Giornata mondiale della poesia



È stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 ed è stata celebrata per la prima volta durante il primo giorno di primavera (quanti primi!) dell’anno 0, il 21 marzo 2000. È un’espressione di pace, di comunicazione del diverso, di arte pura, di bellezza.

Per la Giornata Mondiale della Poesia la redazione di Seven si unisce in versi con la poesia che più rappresenta ognuno di noi.

da Attilia…

Ci sono le donne…
e poi ci sono le donne donne.
E quelle non devi provare a capirle,
sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle,
e non dare loro il tempo di pensare.
Devi spezzare via,
con un abbraccio che toglie il fiato,
quelle paure che ti sapranno confidare
una volta soltanto,
a bassa bassissima voce.
Perché si vergognano delle proprie debolezze e,
dopo avertele raccontate, si tormenteranno
– in un’agonia lenta e silenziosa –
al pensiero che scoprendo il fianco e mostrandosi umane
e facili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi.
Perciò prendile e amale.
Amale vestite, e senza trucco
che a spogliarsi sono brave tutte.
Amale indifese e senza trucco,
perché non sai quanto gli occhi
di una donna possono trovare scudo
dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po’ ammaccate
quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno,
sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo,
sapranno amare te come
nessuna prima di loro.

Note:

La poesia è tratta dal libro Donne al quadrato, esordio letterario di Antonia Storace, Viola Editrice, collana Storie di vita, 2015, codice ISBN 9788898866182. Diffusa viralmente online, letta anche in una trasmissione di Radio Deejay, la poesia, in Rete, è stata, ed è, spesso erroneamente attribuita ad Alda Merini. Link per la descrizione.


da Chiara…

[…] E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me,
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito […]

Note:

I versi sono un estratto de La canzone d’amore di J. Alfred Prufrock, di T. S. Eliot. Composta tra il 1910 e il  1911, all’inizio si intitolava Prufrock tra le donne, ma è stata pubblicata nel 1917 nella raccolta Prufrock and Other Observations. L’edizione qui proposta fa parte di Collected Poems 1909 -1962, ed. Faber & Faber, 1986. Link per la descrizione.


da Debora…

Che strano
Che mentre mi dici
Che non mi vuoi
Più
Ti sia sparita
Ogni linea
Dalla mano.

Note:

La poesia è tratta dal libro Parole d’amore che moriranno quando morirai, di Ivano Porpora, edito da Miraggi Edizioni, collana Golem, 2016, codice ISBN 9788896910962. Link per la descrizione.


da Fabio…

E allora noi vili
che amavamo la sera
bisbigliante, le case,
i sentieri sul fiume,
le luci rosse e sporche
di quei luoghi, il dolore
addolcito e taciuto –
noi tendemmo le mani
alla viva catena
e tacemmo, ma il cuore
ci sussultò di sangue,
e non fu più dolcezza,
non fu più abbandonarsi
al sentiero sul fiume –
– non più servi, sapemmo
di essere soli e vivi.

Note:

La poesia è stata scritta il 23 novembre 1945 ed è tratta dal libro Le poesie, di Cesare Pavese, edito da Giulio Einaudi editore, collana Einaudi Tascabili, 1998, a cura di Mariarosa Masoero, introduzione di Marziano Guglielminetti, codice ISBN 9788806147815. Link per la descrizione.


da Gianluca…

Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perché la bocca sorride
se gli occhi la smentiscono?
Piangi, non vergognarti
di confessare
che mi amasti.
Piangi. Nessuno vede.
Guarda.
Io sono un uomo, eppure piango.

 

Note:

La poesia si intitola Come un libro aperto ed è tratta dal libro Rime, di Gustavo Adolfo Becquer, edito da Edizioni Liguori, collana Barataria, 1995, traduzione di Oreste Macrì, codice ISBN 9788820724139. Link per la descrizione.

da La Comtesse…

«[…] Tel est l’Amour! Avant que ton cœur ne se blase,
A la gloire de Dieu rallume ton extase;
C’est la Volupté vrai au durables appas!»

Et l’Ange, châtienat autant, ma foi! qu’il aime,
De ses poings de géant torture l’anathème;
Mais le damné répond toujours: «Je ne veux pas!»

(«[…] Così è l’Amore: prima che il tuo cuore si sazi, / alla gloria di Dio raccendi la tua estasi: / voluttà non effimera, voluttà vera è questa!» / E l’Angelo, carnefice innamorato, strazia / con pugni di gigante l’empio quanto più può; / ma il dannato risponde eternamente: «No!»)

Note:

La poesia da cui sono estratti i versi si intitola Le Rebelle (Il Ribelle) ed è tratta dal libro I fiori del male (Les fleurs du mal), di Charles Baudelaire, nell’edizione italiana di Arnoldo Mondadori Editore, collana Oscar Mondadori, 1983, traduzione, introduzione e note di Gesualdo Bufalino, codice ISBN 9788804225607. Link per la descrizione.


da Mary…

Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
indolenti compagni di viaggio delle navi
in lieve corsa sugli abissi amari.

L’hanno appena posato sulla tolda
e già il re dell’azzurro, maldestro e vergognoso,
pietosamente accanto a sé strascina
come fossero remi le grandi ali bianche.

Com’è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!
E comico e brutto, lui prima così bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi imita, zoppicando, lo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nubi
che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
esule in terra fra gli scherni, impediscono
che cammini le sue ali di gigante.

Note:

La poesia si intitola Albatros ed è anch’essa tratta dal libro I fiori del male (Les fleurs du mal), di Charles Baudelaire, nell’edizione italiana di Mondadori, collana Classici Chrysalide, 2013, traduzione di Giovanni Raboni, codice ISBN 9788804627838. Mary, come ha scelto questa poesia perché Baudelaire è il poeta maledetto che più l’ha affascinata sin dall’adolescenza. In questa lirica è espressa l’essenza della poesia e il ruolo del poeta nella società odierna. Il poeta come l’albatro è libero e capace di sollevarsi da terra e volare in alto grazie alla sua creatività. I marinai invece rappresentano la gente comune che segue la massa e deride il poeta senza sforzarsi di comprenderlo. Link per la descrizione.


da Nausicaa…

[…] non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,

non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’autocompiacimento
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,

a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo […]

Note:

I versi sono tratti dal libro così vorresti fare lo scrittore?, di Charles Bukowski, nell’edizione italiana di Guanda, collana Poeti della Fenice, 2007, traduzione di Simona Viciani, codice ISBN 9788882466893. Link per la descrizione.


dal Viaggiatore…

Alcuni di noi sono come inchiostro, altri come carta.
E se non fosse per il nero di alcuni di noi, altri sarebbero muti.
E se non fosse per il bianco di alcuni di noi, altri sarebbero ciechi.
Datemi un orecchio e vi darò una voce.
La mente è una spugna; il cuore è acqua corrente.
Non è strano che la maggior parte di noi scelga di assorbire invece di correre?

Note:

I versi sono tratti dal libro Il profeta. Sabbia e schiuma, di Kahlil Gibran, nell’edizione di Demetra – Giunti, collana Nuovi Acquarelli, 2005, codice ISBN 9788844031473. Link per la descrizione.


da Viviana…

Sono un tranquillante,
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all’udienza,
incollo con cura le tazze rotte –
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d’acqua.
So come trattare l’infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l’ingiustizia,
rischiarare l’assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti –
fidati della pietà chimica.
Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?
Consegnami il tuo abisso –
lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato (grata) per la caduta in piedi.
Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.
Un altro diavolo non c’è più.

Note:

La poesia Foglietto illustrativo è tratta dal libro Vista con granello di sabbia, di Wislawa Szymborska, nell’edizione di Adelphi, collana Biblioteca Adelphi, 1998, a cura di Pietro Marchesani, codice ISBN 9788845918858. Link per la descrizione.

 



Il Viaggiatore

Il Viaggiatore

Viene da Kepler 452 e racconta storie di un nostalgico passato. Passionale, scrupoloso, missione: giornalismo. Casa alternativa: Seven Blog.

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