! Lavori a 10 km?

Oggi è il 14 Agosto e, in questo giorno da bollino nero, tutti i display sono impiegati per le notizie sulla viabilità. Nonostante le pessime previsioni, il traffico è scorrevole e verso le 12 arriverò a casa. Per fortuna, almeno oggi, non mi sono dovuto sorbire i cattivi consigli di Autostrade per l’Italia in tema di sicurezza stradale. Mi restano solo gli ultimi dieci minuti di viaggio e non mi pare che sul Ponte Morandi ci siano altri pannelli luminosi.



Gianluca Papadia

Gianluca Papadia

A quarant’anni ha sostituito il poster ai piedi del suo letto: al posto di Che Guevara ora c’è Don Matteo.

1 commento

  • Mina
    12 settembre 2018 a 13:15

    Mai articolo fi piu’ veriterio e divertente allo stesso momento

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