Destini

Le tre Moire, Lachesi, Cloto e Atropo, Le filatrici del filo della vita (fonte Wikipedia)

 

 

Mani curate che filano intente

dita veloci e scuri occhi attenti

Capelli d’oro ha lingua d’argento

da quel bel filo tesse la trama

Occhi notturni con forbici in mano

veste leggera e chioma nel vento

Strisce di nebbia tra lampi sottili

soffia sui sistri canto potente

 

Con questo frammento avaro che, pur nella sua indefinitezza, ci trasmette una sensazione di forza e di potenza affrontiamo il tema della “leggerezza”.

In primo luogo, urge precisare che leggerezza non sempre è sinonimo di superficialità, anzi, tutt’altro. Essa sviluppa la capacità di pensare proprio perché lascia spazio all’immaginazione, lascia uno breve spiraglio tra le parole ed è lì, in quella piccola breccia, che si inseriscono le nostre emozioni.

Talvolta, per dirla con L. Sciascia, al mondo d’oggi, “Si è così profondi, oramai, che non si vede più niente”.

Italo Calvino, in Lezioni americane, afferma: “…mi pare che il concetto di leggerezza cominci a precisarsi; spero innanzitutto d’aver dimostrato che esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca…”.

Quindi leggerezza non è frivolezza bensì consapevolezza.

Ciò che è leggero, quindi, innesca aeree associazioni, vola e rimbalza nella testa, resta nel pensiero come latente certezza. Ciò che è roccioso e inamovibile non rotola, non si propaga, produce solo idee cristallizzate, belle da guardare, ma impossibili da amare. Pertanto, in questo mondo dove tutto è tragedia, urge cambiare l’approccio con le cose della vita. Non è detto che il concetto espresso non possa essere “pesante”, sono le parole che devono essere leggere, devono trasmettere quel senso di non detto che ci avvicina, quasi involontariamente, alla riflessione.

Personalmente trovo veramente calzanti questi versi di Valerio Magrelli:

 

Io cammino fumando

 

Io cammino fumando

e dopo ogni boccata

attraverso il mio fumo

e sto dove non stavo

dove prima soffiavo

 

Nella vaporosità del fumo quanta leggerezza pensante!

 

Per i poeti del Sol Levante la parola più vicina al nostro concetto di leggerezza pensosa è Karumi: la capacità di cogliere la bellezza e l’eterno nelle cose semplici.

 

 

Vi lascio con un “leggero” haiga:

 

Pegno d’agosto-

un seme di soffione

raccolto in volo

 

Caterina Levato

Caterina Levato

Emotivamente razionale, curiosa per principio, sognatrice per scelta. Ama vagabondare tra le parole raccogliendo gocce di poesia.

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