Accumulatori di storie vissute

La maggior parte delle “storie vissute” cominciano in una stazione di ritorno, nel bel mezzo di un viaggio o di partenza o mentre intraprendiamo una nuova avventura. Ce ne accorgiamo soprattutto in questo periodo dell’anno in cui complici le feste natalizie decidiamo di intraprendere viaggi che ci portano diretti verso i nostri paesi d’origine o verso destinazioni nuove nelle quali potremo dare sfogo alla nostra creatività.

Le stazioni, come gli aeroporti, stimolano la nostra immaginazione diventando fonte di materiale altamente creativo. Nelle stazioni in particolare, si percepisce un gran accumulo e un’inedita fusione di emozioni e sensazioni, così intense e vitali. È inevitabile lasciarsi contagiare da esse cogliendole in tutte le loro sfaccettature.

Sono in stazione e improvvisamente la mia attenzione si focalizza su tutto quello che accade attorno a me. Colgo l’impazienza di un uomo sulla cinquantina che tiene stretta a sé una ventiquattr’ore. Anche se indossa scure lenti da sole, la sua inquietudine emerge dalla mimica facciale e dalla postura. Controlla ad intervalli regolari il suo orologio da polso. Ha fretta di arrivare alla sua destinazione.

Più in là, vero la sala d’attesa, una ragazza sulla ventina con un trolley al suo seguito, sta partendo per raggiungere la città tanto amata in cui domani intraprenderà un nuovo lavoro e potrà cambiare vita inseguendo finalmente i suoi sogni non ordinari. Si allontanerà una volta per tutte dal suo passato fallimentare e angosciante.

A pochi passi dalla ragazza sognatrice una coppia di trentenni si abbraccia calorosamente. Lui e Lei si guardano come due adolescenti innamorati. Sembra che approfittino del ritardo che il treno sta facendo per ”gustarsi” un altro po’. Non vogliono sprecare un solo istante del tempo condiviso illudendosi di dimenticare quello in cui staranno lontani fisicamente.

Intanto la campanella squilla…il treno sta arrivando sul secondo binario con il suo consueto ritardo di dieci minuti circa. Mi avvicino al mio vagone. Il treno frena rumorosamente. Si ferma davanti a me. Prima di salire mi giro a guardare su quale vagone sono diretti il signore impaziente, la ventenne sognatrice e la ‘”lei” innamorata. Improvvisamente mi rendo conto che hanno attirato la mia attenzione perché assomigliano a me. C’ è in loro qualcosa che fa risvegliare inedite parti di me. Mi convinco che ritroverò gli inaspettati compagni di viaggio nella mia prossima partenza o ritorno o semplicemente nel mio prossimo racconto ispirato alla vita vissuta.



Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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