Come un libro malinconico

Triste rifugio di graffiti stinti
rete di giunchi dal cuore affannato
attendi sul mogano impolverato
il fluire lento degli ultimi istanti

Oasi di foglie e di solchi  sbiaditi
inerme sorreggi il velo della nebbia
mirando rami secchi in una gabbia
che boccheggiano sui bordi accasciati

Genera ora gli stampati rumori
un labirinto di cornici lucenti
pagine e fogli di soli bagliori

algoritmici idiomi  non viventi
sul  lastricato sprazzi di colori
riverberi di verbi mai ponenti.

 

Antonino Impellizzeri

Antonino Impellizzeri

Ama la sua Leonforte e vive la vita scrivendola. Poesie e racconti inondano le sue notti scure, quando sul bianco si cimenta a verdeggiare.

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