Catenelle

(Catenelle, poesia di Francesco Balasso)

 

i piatti sono nella lavastoviglie

ho passato per terra e pulito il forno

ti immagino felice da sola

mentre mi dici mi dispiace

per quel niente che c’è stato

e aspetti un amore possibile

mi hai detto che la verità

è salubre ma subito ha un veleno

il mio desiderio sempre ventenne

che non sa distinguere

un sipario dalle trecce dei salici

stasera c’è la sagra. Riderai tra i vivi

è un pagarmi un giro

sulle catenelle da solo

saprai scegliere, sei fatta

di precise polarità, di cinetica

di scritture al mattino

con la punta alla matita

cosa sarebbe successo

se mi avessi preso le mani?

Mi releghi a nascere altro

in un universo vicino

da cui salutarti ogni qualvolta

ci si incontri per strada

un satellite che ruota

intorno a cose mancanti

infilzando le olive nei buffet

ho steso anche i panni

la scusa per dirmi che fuori c’è il sole

Francesco Balasso

Francesco Balasso

Spreme la lirica, sparge parole a coriandoli, amalgama le ombre del salotto, taglia l’aria alla julienne, aggiunge amori invisibili q.b.

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