Il brodo di polpo della Zaira

Perché la gola è anche monella

Monella, 1998, Tinto Brass (fonte YouTube)

Sono gli anni Cinquanta nella Bassa tra il mantovano e il reggiano e Tinto Brass, girando a Dosolo, realizza nel 1998 Monella. Il soggetto è condiviso con la moglie Carla Cipriani (la Tinta) mentre alla sceneggiatura ha collaborato Barbara Alberti. La colonna sonora è di Pino Donaggio, sicuramente uno tra i compositori più noti e non solo per le musiche dei lungometraggi. Lola, l’allora diciannovenne attrice napoletana Anna Ammirati al suo esordio sul grande schermo, è innamorata del panettiere Masetto, il solito Max Parodi, attore tra i più presenti nelle pellicole di Brass, e ha un desiderio: perdere la verginità prima del matrimonio. Lui, invece, cerca di resisterle in tutti i modi, perché la desidera illibata, salvo poi frequentare la casa d’appuntamenti del paese, ma la ragazza, che vive in maniera disinibita, senza mai tradire il fidanzato, ama spesso mostrare la parte anatomica prediletta dal Maestro, sia con che senza le mutande, soprattutto in bicicletta, giocando con uno dei fantasmi voyeuristici tra i più comuni. Lola vive con la madre Zaira, una Serena Grandi che dopo Miranda torna protagonista di un film di Brass offrendosi ancora alla camera da ripresa, e l’amante di lei André, per il quale nutre una curiosità morbosa (anche se potrebbe essere suo padre ma il mistero rimarrà tale). André, interpretato dall’attore inglese Patrick Mower e doppiato proprio da Brass, è appassionato di fotografia erotica e di conseguenza non può mancare sia una sequenza di immagini della stessa Zaira che un book di un’insospettabile signora timorosa dello scandalo per le pose inequivocabili i cui scatti secondo gli accordi verranno venduti solo agli appassionati francesi di immagini erotiche. Questa passione, nonché il book visto dal buco della serratura con indosso il vestito da sposa, attirano l’attenzione della giovane figliastra, incuriosita dall’erotismo e dai rapporti tra André e la madre, amanti dai tempi in cui era lui era lo chef e lei la guardarobiera sul transatlantico Normandie, che par di intuire fosse un bordello galleggiante; anche per questo non si trattiene dallo stuzzicare l’indole da seduttore del patrigno, non certo insensibile alla gioventù e alle forme di Lola. Per chi volesse dilettarsi con la visione del film, anticipiamo che Lola, come si conviene a ogni donna, riuscirà nel suo intento con Masetto grazie a uno stratagemma che non sveliamo, tanto a svelarsi ci pensa lei in ogni inquadratura. L’ultima informazione sul film è il solito cameo dello stesso Brass: un baffuto direttore di banda di paese, con l’immancabile sigaro e che dirige i suoi orchestrali all’inizio e alla fine del film. Da Monella abbiamo estratto la ricetta del brodo di polpo: mentre Zaira pulisce il pesce, Lola assaggia se il brodo di verdure è pronto per la cottura.

Monella, 1998, Tinto Brass (fonte YouTube)

  • Polpo 1 kg
  • Cipolle 2
  • Sedano 2 gambi
  • Carote 2
  • Alloro 2 foglie
  • Aglio 1 spicchio
  • Prezzemolo 1 rametto
  • Olio E.V.O.
  • Limone 1
  • Sale e pepe

 

Preparazione

Se in pescheria o al mercato hai adocchiato un polpo che chiedeva solo di essere acquistato, puoi cucinarlo come Zaira. Se non lo avrà fatto il pescivendolo lo devi pulire, provandolo dell’occhio, il film ti insegna il procedimento (se poi vuoi recitare la stessa battuta di Lola, posso anche capirti) risciacqualo e lascialo intero in un contenitore a riposare qualche minuto. In una pentola capiente versa l’acqua e e metti la cipolla, il sedano, le carote, l’aglio, l’alloro, il prezzemolo, un po’ di sale grosso e una macinata di pepe che saranno gli ingredienti del tuo brodo (se lo desideri e sono di tuo gusto puoi aggiungere anche qualche chiodo di garofano). Porta il tutto a ebollizione e lascia cuocere per qualche minuto. Assaggia come Lola se il brodo è perfetto oppure necessita ancora di un pizzico di sale e adagia dentro il polpo che dovrà cuocere almeno trenta minuti ma non esitare a controllarne la cottura con una forchetta affinché non si indurisca troppo. Quando il polpo sarà pronto prelevalo dalla pentola e adagialo su un piatto da portata. Spegni la fiamma sotto al brodo e copri per farlo rimanere caldo. A questo punto puoi decidere se servire il polpo che avrai tagliato a tocchetti in una tazza coprendolo con il brodo, se vuoi aggiungendo qualche goccia di limone, oppure degustare il solo brodo e utilizzare il polpo per un’insalata o altro mangiandolo a parte.

 



Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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