Flessibilità e panico

È flessibile colui che sfugge alle logiche distinte della paura, agisce contro corrente e supera metaforicamente i limiti spaziali. Si impanica chi incespica e tondeggia morbosamente sulla questione non cementando una soluzione. In realtà, chi si fa prendere dal panico è più spesso anche chi fa di flessibilità virtù.

Un gorgoglio di problemi: questa è l’esistenza del flessibile, che saltella pericolosamente senza preoccupazioni fra un problema e un altro con grande convinzione, per poi vorticosamente cadere in uno stato di panico. Trovarsi dinnanzi a una situazione per la quale non si è preparati e non vi è conoscenza spaventa.

Ma chi potrebbe mai incanalarsi in un’occasione difficile se non il flessibile? Il docile, il malleabile, l’elastico, l’agile, chi si adatta alla diversità è anche colui che ha più probabilità di incappare nel panismo, nella panicità.

Disturbi d’ansia, attacchi fobici e paure sono frequenti in chi attraversa fasi molto attive della vita.

In medicina la flessibilità cerea terrorizza, perché rappresenta un disturbo motorio di origine psichica, osservabile nella catatonia, nello stupore isterico e in quello ipnotico.

La flessibilità come un’arte non si eredita come un cromosoma, s’impara; piegarsi alla creatività e all’intelligenza non significa discostarsi dalla paura, ma poterla plasmare, riducendola.

Nella gestione del panico anche chi è flessibile deve ricondurre lo stato ad un processo comprensibile.

Giocare a carte scoperte con il panico, capirne il perché, valutarne le motivazioni. In una parola, estrapolarlo.

Come tutte le innovazioni la flessibilità è imperfetta, sconosciuta ai più. Cambiare senza paura, oltrepassare la zona di comfort, rimbalzare, questo significa essere flessibili, diplomatici, scioglilingua. Senza sacrificio non vi è evoluzione, si passa dalla paura e dal panico, di tutto rispetto poi, per flettersi.

 

Nausicaa Baldasso

Nausicaa Baldasso

Laurea in scienze statistiche, finalista al concorso Emozioni in bianco e nero nel 2016 e al concorso L’aviatore delle fiabe nel 2017

1 commento

  • Giovanni Odino
    Giovanni Odino
    9 Febbraio 2020 a 09:16

    Una riflessione che ben si adatta alla ripetizione della flessione (ri-flessione) che è una costante nella vita di chi è flessibile.

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