Aladín Il Musical by Gli instabili

Teatro Besostri, Mede (PV), 23 settembre 2018, ore 18:00. Aladín, compagnia Gli instabili

Un giro di sax in pieno stile Broadway inizia a scaldare l’ambiente. Le luci si spengono, si apre il sipario. Cristina Kiki Calligaris apre le danze: ci prepara a entrare ad Agrabah cantando insieme a Elena Notti d’oriente. La zingara sa il fatto suo e la mia curiosità cresce mentre sto per immergermi nel magico mondo di questo Aladín creato dalla compagnia semiprofessionale Gli instabili.

E così tutti i personaggi entrano in scena: Aladino, interpretato da Omar Muratore, mi fa immergere nella storia come in una soggettiva: il suo personaggio ha le stesse paure che mi hanno sempre accompagnato e che tutt’ora non mi mollano, e quando canta Orgogliosa di me è come se la stessi cantando io a mia madre.

Quando Jasmine entra in scena è come se tutto si fermasse: non vedo che il suo vestito blu (merito delle costumiste Chiara Tizzani e Valentina DeMartini, che è anche la regista). Valeria Motta è splendida, la sua voce riecheggia in tutto il teatro e mi fa vibrare il petto come poche altre cose al mondo, mentre la ascolto cantare Le mura del palazzo, pensando alle mura del mio cuore, ormai sempre più alte e impenetrabili.

È tutto un turbinio di emozioni. Omar e Valeria hanno una chimica fantastica e la trasmettono al pubblico in modo pieno. Quando arriva il Genio iniziano i fuochi d’artificio e le risate abbondano. Daniele Dax Pino è un istrione e cattura il cuore e l’allegria del pubblico con il suo umorismo (la battuta su CR7 mi ha steso). La sua allegria contrasta con la malvagità e con le trame sinistre di Davide Venezia e Giacomo Nicolosi, rispettivamente Iago e Jafar.

Il resto è pura magia: le stupende ballerine e le coreografie ci insegnano che non bisogna avere occhi solo per gli attori in prima fila, o si rischia di perdere ciò che sta dietro.

Se un gruppo di oltre cinquanta attori è riuscito a essere compatto sul palco, il merito è anche di Valentina DeMartini e della sua regia impeccabile. È lei che mi concede quattro chiacchiere nei camerini, mentre l’intero gruppo si sta ancora cambiando.

Innanzitutto, complimenti. Sono venuto a Teatro Besostri convinto di trovare uno spettacolo a misura di bambino. Inutile dire che non è stato così, ho la pelle d’oca. Come sei riuscita a far lavorare insieme così tante generazioni diverse? Qui ce ne sono dai dieci anni o meno, fino a oltre cinquant’anni!

Be’, sono loro che sono bravi. I bambini li vedo e li seguo durante tutto l’anno, mentre con i ragazzi e con gli adulti proviamo una volta al mese, da gennaio.

Lì fuori ho sentito qualche spettatore habitué di Teatro Besostri, e mi ha anticipato grandi cose su di voi, tipo che siete specializzati in opere Disney.

Esatto. Ne abbiamo fatte un po’. Pinocchio, La Bella e la bestia e Hercules. Abbiamo portato poi il musical I cigni selvatici al concorso nazionale “PrIMO 2018”, Premio Italiano Musical Originale, dove siamo arrivati terzi.

Le coreografie? A chi va il merito?

Al giovanissimo Edoardo Urso, che crea un mix di stili dalla classica al tip tap.

Come vi siete organizzati per la stesura del copione?

Io ho guardato una versione di Broadway e ovviamente l’abbiamo adattato, modificato, ne abbiamo tradotto alcune parti… Ecco, i copioni non li prendiamo direttamente dal cartone animato, li scriviamo noi e usiamo le musiche originali. (Queste sono di Alan Menken).

Quali sono i vostri prossimi appuntamenti e cosa vi aspettate? (So che avete fatto sold-out nelle due date di Lu Monferrato, non si trovava un biglietto!).

Ci sarà Pinocchio il 13 gennaio, e Il Re Leone il 14 aprile.

Il tema principale di tutta la storia è l’importanza di sposarsi per amore e non per convenienza: vuoi parlarmene?

Era la storia… (risata di gruppo). A parte gli scherzi, avendo sempre molti bambini con noi, cerchiamo di trovare temi che possano insegnare qualcosa, valori come amicizia e scelte di cuore. Cerchiamo di lasciare un messaggio, insomma. 

Facciamo una carrellata di domande a tutti? Un messaggio che ho sentito molto è stato quello trasmesso da Omar con la canzone Orgogliosa di me. Lascio quindi la parola a Omar.

È un messaggio importante. Il personaggio arriva dai bassifondi e fa il ladro, dev’essere quindi lui il primo a prendere la sua vita in mano e imboccare la strada giusta, cosa che tocca tutti noi.

Due domande al Genio. Come ti sei trovato in questo ruolo? Sei stato un istrione e ti sei preso la scena!

È stato un lavoro totalmente fuori dalle mie abitudini, sono un cantante non professionista e faccio tutt’altro.

Cosa canti di solito? E quali sono i tuoi progetti canori del momento?

Canto di tutto, dal rock al soul, al gospel. Ho una band, la Soul & the gang, che condivido con Max, il marito di Valentina DeMartini, che è anche il nostro fonico.

Due domande veloci sui costumi. Chiara Tizzani, illuminami.

Quest’anno i costumi erano molto ricchi, pieni di perline, diamantini e di paillette. Tanta mano d’opera e ago e filo. Sono ricamati a mano perché era l’unica scelta.

Giacomo Venezia, come ti sei trovato nella parte del cattivo?

Mi diverte molto, è l’opposto di come sono io. Mi riesce bene fingere di fare il cattivo e il merito è stato tutto della mia spalla, Davide Nicolosi.


Info sul cast:

  • Aladín: Omar Muratore
  • Jasmine: Valeria Motta
  • Genio: Daniele Dax Pino
  • Jafar: Giacomo Venezia
  • Iago: Davide Nicolosi
  • Kassim: Fabrizio Valiserra
  • Babkak: Andrea Brishu Russello
  • Omar: Edoardo Urso
  • Guardie: Bernardo Avendanio, Fabio Carosio, Daniele Giulloni
  • Ancelle: Cristina KIKI Calligaris, Elisabetta Quartero, Elena Cerchi
  • Zingara cantastorie: Cristina Kiki Calligaris
  • Ballerine: Debora Bisoglio, Susanna Torri, Ginevra Boccalatte, Silvia Nardin, Elena Roati, Sofia Scarrone, Elisa Molina, Margherita Quartero, Irene Careddu, Francesca Careddu
  • Arrangiamenti musicali: Max Capra
  • Adattamento testo: Capra Piermario, Valentina Demartini
  • Costumiste: Valentina Demartini, Chiara Tizzani
  • Video: Francesco Tizzani
  • Regia: Valentina Demartini
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Kito Silva

Kito Silva

Tabagista compulsivo e scrittore cazzone. Allergico a influencer e finti intellettuali, brama di trovare il modo per tornare su Giove.

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