Giacomino, il topino che voleva le ali 14° e 15° puntata

 

«Intanto io sono un topo di campagna e non un topaccio. E i mie cugini di città vivono come possono: non è colpa loro se sono nati in quel posto» rispose stizzito Giacomino.

Poi si rivolse a Caligola: «Come mai il mago non ti fa del male? Come mai ti permette di raccontarmi queste cose?»

«Perché non può impedirlo. Il suo potere è stato ridotto dall’incantesimo e vale solo fino a pochi metri di distanza.

Fino a che rimarrò lontano non potrà farmi nulla. Solo dopo la consegna della borsa magica con la quale scioglierà

l’incantesimo, la sua forza malvagia si estenderà su tutta la terra.»

«Dammi la borsa e le avrai. Coraggio»

«Non so… le mie ali… io voglio le ali…»

Giacomino sembrò cedere alla richiesta del mago.

«Fermati. Tu mi hai chiamato amico e io voglio esserlo per te. Guarda la verità: eccola!» Il corvo s’involò e atterrò ai piedi del mago. «Ti scongiuro, amico mio, non consegnare la borsa.»

«Taci, corvo traditore.»

«Non avrai le ali, era una falsa promessa per ottenere la borsa magica.»

«Ti ho detto di tacere! Bestia nera e infida.»

«Ti prego, devi credermi.»

«Basta animale schifoso, basta!» Il mago, pazzo di rabbia, puntò il bastone dal quale scaturì un fulmine.

Caligola stramazzò al suolo e rimase senza vita sulla schiena

con le zampine rattrappite rivolte al cielo.

«L’hai ucciso!»

«Dammi quella borsa o te ne pentirai.»

«Preferisco aprirla e svuotarla.»

«No, maledetto, nooo» urlò il mago che rivolse il bastone contro il topino. Dalla punta uscirono strali accecanti che però si spensero quasi subito.

Giacomino capì cosa doveva fare: aprì la borsa fatta di raggi di Luna che dopo il defluire del suono del vento, del respiro dei pesci e dei colori dell’arcobaleno, svanì dalle le sue mani insieme al sogno di avere le ali.

Il mago fu preso da scossoni e fremiti e con gran stupore del topino si trasformò in una zanzara che subito fu catturata e mangiata da una libellula.

 

La dodicesima e tredicesima puntata sono qui

 

Giovanni Odino

Giovanni Odino

Pilota di elicotteri in pensione, spigolatore errante in campi reali o immaginari della vita, dipinge e scrive storie, poesie, haiku e favole.

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