Divieto di Non Assembramento: Festival dell’Isola di Wight

Divieto di assembramento? Divieto di viaggiare? Non per Noi di Seven, già peccatori da sempre e adesso anche disobbedienti.

Venite qui, che Con Seven si vola, meglio che con api.

api cosa? Eh, quando si è troppo giovani capita di non ricordare le vecchie pubblicità. api, rigorosamente in minuscolo, era l’acronimo di Anonima Petroli Italiana S.p.A., roba di benzina insomma, quella benzina che adesso non consumiamo, tanto non possiamo andare da nessuna parte o quasi.

Invece dicevamo, appunto, che Con Seven si vola, e se Con Seven si vola dove andiamo? Ma naturalmente a un concerto, belli stretti, a cantare a squarciagola rilasciando droplet (si vede che le vecchie e scientifiche goccioline di Flügge con la umlaut non piacevano più) e facendo la ola in piena sintonia. E siccome siamo in Primavera, e il mormorio del mare già ci solletica in modo imbarazzante l’orecchio, dove andare se non al Festival dell’Isola di Wight.?!?

Pronti? Zaino, documenti, biglietti, scarpe comode, Ki-Way serie non si sa mai, da Milano volo diretto due ore circa, direzione Sud del Regno Unito, per atterrare in uno dei momenti migliori della Storia della Musica, uno di quelli che hanno lasciato segni indelebili nelle generazioni presenti e punto di riferimento per quelle venute dopo e, attualmente, uno dei Festival pop e rock più grandi e imponenti d’Europa.

Memorabili le prime tre edizioni: 1968 – 1969 – 1970.

Il 1968, giorno 31 agosto, vide l’esibizione sul palco dei Jefferson Airplane e registrò la presenza di diecimila persone.

Il 1969, giorni 30 e 31 agosto, fu caratterizzato da un’ascesa sia a livello qualitativo – con nomi del calibro di Bob Dylan, The Band, Joe Cocker e Who – che di risposta di pubblico presente.

A questa edizione Michel Delpech dedicò il brano Wight is Wight, reinterpretato poi dai Dik Dik con la versione italiana intitolata L’Isola di Wight.

Il 1970, giorni dal 26 al 30 agosto, è l’anno che consacra il Festival all’altare della Storia della Musica.

Gli organizzatori, i fratelli Ronald e Raymond Foulk, stimolati dai Festival transoceanici di Monterey nel 1967 e di Woodstock nel 1969, vollero produrre anche in Europa, per la nuova edizione, uno spettacolo leggendario con nomi di altissimo livello artistico e di sicuro richiamo di pubblico.

Seguita da 600.000 spettatori, una vera invasione per l’Isola, questa edizione, documentata dal film di Murray Lerner “Message To Love”, è rimasta famosa non solo per la presenza di grandi fenomeni del panorama musicale internazionale del momento come Joni Mitchell, Miles Davis, Who, Jethro Tull, Free, Joan Baez, Donovan, Bob Dylan, Leonard Cohen e molti altri, ma anche per essere stata testimone dell’ultima straordinaria esibizione pubblica di Jimi Hendrix prima della sua morte e per aver ospitato l’ultima apparizione del gruppo dei Doors, con Jim Morrison, in Europa.

Il grande successo di richiamo di pubblico, l’altissima presenza sull’Isola di giovani dai comportamenti anticonformisti tipici di certi aspetti hippy del’68, l’organizzazione pratica per niente perfetta, il fallimento economico conseguenza del mancato pagamento di troppi delle tre sterline richieste per l’ingresso a cinque serate, il malcontento degli abitanti turbati nella loro quiete, decretarono, di fatto, anche il fallimento dell’idea di possibili nuove manifestazioni. Gli organizzatori furono liquidati in tronco e dovettero coprire, di tasca propria, un buco di 125mila sterline. Il Parlamento inglese, nel 1971, per contenere ogni ostilità, votò L’Isle of Wight Act che vietava sull’isola spettacoli con più di 5mila persone. Non si parlò più di Festival per circa trent’anni.

 Dal 2002 in poi, e fino ad oggi, il Festival è stato poi ripreso regolarmente, con cadenza annuale, nel mese di giugno, unito ad altri eventi minori ad esso collegati e dislocati in varie zone dell’isola.

Questa nuova veste del Festival, pur ospitando artisti di fama mondiale come David Bowie, R.E.M., Coldplay, Muse, Rolling Stones, Sex Pistols, Police, Paul McCartney, Who, Bruce Springsteen, non ha mai più raggiunto la fama e la popolarità dell’edizione del 1970.

 E quest’anno? Doveva svolgersi dall’11 al 14 giugno e il programma prevedeva l’esibizione di Lionel Richie, Lewis Crepaldi, Snow Patrol, The Chemical Brothers, Sam Fender, Dido, Duran Duran e tanti altri. 70 sterline a serata, o 185 in abbonamento per le tre. Evento annullato per la solita causa.

Come dite? Avevate già il biglietto? E adesso?

L’organizzazione ha già fatto sapere che varrà per l’edizione del prossimo anno (se non ci credete guardate sul sito ufficiale) evitandovi così lo stress di verificare se il rimborso è stato puntualmente accreditato sulla carta di credito e l’ansia del ‘chissà se avrò la stessa fortuna (fortuna… rimaniamo fini) di trovare i biglietti il prossimo anno’.

Cosa volete di più dalla vita?

 

Attilia Patri DP

Attilia Patri DP

Tagliente e raffinata, attenta e minuziosa, tra l'ironico e il cinico bazzica tra le notizie di attualità rilasciando commenti qua e là

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