Aria, Aria

Dal concorso PoesieSuperbe#5 – Nero come Ira
di Elso Avalle

Lavare i vetri al semaforo di via Manzoni
mi dava da vivere senza mortificare
certo era l’ultima delle professioni,
ma non mi sembrava di mendicare.
Prestavo il servizio solamente se richiesto
le polveri d’inverno, d’estate le zanzare,
per me erano benvenute, del resto,
grazie a loro, avevo cristalli da spazzare!
Ma un bel giorno mi sentii rovinato,
fui assalito da un’angoscia profonda,
quando il traffico lo vollero regolare
installando una maledetta rotonda.
quando lo stomaco ha iniziato a protestare
sono uscito con un vestito quasi elegante
un relitto umano non volevo sembrare
ma non mi restava che essere mendicante.
«Faccia la carità!» ad un signore ho mormorato,
«si vergogni giovanotto!» fu la seccata risposta
«lei è proprio un fannullone lavativo patentato,
oppure ha una mira truffaldina malnascosta».
Ho cercato di presentarmi pulito e curato
sperando di conservare un po’ di dignità.
Ho sbagliato, riconosco di aver toppato
non pensavo di suscitare tanta malignità.
L’indomani ho indossato un abito stracciato,
mi sono insudiciato le mani e il viso,
ma penso di avere in altro senso esagerato:
non ho destato pietà e qualcuno mi ha deriso.
Un distinto signore ha subito sentenziato:
«un giovane questuante lurido e straccione,
a calci nel sedere deve essere trattato,
non può sperare nella pubblica compassione».
Digiuno da tre giorni, occorre provvedere:
all’ora del passeggio, sul corso principale
mormorando: «ho fame!» mi lascio cadere
e stramazzo al suolo con un tonfo plateale.
Tra la gente che mi si affolla intorno
sento parlare di proposte allettanti
un trancio di pizza, patate al forno
chi offre la cena in uno dei ristoranti.
Almeno la cena sembra salva, sono goloso di patate,
quando un impiccione spara una sintesi lapidaria:
«fate largo, fate largo, così finisce che lo soffocate,
aria, aria, sono un dottore, questo ha bisogno solo d’aria!»

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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