You think, eventually, that nothing can disturb you and that your nerves are impregnable. Yet, looking down at that familiar face, I realized that death is something to which we never become calloused.

Eliot Ness

Eliot Ness

Eliot Ness

Peter Johnsen Ness ed Emma King abitano a Chicago e stanno per avere il quinto dei loro sei figli: dopo Clara, Effie Katrine, Nora e Charles – Ella che arriverà l’anno prossimo – sta per nascere Eliot. Questa coppia di immigrati norvegesi non sa che in questo 19 aprile 1903 vede la luce uno tra gli investigatori più famosi della storia della polizia statunitense, che diventerà poi celebre in tutto il mondo. Lo chiamano Eliot in onore allo scrittore George Eliot, lo pseudonimo in realtà di Mary Ann Evans, donna coraggiosa nello sfidare il suo tempo. E il fatto di non essere “comuni” li lega, seppur su percorsi differenti.

Eliot Ness sarà uomo dalle tanti luci e alcune dolorose ombre. Verrà ricordato per essere il più accanito tutore della legge. Fa infatti rispettare il National Prohibition Act conosciuto come Volsted Act, dal nome del deputato repubblicano Andrew Volstead. Tra il 15 gennaio 1920 e il 5 dicembre 1933, il Volsted Act considererà illegale il consumo di alcol con il risultato di incrementare gli affari della malavita, i morti per conflitti a fuoco e i traffici illeciti legati alle distillerie clandestine. E non solo, nella sua Chicago, quella violenta degli anni Venti, Ness riuscirà nell’impresa di aiutare a incastrare il più noto gangster della storia della criminalità d’oltreoceano, l’immigrato originario di Angri ma nativo di Brooklin, Al Capone. Eliot cercherà di rifuggire da questa etichetta che però, suo malgrado, lo segnerà per sempre.

Al Capone

Avrà tre mogli e la seconda, Evaline, lo lascerà dopo un incidente stradale nel 1942 quando, per l’eccesso di alcol al termine di una festa, distruggeranno il mezzo ed Eliot non solo scapperà dalla scena ma cercherà pure di coprire la sua colpevolezza; questo minerà non solo il matrimonio ma una reputazione professionale costruita e guadagnata sul campo. Ness avrà la passione per lo jujitsu e sarà studente brillante: il diploma alla Christian Fenger High School gli apre a soli 18 anni la strada per l’Università di Chicago dove si laureerà in soli tre anni in giurisprudenza. Abile tiratore, entrerà tra i federali diventando il capo dei temibili nove The Untouchables, che godevano appunto di uno status particolare. Questo gruppo inizierà a ripulire una parte della corruzione tra la Polizia al soldo della malavita e gli darà il momento più prestigioso della sua vita seppur questa sia contrassegnata da rischi e da insidie ogni dove. È talmente famoso che Chester Gould si ispirerà a lui per Dick Tracy, il cinema e la tv lo celebreranno nei decenni successivi mentre il temuto J. Edgar Hoover lo riterrà troppo pericoloso per la sua fama tanto da ostacolargli la carriera.

La biografia dedicata a Eliot Ness

La fama è però una lama a doppio taglio e diviene spesso dolorosa nelle conseguenze: entrati nel mito si finisce con l’essere schiavi del proprio personaggio, del proprio talento e dei propri risultati.

Lo chiamano a Cleveland dove si adopera per eliminare con successo la troppa corruzione. Ma la caccia a Torso Murder, un serial killer che in tre anni si rende protagonista di dodici omicidi e di cui altri otto rimarranno sospetti, sarà un fallimento. Ness non azzecca l’indagine e le conseguenze avranno un impatto sulla sua carriera. Nel 1947 nella stessa città tenta di diventare Sindaco ma anche qui l’impresa non gli riuscirà. Altri incarichi che vivono sul prestigio personale contraddistinguono gli anni successivi. Il continuo abuso di alcol, sembra l’ennesimo colpo cinico della vita, e i debiti lo segneranno sino alla morte, avvenuta il 16 maggio 1957 per attacco cardiaco. Ness ha da poco 54 anni e ha terminato le bozze della sua biografia, Gli intoccabili, scritta con Oscar Fraley. Il libro uscirà sul finire dell’anno.

Due anni dopo sarà Robert Stack a dargli una nuova vita con la serie The Untouchables: quattro stagioni e centodiciannove episodi entrati nella storia della tv. A interpretarlo sul grande schermo nel 1987 sarà invece Kevin Costner che, con la magia della macchina da ripresa di Brian de Palma, e un cast memorabile, musiche comprese, lo riporterà in auge facendolo conoscere alle generazioni successive.

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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