Come superare la pigra “comfort zone”

Molta gente è completamente immersa nella propria comfort zone tanto da non rendersene conto e soprattutto da non riconoscere che a volte, essa può tramutarsi in una trappola. La “comfort zone”, secondo la psicologia comportamentale, è una sorta di condizione mentale di sicurezza, priva di ansietà, lontana dai rischi. Quando siamo immersi in essa, nuotiamo in acque sicure con la sensazione che nulla può minarci.

La comfort zone può rappresentare:

– un Punto di Arrivo: quando siamo giunti alla fine di un percorso e ci rilassiamo un po’ prima di rimboccarci le maniche per ripartire nuovamente;

– una Cuccia Mentale: quando cela la voglia di cambiare, di rimetterci in gioco, di affrontare nuove sfide;

– un Falso Conforto: quando ci autoconvinciamo che tutto sta andando bene per paura di affrontare noi stessi e quei problemi che sabotiamo, sottovalutiamo, facciamo finta di ignorare (per i psicologi è la forma più pericolosa!);

– un’Area di Transito: quando ci concediamo un periodo per riposare, ricaricarci, cercare nuove sfide, idee, inedite ispirazioni.

Quando decidiamo di affrontare la tua comfort zone lottiamo con una parte di te che si ribella, che sa “comprarti”, tentarti, farti deviare. Quanta gente si lamenta del proprio lavoro, del proprio paese e del proprio compagno e non fa nulla per migliorare la situazione, cambiare, tentare di tracciare strade nuove e alternative!

Uscire dalla propria comfort zone non necessita di azioni drastiche o mega-imprese. Si può’ cominciare dai seguenti piccoli passi:

1) Ridimensionare le proprie paure: l’ignoto inevitabilmente ci paralizza perché non riusciamo ad esercitare su di esso una forma di controllo. Spesso è la mente che ingigantisce le nostre paure. Fare il pieno di positività aiuta ed incoraggia;

2) Cambiare le proprie abitudini: percorrere una strada diversa per andare al lavoro, decidere di intraprendere un nuovo sport, riprendere a studiare. Sono tutte attività che permettono alle novità di fare ingresso nella nostra esistenza. “Mettersi in gioco” ci consente di porci nuove sfide personali e di fare il pieno di inediti stimoli;

3) Allenare la curiosità: tenere ritte le “antenne” sul mondo circostante e quello interiore, porsi nuove domande, non avere paura di osare;

4) Pensare alla vita ideale e agire: ognuno di noi ha un sogno nel cassetto ma non fa nulla per far sì che esso diventi realtà. Armatevi di coraggio e agite quotidianamente facendo scelte e prendendo decisioni concrete perché accontentarsi e vivere solo di speranze non porta da nessuna parte.

Quando esci dalla comfort zone torni alla vita, sei più ricettivo e curioso! Capisci che “osare” può’ arricchirti umanamente perché solo se ti perdi, puoi realmente e concretamente trovare nuove strade.

 



Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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