Empire of dreams

Read me, read me. Love me, love.

(Giannina Braschi, Empire of Dreams,  1988)
L’opera è di Carl Spitzweg, 1850, olio su tela, Museum Georg Schäfer

Note di redazione: Si sta parlando molto del nuovo libro di Fabrizio Corona, di quell’incipit dal titolo Fighe, e sì e no, e cretino chi lo compra, e si vergognassero tutti. Cosicché anche noi, qui, non siamo in grado di esimerci dal definire l’indefinito – potremmo dire – o più semplicemente dal dare una forma a un fenomeno controverso, che per la verità non è nato con il paparazzo Corona, né con gli Youtuber ragazzini, ma forse c’è sempre stato, in una letteratura di massa che le varie epoche tendono a dimenticare a lungo tempo perché si conserva ciò che è capito da pochi. E forse anche questo è un nonsense. Ma torniamo a noi: Leggimi, leggimi. Amami, amore. Che strana cosa accostare queste brevi frasi a un caso mediatico/letterario. Dal nostro modesto punto di vista, lo facciamo per dire che lettura e amore sono detti così, semplicemente e umanamente, come un invito più che un imperativo, e la delicatezza del dono. Leggere e amare sono verbi per noi spesso sinonimi. Buon compleanno, Giannina Braschi!

Il libro:

  • Titolo: Empire of Dreams
  • Autrice: Giannina Braschi
  • Anno di prima pubblicazione: 1988
  • Genere: prosa / poesia


Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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