A tutte le anime di cristallo

Per poter ripartire occorre innanzitutto lasciarsi alle spalle ciò che ci impedisce di risalire, riemergere, rinascere. Allontaniamoci da tutta la negatività che ci opprime l’anima, da quelle persone che ci vorrebbero a tutti i costi secondo i loro schemi mentali, da quelli che vedono in noi solo ciò che vogliono vedere, dai ricatti psicologici, dalle idealizzazioni, dai pregiudizi. Abbiamo tutte il diritto di sentirci libere, di scegliere cosa è giusto o sbagliato per noi, di poter dire: ”no grazie” e anche di poter sbagliare. Non siamo tutte uguali anche se il sistema ci vorrebbe tutte omologate e impeccabilmente perfette. Ognuna di noi ha la propria storia personale, la propria emotività, la propria personalità.

Difendete i vostri sogni, ideali e non dimenticate di salvaguardare le vostre passioni e la vostra creatività. Mettetela al servizio di ciò di cui ne vale la pena. Imparate dagli errori. Abbiate pure il coraggio di intraprendere la strada più difficile e complicata se è in coerenza con ciò che siete e volete diventare. Non lasciatevi sopraffare da chi dice di amarvi ma non si fa scrupoli a procurarvi del male. Non si può giustificare il male con un sentimento supremo come l’Amore. Il carnefice deve prendersi le sue responsabilità senza ricorrere a false giustificazioni o ricatti psicologici.

Un uomo che ricorre alla violenza (fisica o psicologica) per ottenere ciò che vuole o per esprimere i propri bisogni ed esigenze non è degno di essere definito “uomo”. Non lo definisco nemmeno un ”animale”. Gli animali in molte situazioni ci danno testimonianza di quanto siano più emotivi di noi e più umani. Un uomo che ricorre alla violenza per affermare la propria superiorità o per esercitare il proprio potere ha perso parte della sua umanità. Non sono una moralista, una che condanna gratuitamente la gente e nemmeno sono una femminista. Prima di ”sentenziare” cerco di interpretare le situazioni sotto diverse ottiche ma “la violenza sulle donne” o “chi è più debole” e indifeso mi fa ribrezzo! Me ne raccapriccio… è più forte di me non riuscire a giustificarla!

Uno schiaffo, un pugno, un’offesa, un insulto verso chi si dice di amare alla follia ferisce nel profondo. Questa ferita non guarisce in poco tempo ma necessita di tempo, forza e coraggio. È una ferita che sanguina e lede le emozioni. Ti fa guardare il mondo con occhi diversi. Le percezioni diventano poco nitide e ti cambiano. Non sai più di chi fidarti, non sai più se credere o meno a chi ti dice “ti amo” o “ti voglio troppo bene”. Non credi più all’amore perché se l’amore fosse sano non ti ridurrebbe in questo stato, non ti farebbe sentire così fragile, inerme e “spezzata“.

Chi è vittima di violenze (fisiche o psicologiche) ha l’anima di cristallo. Sono le ferite profonde che l’hanno resa fragile. Basta un piccolo urto per ridurla improvvisamente in mille pezzi. Ricomporre i suoi frammenti non è semplice. Necessita di tempo, coraggio e forza. Non giustificate i vostri carnefici, non assumetevi le loro colpe e le loro responsabilità… Ci vuole poco per farli mutare in vittime.

Le mie parole forse si disperderanno al vento, sono solo gocce in un mare immenso. Vorrei che questo mare fosse mosso da tutte le donne (e non solo) che lottano quotidianamente contro la violenza o le differenze di genere, da tutte le anime di cristallo. Forse le mie parole faranno raccapricciare qualcuno oppure al contrario faranno prendere coscienza e consapevolezza della realtà a qualcun altro. C’è chi forse ne trarrà spunto per riflettere, ripartire, lottare per rinascere più’ forte di prima.



Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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