E Sara va oltre

Anno difficile questo 1978, quello dell’omicidio di Aldo Moro e di Peppino Impastato.

Ma è anche l’anno di un record fantastico ed è di questo che vi voglio parlare.

Sono allo stadio Mario Rigamonti di Brescia ed è il 4 agosto: si sta svolgendo una riunione di atletica leggera tra Italia e Polonia.

C’è una donna di 25 anni ed è alta 178 cm. Pesa 60kg ed è sempre sorridente e la definiscono antidiva. È nata a Rivoli Veronese, non lontano da qui, il 19 aprile del 1953 e si chiama Sara Simeoni. L’Italia è appena uscita dalla grande delusione del Mondiale argentino, dove la nazionale forse più forte di sempre è finita al quarto posto anche perché, se ne parla ancora, il portiere Dino Zoff ha preso quattro gol da lontano, due con l’Olanda e due con il Brasile, vanificando il risultato finale. L’Italia non sa ancora che tra 4 anni sarà proprio lui ad alzare la coppa a Madrid. Mondiale discusso, quello a casa del dittatore Jorge Rafael Videla e del goleador Mario Kempes e di una straordinaria Olanda, per la seconda volta beffata in finale. Ma è l’Italia sportiva di Pietro Mennea, la freccia del Sud, l’altro gioiello della nostra atletica, il bianco che corre più forte dei neri e che molto presto correrà sui 200m sotto i 20″, con un 19′ 72″ imbattuto per 17 anni quando Michael Johnson lo abbasserà di 6 centesimi e della Simeoni.

E io sono qui per lei, per la grande Sara, che fin da subito ha adottato il salto inventato da Dick Fosbury (il cosidetto scavalcamento a gambero) e ogni volta sfida la forza di gravità. La serata è calda, il sole sta iniziando a tramontare anche se si fa ancora sentire ancora sulla pelle. Qualcuno si sta mangiando il famoso cornetto dal cuore di panna, altri si dissetano con una famosa bibita con le bollicine. Lei, intanto, si aggira cercando la concentrazione tra un salto in lungo e una gara di mezzofondo. Ha il pettorale 246, canotta azzurra e pantaloncini bianchi, che mettono in evidenza le sue lunghe leve, quelle che la fanno salire verso l’asticella, al massimo sfiorarla e atterrare sui materassini. Questa sera, la grande atleta, si è già superata salendo a 1,98 ma non le basta. La sua carriera è in continua ascesa e ogni volta è un duello, quasi sempre con due tedesche, una dell’Est, Rosemarie Ackermann, la prima ad aver varcato l’asticella dei 2 metri il 26 agosto dello scorso anno e l’altra dell’Ovest è Ulrike Meyfarth, colei che tra quattro anni le strapperà il record mondiale alzandolo di un centimetro. Il 1978 è un anno importante per la Simeoni: 1,95 agli Europei indoor di Milano con il titolo continentale, misura ripetuta in Finlandia, al meeting di Kouvola.

L’attesa sale, tra l’altro la TV di Stato, la RAI non è presente, evidentemente ha ritenuto secondario questo evento e “bucherà” un momento di sport straordinario. Per fortuna c’è una tv locale, Brescia Telenord, a immortalarlo e a consegnarlo alle teche. Sono le 19.40 e non manca molto al salto, tuttavia ho il tempo per chiedermi il valore del testo di una canzone canticchiata da quasi tutti: Ti amo di Umberto Tozzi. Personalmente preferisco Generale di Francesco De Gregori ma i gusti sono gusti. Se riesco, prima di rientrare, mi vado a vedere una seconda visione: La febbre del sabato sera. Il film è uscito in marzo e a fine mese si attende la nuova pellicola della star del momento, John Travolta che, insieme a Olivia Newton-John, canterà e ballerà in Grease, film destinato a diventare, come l’altro, pellicola di culto. Sbirciando il giornale ho visto che proprio ieri è stata approvata una novità per i pacchetti di sigarette: occorrerà scrivere che “Il fumo è nocivo”. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri presieduto da Giulio Andreotti su proposta del Ministro della Sanità: Tina Anselmi, ancora una volta l’unica donna dell’Esecutivo.

19.45, Sara cammina dopo aver tolto la tuta: ha superato 1,80, 1,86 e 1,89 al primo salto. Poi 1,93 e 1,98 al secondo tentativo. Ma ci vuole provare e siamo tutti qui ad aspettare. Ha detto ai giudici di mettere l’asticella a 2,01. Sono le 19.50 ed è lì a guardare l’ostacolo per entrare nella storia. Tutti stiamo trattenendo il fiato, è passato un minuto ed è come se fossimo lì a volerla aiutare, a spingerla per varcare quell’asta e cadere sui materassini. È pronta, ha contato i passi, li ripete nella mente, saltella e parte; sono le 19,52, si avvicina all’asta e stacca con la gamba destra che dà la spinta decisiva; il corpo sfiora l’asticella che si muove leggermente ma è ormai oltre e ricade sui materassini: scatta in piedi, urla e noi con lei: ha superato i 2,01 metri ed è record mondiale. Sara è nella storia dell’atletica (e non solo). Abbraccia Emilio Azzaro il suo allenatore mentre piange per la gioia di un momento che ripaga la fatica e i duri allenamenti. Il Rigamonti è in festa, perché chi era qui oggi difficilmente dimenticherà il gesto sportivo.

Sara Simeoni ripeterà la stessa misura un’altra volta, a Praga nel 1979 mentre si guadagnerà l’oro olimpico a Mosca con 1,97 e un argento a Los Angeles con 2,00 metri che si aggiungono all’altro argento di Montreal nel 1976 con 1,91, in un medagliere ricco di molti titoli anche continentali.

Esco, avvio la Giulietta con cui mi sono mosso per Brescia e vado verso il cinema per vedere Tony Manero che balla su una colonna sonora che mi porterò a Kepler.

Il Viaggiatore

Il Viaggiatore

Viene da Kepler 452 e racconta storie di un nostalgico passato. Passionale, scrupoloso, missione: giornalismo. Casa alternativa: Seven Blog.

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