Una chiacchierata a 16 Bit con Fabio Galletta



Sto per intervistare un ragazzo molto serio, di quelli che non va in palestra per fare foto, ma per raggiungere degli obiettivi. Lo conosco per via dei cosplay che indossa con orgoglio e passione durante le fiere, e in particolare per quello di RYU. Accendo il mio Megadrive e sullo schermo troppo grande per qualcosa progettato 30 anni fa compare il menù di Street fighter 2, un gioco che ha segnato la storia e l’infanzia di milioni di nerd, me compreso.

Aspetto che Fabio risponda al saluto e mi faccio una partita, finendo per eseguire la stessa mossa che ha portato Fabio a vincere il “Cosplay sul serio 2018”, a Seriate, il 6 maggio.

Ci salutiamo, mi dice che si mette al computer per ascoltare musica e allora colgo l’occasione per diffondere il verbo e consigliargli Nujabes, a mia volta scoperto sotto consiglio di Luis. Gli spiego la storia di Jun Sabe, di come abbia creato un genere musicale e della sua prematura scomparsa, lui risponde con un paragone azzeccato: Caspita, mi ricorda Bruce Lee, anche lui rivoluzionò il suo campo, in questo caso le arti marziali, e scomparve prematuramente lasciando un vuoto tra i praticanti e l’interrogativo senza risposta di cosa sarebbe potuto diventare il Jeet Kun Do, se Bruce fosse ancora vivo. Finito l’attimo di silenzio virtuale lancio la prima domanda, la sua vittoria al “Cosplay sul serio 2018”

FG: Ok, ribadisco che è stata una vera sorpresa per me… non me lo aspettavo proprio.

KS: Be’, ammettilo, hai spaccato. Quel tatsumaki sempu è stato decisivo a mio avviso. L’ho rivisto più volte per capire come facevi, e non l’ho ancora capito. Sei rimasto in aria!

FG: Sì, ammetto che è stata dura perfezionarlo in un mese per arrivare il più possibile all’originale. Ci tenevo davvero… Per me è una soddisfazione dare spessore ad un personaggio come Ryu, sopratutto con il tatsumaki che non fa nessuno.

KS: Voglio una foto appena ci vedremo!

FG: Certamente, ho in programma anche Ken…

Sorpreso della notizia, gli chiedo se presenzierà ad Alecomics 2018, il 15 e 16 settembre, in via Pavia 1, Alessandria.

FG: Non lo so ancora, ti tengo aggiornato.

KS: Io sarò lì entrambi i giorni, intervisterò il gruppo The Dark Knight League al loro stand, ma prima o poi ci vado con un cosplay di Mortal Kombat. Prima di parlare di Sub-Zero, vorrei chiederti di raccontarmi come è iniziata la tua avventura nel cosplay.

FG: Iniziai nel 2013 con Connor di Assassin’s creed 3, fu il mio primo cosplay a cartoomics, molto arrangiato non sapendomi ancora muovere nell’ambiente.

KS: Non sapevo di un tuo cosplay di AC.

FG: Eh già, fu solo il primo per abituarmi a girare in cosplay, per prendere coraggio in attesa dei personaggi successivi.

KS: Il secondo qual è stato?

FG: Sub-Zero.

KS: Eccallà, Er Freddo, la sagra der ghiaccio.

FG: (Ride) Esatto.

KS: Il costume è fantastico, l’hai fatto tu o l’hai acquistato?

FG: L’ho commissionato a una ragazza molto brava, Bruce Linda. Siamo anche diventati grandi amici in seguito. È un artigiano a tutti gli effetti, molto competente, precisa e onesta. Lei ha creato l’abito, io mi sono allenato con costanza per rendergli giustizia e diventare un giorno il miglior Sub-Zero.

KS: Ci riuscirai. Se non erro porti la versione “Gran Maestro” da Mortal Kombat X, giusto?

FG: Esatto. È la mia preferita.

KS: La rigidità dei tuoi allenamenti e la tua costanza nel seguirli, la dieta, il lavoro; tutti segnali di un senso di responsabilità degno del personaggio che porti.

FG: Grazie, davvero. In effetti sono molto dedito al sacrificio. Senza impegno e costanza non può esserci miglioramento.

KS: Tutti i cosplayer con cui ho avuto il piacere di parlare mi hanno detto la stessa cosa, la somiglianza conta poco se il personaggio non lo senti tuo. È per questo che porti solo personaggi con la testa sulle spalle? Che onorano i loro maestri e seguono la retta via? So bene che un maestro di arti marziali non ti insegna solo tecniche, ti rende anche una persona migliore.

FG: Un maestro ti insegna non solo a combattere ma anche a misurarti con te stesso. Le sfide con noi stessi sono le più importanti a mio modesto parere, sono quelle che ci fanno davvero sputare sangue. Ogni personaggio che ho portato e che porterò sempre, avrà una parte di me.

KS: Come Jin Kazama…

FG: Eccoci. Quando uscì Tekken 3, vidi Jin per la prima volta e fu come vedere un me stesso in CGI. Pessimo rapporto con il padre, un grande legame con la madre, un passato difficile e dei demoni interiori che gli hanno reso l’infanzia un inferno. (in realtà sbaglia e scrive «Mi hanno reso la vita un inferno». Forse è un lapsus, ma non indago oltre poiché stasera si parla di cose belle). E stesso stile di Karate.

KS: Ora, so e ci ho fatto caso solo perché hai scritto un post in merito, che il tatuaggio è volutamente nell’altro braccio. Spieghiamo a chi legge perché?

FG: Sì, è volutamente nell’altro braccio perché non è quello di Jin ma di Unknown, sua madre.

KS: Sospettavo già da Tekken Tag Tournament su Playstation 2 che Unknown fosse Jun e quando l’ho recentemente scoperto ho urlato “Lo sapevo!”.

FG: Verissimo! Anch’io! Uguale! (Ride). Quel personaggio rappresenta lo spirito della madre di Jin che lotta per non far prevalere la parte malvagia del figlio.

KS: Hai mai pensato di portare Devil Jin?

FG: Pensato sì, ma non lo porterò.

KS: Sei anche in gruppi cosplay o sbaglio?

FG: Sì. A dire il vero ho creato la Tekken italian cosplayer, quasi un anno fa, in continua crescita. Inoltre faccio parte del gruppo Mortal Kombat capeggiato dal mio caro amico Stefano MK Andreani, un grande “Scorpion”.

KS: Programmi futuri?

FG: Sicuramente due personaggi nuovi, Kenshiro prima serie…

Gli mando un paio di foto di pezzi da collezione, come i titoli per Mega Drive e Playstation, i manga italiani nelle buste di cellophane, e pure lui si esalta.

KS: Mi raccomando, Fabio, mi aspetto molto dal tuo Kenshiro!

FG: Ce la metterò tutta come sempre!

KS: Lo so Fabio, in bocca al lupo e buona fortuna! Salutaci con un colpo segreto!

FG: Giù, giù/su, avanti e pugno… Hadoken! Ciao Kito! A presto!

Avevo provato a lanciargli l’amo dei flame vari che colpiscono il mondo del cosplay, ma non c’è stato nulla da fare. Fabio è uno di quei cosplayer che “si fa li cassi sua e pensa a divertirsi”, e come dargli torto? Se imparassimo tutti a vivere e lasciar vivere, senza dare adito a voci, fake news e post polemici, il mondo del cosplay non sarebbe nel mezzo di una guerra civile. Ma si sa,  quando i like portano soldi, tutto diviene lecito.

Alla prossima, #nevergiveup


Voi vedere il video “Cosplayer sul serio”? Ecco il link!

Anche Kito Silva ha molti progetti da realizzare: seguitelo su Facebook con la sua storia Life X Death!



Kito Silva

Kito Silva

Tabagista compulsivo e scrittore cazzone. Allergico a influencer e finti intellettuali, brama di trovare il modo per tornare su Giove.

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