Alienazione

Viviamo in una società e in un sistema culturale che lascia poco spazio all’originalità. La gente si diverte consumando prodotti culturali che spesso vengono imposti e accettati senza coerenza. L’uomo si sta trasformando in un Automa incapace di agire e pensare a quella che è la sua funzione umana e il suo ruolo sociale.

La gente non investe più il suo tempo compiendo azioni concrete e produttive ma piuttosto “ammazza il tempo” non rendendosi conto di sprecarlo. L’”ammazzare il tempo” è finalizzato a colmare il vuoto interiore che si dilata a macchia d’olio dentro noi stessi senza accorgercene e senza controllo. Occorre fare qualcosa pur di non restare soli con se stessi. Si aliena il tempo sui social networks per sfoggiare un’immagine di sé, un’identità costruita ad arte, per sparare giudizi contro qualcuno in maniera gratuita. È facile giudicare stando comodamente seduti davanti ad uno schermo che proietta la fittizia vita altrui. Quanto è comodo “sparare sentenze” diventando paladini di un senso di giustizia senza limite, basi e cognizione!

Sui social networks ci si mette in vetrina dando sfogo alle proprie tendenze narcisistiche aggiungendo dettagli frivoli, costruiti ma privi di fondamenta umane, pronti a modellarsi col subentrare di una nuova moda. Intanto cresce a dismisura il vuoto interiore, il senso di solitudine e l’alienazione

Si estingue la natura umana e dominano gli Automi come formiche nevrotiche che camminano smarrite lungo un percorso incognito. Quanti automi che spengono il pensiero per accettare codici che li logoreranno e che li usureranno prima del previsto!

In mezzo agli automi c’è il “genere alieno“, quello che in nome della coerenza che ha per il suo essere, agisce piuttosto che sprecare tempo, parole ed energie.

L’”alieno” lotta per affermare ciò in cui crede e che desidera. La sua indole inquieta lo rende creativo e ribelle. Egli è insofferente nei confronti di ciò che viene imposto senza facoltà di scelta e decisione. Egli ha il coraggio di direno” e di vivere a modo suo. Sa che andare controcorrente non è appagante. A lui non interessa l’approvazione altrui quanto la coerenza con il suo essere.

Egli sa che chi gli punta il dito contro farebbe meglio a puntarlo prima di tutto contro se stesso e il proprio vuoto interiore. C’è troppa gente che proietta sugli altri il proprio malessere, le mancanze, le disillusioni, le insicurezze perché rimanda a domani il colloquio con la propria parte più intima e profonda.

In mezzo a tanta alienazione è il “genere alieno” a fare la differenza…

Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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