Che si mangia stasera?

Lo stupore è il motore del mondo, altro che l’amore.

Se sei in grado di stupirti ti poni delle domande e quindi ti obblighi a cercare delle risposte.

V’immaginate come sarebbe la vita senza la capacità di stupirsi?

Le storie per esempio non sarebbero mai esistite.  Non ci sarebbe motivo di scriverle.

Già lo vedo Esopo che arriva al bar e dice agli amici: «Ragazzi ho scritto un’altra favola».

E gli amici che rispondono: «E basta con la cicala e la formica. Hai capito che non c’è lavoro? Di quello dovresti preoccuparti altro che al lupo, al lupo».

E la metafora sarebbe mai esistita? A cosa servirebbe la figura retorica? Le poesie nessuno le capirebbe. E i poeti? Tutti a fare gli assistenti civici.

Me lo immagino cosa sarebbe successo a Recanati. Un amico di Leopardi che gli dice: «Giacomo, tu a Silvia te la devi dimenticare. Tanto non te la da, hai capito? C’è la figlia del fornaio, non è carina come Silvia, ma il padre sta pieno di soldi. Ci sistemiamo tutti quanti. Hai capito che qui non si trova lavoro?»

E la pittura? Avrebbe senso la pittura senza lo stupore?

«Leonardo, questa signora Lisa è carina ma l’hai fatta un poco troppo seria.  Secondo me è meglio che al marito non glielo fai vedere questo quadretto. Portatelo in Francia che se tutto va male, ci metti quattro gambe sotto e te lo vendi come tavolino».

E la musica?

«Love, love me do.  You know I love you. I’ll always be true. So please, love me do. E l’avete scritta voi?»

«Veramente l’ha scritta Paul» risponde John.

«Sì ma lui mi ha aiutato con l’arrangiamento» risponde Paul.

«Non è che non mi piace, mi ricorda troppo le canzoni che si cantano in chiesa».

La vita senza lo stupore non avrebbe senso!

Immaginatevi la scena in un ospedale. L’infermiera che esce dalla sala parto dopo otto ore di travaglio. È sconvolta, vede un uomo e capisce che si tratta del padre.

«Signor Papadia, venga, è nato» urla l’infermiera a quell’uomo. «È un maschio».

«Ah giusto in tempo, ho il grattino che mi scade tra due minuti».

E lo sport? Forse ci sarebbe chi lo fa, ma gli spettatori, non sarebbero mai esistiti.

«Hai visto? La palla ha superato la linea. Abbiamo fatto gol» grida un tifoso al suo vicino.

«Ah» risponde lui senza il minimo entusiasmo.

«Canta!»

«Lavali, lavali, lavali col fuoco. Scusa ma che canzone di merda è questa? Lo sanno tutti che con il fuoco ti bruci e non puoi lavarti».

Senza stupore la politica credo che sarebbe esistita lo stesso.  Oddio la frase: «L’indice Rt a 0,51 vuole dire che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento infette» senza lo stupore, non avrebbe lo stesso effetto, ma questa è ignoranza, non è politica.

E la filosofia? No, quella proprio non esisterebbe.

Platone e Aristotele mettono lo stupore come principio della filosofia.

Immaginatevi Platone che parla a una piccola folla. «La libertà consiste nell’essere padrone della propria vita e nel fare poco conto delle ricchezze»

Un suo creditore gli urla da lontano: «Platone. Tu comincia a ridarmi le dracme che ti ho prestato che vedo che le stai spendendo tutte in ouzo».

Lo stupore è la sorpresa per qualcosa di nuovo e inatteso, quindi senza stupore saremmo rimasti all’età della pietra.

Che cosa avrebbe detto la moglie dell’uomo primitivo davanti alla sua scoperta?

«La ruota? E a che serve? Non potevi inventare, che ne so, la lavastoviglie?»

Oppure la moglie del più grande navigatore di tutti i tempi?

«Cristoforo, non farmi arrabbiare.  Ti ho mandato in India a comprare il pepe e tu mi porti queste fave dalle Americhe? E adesso che ci metto sulla pasta e fagioli, il cacao?»

Senza stupore non avremmo mai mangiato cose diverse dal solito.

«Pomodoro e Mozzarella sulla pizza?» avrebbe urlato la moglie di Raffaele Esposito. «Visto che vuoi fare tanto il fenomeno, mettici l’ananas sulla pizza in onore della Regina Margherita».

Per fortuna lo stupore esiste e la cosa più importante è stupirsi sempre davanti alle cose, lasciare che scuotano la nostra attenzione.

Questo stato d’animo era detto dai greci thaumàzein, dove in quel thàuma stavano sia la gioia della novità sia l’angoscia dell’ignoto. Quindi lo stupore non è sempre e soltanto un momento di grazia, un sentimento positivo. Quando l’oggetto del nostro stupore ha una realtà ignota, sconosciuta, diversa, provoca turbamento e angoscia.

Se non esistesse lo stupore, anche le cose brutte non ci farebbero né caldo né freddo e questo non possiamo proprio permettercelo.

«Amò, hai visto hanno ucciso un altro afroamericano!»

«Ah».

«George Floyd».

«Ah».

«È stato un poliziotto, come Eric Garner sei anni fa».

«Ah. Che si mangia stasera?»


Il Piano strategico di comunicazione realizzato da Fabio Muzzio e dedicato a imprenditori, studenti di marketing e appassionati: per acquistare clicca qui sotto.

Gianluca Papadia

Gianluca Papadia

A quarant’anni ha sostituito il poster ai piedi del suo letto: al posto di Che Guevara ora c’è Don Matteo.

Leave a Comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.