Gli spaghetti alla puttanesca di Erika

 

Perché la gola è anche un po’ tradimento alternato

Fallo, Tinto Brass, 2003 (fonte YouTube)

Proiettato nelle sale nel 2003  e composto da sei episodi, Fallo! è il film numero 24 della carriera di Tinto Brass. Non abbiamo molto da raccontare e ci limitiamo a qualche curiosità che ruota attorno a questa produzione dalla quale abbiamo estrapolato la ricetta. Il Maestro dell’erotismo si ritaglia ancora una volta un cameo, questa volta quello del voyeur in terra londinese che spia la coppia Oskar e Rosy in Dimme porca che me piaze. Ancora una volta ritorna il prediletto dialetto veneto dei protagonisti, in particolare parlato dall’interprete femminile. Gli spaghetti alla puttanesca sono invece alla fine di Montaggio alternato dove Bruno, Max Parodi, è un presentatore alla ricerca della trasmissione in prima serata ed è l’amante di Stefania, Silvia Rossi, la moglie di Luigi (Andrea Nobili), il produttore televisivo, a propria volta impegnato a “provinare” la moglie di lui Erika (Federica Tommasi) desiderosa di passare dal ruolo di ballerina a quello di presentatrice. Complice una piccola bugia alla quale fanno tutti finta di credere (il titolo dell’episodio può fornire più di un suggerimento decisivo) ognuno otterrà ciò che desidera. La curiosità, se così si può dire, è che in questo film la scena del rapporto orale tra la Tommasi e Nobili, entrambi porno attori, è reale e non simulata. Se proprio vogliamo trovare una morale al tutto si lega al modo in cui è possibile ottenere nel mondo dello spettacolo la possibilità di ottenere il lavoro, sia esso in una doccia di uno spogliatoio post partita di tennis o con il rinomato divano di chi decide i cast delle trasmissioni (film sarebbe la stessa cosa).

Fallo, Tinto Brass, 2003 (fonte YouTube)

 

 

 

 

 

 

 

Ingredienti per 4 persone:

  • Spaghetti 600 g
  • Pomodori 500 g
  • Olio EVO
  • Acciughe 4
  • Olive nere 150 g
  • Capperi una manciata
  • Aglio 2 spicchi
  • Peperoncino essicato 3
  • Sale e pepe q.b.

 

Procedimento:

Se come Erika non hai nulla in casa e ti trovi a improvvisare una cena all’ultimo momento per qualcuno che stai aspettando, assicurati di avere tutti gli ingredienti che ti servono: se ti mancano le acciughe realizzerai la versione campana della ricetta, se invece le hai la ricetta sarà più simile a quella proposta nel Lazio. Ti consiglio di partire dai capperi sotto sale che vanno risciacquati per togliere il sale in eccesso. Intanto lava i pomodori da sugo, possibilmente belli maturi, elimina i semi e tagliali a cubetti.

Spaghetti alla puttanesca, foto di Popo le Chien.

Se non ne hai verifica se in dispensa non c’è una bottiglia di passata di pomodoro: si perderà un po’ il sapore così gustoso e caratterizzante per la nostra cucina offerto dalle bacche fresche del Solanum lycopersicum ma divorerai il tutto lo stesso. Prendi almeno due spicchi d’aglio, tagliali a metà e buttali in un bel tegame insieme all’olio di oliva caldo. Quando comincia a sentirsi il profumo, abbassa la fiamma e ricordati che la compagnia giusta è quella delle acciughe, quelle sott’olio vanno benissimo, dei capperi, delle olive nere (i puristi della ricetta ti dicono quelle di Gaeta) e del peperoncino. Fai insaporire velocemente questi ingredienti affinché si amalgamino fra loro, meglio se le acciughe si sciolgono, versa quindi i pomodori, aggiusta di sale (i capperi e le acciughe dovrebbero averti già dato una mano) e di pepe. Il tuo sugo deve cuocere almeno una ventina di minuti, non esagerare con la fiamma, meglio dolce che troppo viva. Nel frattempo avrai iniziato a preparare l’acqua per la pasta, meglio gli spaghetti, come ci dimostra Erika. Una volta pronta, colala e buttala nel sugo girandola per bene. Sull’abbigliamento per cucinare non aggiungo altro, già ho dovuto censurare l’immagine, lo lascio alla tua immaginazione e fantasia, soprattutto se vuoi ripetere la scena.

 

 



 

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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