Germanico Cesare… a un passo dall’Impero

Al Museo Archeologico e Pinacoteca di Amelia, in provincia di Terni, è stata inaugurata Germanico Cesare… a un passo dall’Impero una mostra installazione che rende memoria ad un grande personaggio della storia romana.

Amelia ospita l’unica statua bronzea giunta fino a noi del generale romano Germanico. La mostra presenta in un contesto teatrale, attraverso una sequenza di installazioni digitali, i successi ed infine la morte di Germanico raccontando anche le relazioni all’interno della famiglia giulio-claudia.

Nerone Claudio Druso Germanico muore a 34 anni, il 10 ottobre del 19 d.C., al culmine della carriera politica e all’apice della popolarità. Per le sue capacità militari e diplomatiche egli divenne una tra le più apprezzate figure della società romana dell’epoca. Destinato a succedere al trono alla morte dello zio naturale e padre adottivo Tiberio, la sua scomparsa prematura gettò l’Impero romano in un momento di profondo cordoglio e numerose statue vennero erette in suo onore. La statua loricata in bronzo, rinvenuta nel 1963 ad Amelia, rappresenta oggi una rara testimonianza della gloria di questo personaggio.

La ricorrenza del bimillenario della morte di Germanico diviene così un’opportunità non solo per promuovere questo capolavoro della statuaria antica, ma per approfondire i numerosi aspetti che riguardano il personaggio sia nell’antichità sia nell’età post-antica.

La mostra installazione racconta e ricostruisce il destino di Germanico e della sua famiglia con una narrazione ottenuta tramite installazioni evocative che hanno come filo conduttore la storia del generale romano.

La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2020.

La statua, rinvenuta nel 1963 ad Amelia, è alta più di due metri, armata e coperta da una corazza riccamente decorata, e raffigura il generale Nero Claudio Druso Germanico: nato a Roma nel 15 a.C., sotto il regno dell’imperatore Augusto, era figlio del condottiero Druso Maggiore, fratello del futuro imperatore Tiberio. Fu adottato dallo zio Tiberio per volontà dello stesso Augusto, che voleva assicurarsi la successione e che gli diede in sposa la nipote Agrippina Maggiore. Germanico fece una brillante carriera politica e militare che lo impegnò nei Balcani, in Germania e in Oriente. In Siria, al ritorno dall’ultima campagna, nel 19 d.C., il giovane principe morì a causa di un’ignota malattia: le circostanze misteriose della sua morte gettarono un’ombra di sospetto sullo stesso Tiberio, di cui era nota l’avversione nei confronti del figlio adottivo, a causa della sua crescente popolarità.Dopo la morte furono tributati a Germanico grandi onori: le sue ceneri furono deposte a Roma accanto a quelle di Augusto e gli furono erette numerosissime statue sia in Italia sia nelle province. Uno di questi ritratti si trovava all’interno del tempio di Apollo Palatino a Roma: si tratta forse del modello cui si spirarono la statua di Amelia e gli altri ritratti dello stesso tipo. Il bronzo di Amelia era probabilmente collocato nel campus della città romana, l’area destinata agli esercizi fisici e militari della gioventù locale: i complessi di questo tipo ospitavano di norma molte sculture, raffiguranti spesso proprio i membri della dinastia imperiale.
Insieme alla statua emersero un gran numero di corredi, capitelli, trofei e un altare.
L’installazione multimediale “Germanico racconta”, con immagini, video e fotografie, restituisce la storia del condottiero e illustra la statua in modo puntuale e coinvolgente.

 

Coordinate mostra

Luogo: Amelia, Museo Archeologico
Apertura al pubblico: 10 ottobre 2019, ore 16.30
Orario: tutti i giorni inclusi i festivi ore 10-13 / 14-17 (chiuso il mercoledì e Natale). Possibili aperture per visite riservate su prenotazione.
Biglietto: Intero euro 7; ridotto A euro 5. Per altre tariffe consultate il sito del museo.
Informazioni: tel. +39 0744 978120 amelia@sistemamuseo.it
www.bimillenariogermanico.it
@bimillenariogermanico

 

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Redazione

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