AltreStorie di Neó
Dietro la porta
In 24 Febbraio 2025 da Redazione Seven BlogUn racconto di Cristina Biolcati
Estate 1860, Amherst, Massachussets
Quando la sorella Lavinia bussò alla porta della sua stanza, Emily stava riponendo il bigliettino che aveva scritto nel cassetto della scrivania.
«C’è una bellissima giornata», le disse con voce entusiasta, «perché non esci un po’ in giardino?». Ma quella donna minuta, oramai prigioniera al secondo piano della loro grande casa, non ne aveva intenzione. Emily aggrottò la fronte e le andò incontro. Solo pochi passi, che però intendevano esternare la migliore delle intenzioni.
«Oh, cara!», rispose, prendendole la mano nella sua, «quanta premura ti dai per me! Oggi fa troppo caldo. Non lo senti anche tu? Preferisco rimanermene qui, dove mi affaccio e vedo i miei fiori. Il refolo, che passa fra le tende, mi dà sollievo».
Lavinia era seriamente preoccupata. Da tempo la sorella maggiore si era ritirata a vita privata, ma ora rifiutava anche di uscire dalla sua stessa camera. Dove scriveva poesie a ritmo forsennato, su dei foglietti. «Emily, ti sarei molto grata se potessi venire ad aiutarmi con le piante. Sei tu l’esperta! Ti prego, scendi soltanto per qualche minuto», le chiese accorata, facendo appello alla pazienza. Ma era come parlare a vuoto. L’altra si prodigava in mille sorrisi, tutta avvolta nella sua veste di cotone. Rigorosamente bianca, dato che le era venuto anche il vezzo di vestire con quel colore esclusivo, quale pernicioso simbolo di purezza. Era stato proprio da quel particolare, infatti, che i loro familiari avevano iniziato a rilevare un cambiamento significativo nel comportamento della cara Emily.
«Cosa farai qui, tutta sola, mentre io sarò in giardino?», le chiese solerte, per non demordere. Emily sospirò. Accompagnò le parole a un semplice gesto della mano, quasi volesse incoraggiare al volo una farfalla. Delicata, come sempre. «Cara Vinnie, non ti angustiare per me», rispose, «io me la caverò. Ho talmente tante cose da fare! Ho i miei versi da comporre, lo scrittoio da sistemare. E poi ti guarderò dalla finestra. Ogni tanto, alza la testa e mi vedrai lì». Lavinia comprese che non c’era modo di convincere quell’ostinata a cambiare idea.
Le erbacce nel giardino crescevano impavide, quasi sfidassero il sole e la crescente siccità. Così pensò bene di andare a estirparle, anche se avrebbe preferito avere la sorella accanto a sé, un qualche tipo di ausilio.
Nelle due ore che seguirono, Lavinia tolse erbe moleste, fiori secchi e annaffiò piante. Emily talvolta faceva capolino dalla finestra e le riservava un saluto. Ma per la maggior parte del tempo lei non si vedeva e la sorella era sicura che fosse impegnata a scrivere. Verso sera, i raggi si erano un poco attenuati, anche se faceva ancora molto caldo. Le cicale accompagnavano col loro frinire incessante. Poi si zittirono.
Lavinia non si era accorta che c’era una visita. Il colonnello Higginson le si materializzò davanti. Tanto che lei trasalì, prima di alzarsi dall’aiuola che stava curando. «Perdonatemi, miss Dickinson», disse con la solita voce nasale, forse dovuta alla sua notoria pinguedine. «Ho bussato alla porta, ma non mi ha risposto nessuno. Così ho fatto il giro della casa e sono venuto a controllare in giardino.» Lavinia fece una specie d’inchino. Qualsiasi commento sarebbe stato superfluo. Il colonnello Higginson aveva intrapreso con Emily una fitta corrispondenza e talvolta si era anche palesato personalmente. Avendo visto una frenesia insolita, per non dire pericolosa nella giovane poetessa, le aveva sconsigliato di cercare un editore per le sue poesie, com’ella desiderava strenuamente, sconsigliandola dal pubblicare. Non vi capirebbero, si era giustificato.
Emily ultimamente rifiutava le visite. Talvolta si nascondeva dietro la porta della sua stanza, fingendo di non esserci, finché lo sventurato ospite non desisteva e se ne andava. Per correre poi a scrivere lettere appassionate a sua discolpa, che dava alla sorella da spedire quasi nell’immediato.
Era quella mancanza d’interazione che spaventava di più Lavinia. Il fatto che Emily fosse ormai soltanto in grado di vivere amori platonici o amicizie nutrite nella mente. Avrebbe voluto intercede per il colonnello, andare su dalla sorella e obbligarla a scendere. Però in quel caso si era riscoperta a pensare che Emily un po’ avesse ragione. Quella specie di tricheco asmatico aveva ucciso i suoi sogni.
Con le mani sporche di terra, che si pulì nel grembiule, Lavinia fece strada all’ospite, invitandolo a sedere nel salottino. Dove gli offrì una limonata dissetante. «Vado a vedere se Emily la può ricevere», disse dopo avere fatto gli onori di casa. Higginson annuì, rispondendo che gliene era grato.
Lavinia salì la scala di legno, che in alcuni punti scricchiolava, e bussò nella stanza della sorella. La trovò a letto, a sfogliare un libro di botanica.
«Emily, giù c’è il colonnello Higginson», annunciò. Lei annuì e si stampò sulla bocca un gran sorriso. «Oh cara, che peccato! Sono così impegnata! Sto consultando quest’opera che ci sarà utile per il giardino. Svela tanti segreti… Potresti dire al nostro ospite che torni in un altro momento?».
Lavinia annuì: ormai c’era abituata. Stava per allontanarsi, con mestizia, quando l’altra la richiamò. «Dopo, ti prego, torna qui. Devo darti la lettera di scuse per il colonnello. Sto giusto pensando di scrivergli».
Lavinia abbassò il capo, in segno di assenso, e richiuse.
Una lacrima disperata scese impunemente. L’avrebbe ricacciata, anche se faceva tanto male.
Note della redazione: Lavinia era la sorella minore di Emily Dickinson, nata il 28 febbraio 1833 e morta il 31 agosto 1899), una delle figure più importanti nella vita della poetessa americana. «[Emily] had to think – she was the only one of us who had that to do. Father believed; and mother loved; and Austin had Amherst; and I had the family to take care of».
Post Views: 653
Navigazione
Consigli
Articoli recenti
- Il Sex on the Beach con il Professore 1 Luglio 2026
- Mario Raciti. opere 1952-2025 27 Giugno 2026
- Gli onion rings a colazione 17 Giugno 2026
- Due uomini e un pensiero 19 Maggio 2026
- Prezioso e fragile 12 Maggio 2026



Lascia un commento