GOLA . RicetteColte
Il polpettone di Mia (con i Ritz)
In 17 Settembre 2025 da Fabio MuzzioBilly: Ha usato i Ritz per fare il polpettone?
Mia: Proprio così
Billy: Wow, non li vedevo più o meno da vent’anni… Elena ci mette il pangrattato
Mia: Mia madre lo faceva così
Billy: Anche la mia!
Billy sorpreso dall’ingrediente e dal ricordo che gli torna alla mente.

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
Little Fires Everywhere del 2020, rilasciata in Italia con il titolo di Tanti piccoli fuochi, è una serie televisiva tratta dal romanzo omonimo di Celeste Ng del 2017.
Ambientato nel 1997 con diversi flashback è il confronto tra due donne e madri molto diverse fra loro: Mia Warren è un’artista, che si adatta a diversi lavori non rinunciando mai ai propri spazi creativi, apparentemente povera, tanto dal vivere per alcuni periodi in macchina, una Chevrolet Chevette blu del 1983 (con una storia) ed Elena Richardson, giornalista part-time, moglie di un avvocato di successo con una casa perfetta, come lo è lei, organizzata in modo maniacale, tanto che persino il sesso ha due giorni prefissati, il mercoledì e il sabato.

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
Mia ed Elena sono entrambe madri: la prima è single, con un rapporto unico e forte con la figlia Pearl, frutto delle difficoltà economiche e dei continui spostamenti, mentre la seconda è ricca, sposata con Bill, avvocato, e ha un tipo di relazione diversa con i suoi quattro figli, tutti con diminutivo: Trip, Lexie, Moody e Izzy; il primo è viziato, la seconda sente il peso di essere perfetta, il terzo sensibile e remissivo e l’ultima è la ribelle, la figlia arrivata senza essere stata voluta e così simile a Mia, l’unica poi a capirla grazie alle tante chiacchierate (compresa quella durante la preparazione del polpettone).

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
Mia ed Elena sono accumunate da un passato doloroso, due amori che ne hanno segnato il destino: la prima cercherà il riscatto aiutando una collega e amica del ristorante, dove è assunta come cameriera a riavere la figlia abbandonata, la seconda aiutando a propria volta un’amica che quella bambina ha adottato, cercando di impedire che questo accada.
Mia ed Elena hanno in Kerry Washington e Reese Witherspoon due meravigliose interpreti in un confronto, che vive non solo negli aspetti legati al ruolo ma anche in quello dei rispettivi talenti di attrici.
Il tutto ha origine quando Elena vede ferma la macchina di Mia in un posteggio di Shaker Heights (dove ha vissuto la scrittrice Ng), un sobborgo ricco di Cleveland in Ohio, una comunità creata e perfetta, dove se l’erba del prato supera i 15 cm vieni multato, dove non esiste la polizia ma solo la vigilanza: tutti sono amici, tutti sono solidali, una sorta di società utopica e molto di apparenza.

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
Tra l’ordine che deve essere mantenuto e il buonismo borghese Mia viene coinvolta nella cittadina, un luogo dove Pearl trova un periodo di permanenza più lungo del solito e si lega ai figli di Elena.
Non vi spoilero la vicenda, che riserverà sorprese in un viaggio a ritroso nel tempo tra dolori, segreti, rinunce e rimpianti, che finirà con il distruggere l’ordine prestabilito e artificialmente costruito (ogni figlio di Elena ha un colore assegnato che corrisponde al singolo sacchetto del pranzo della pausa scolastica) finendo con il cambiare le vite di tutti, probabilmente se non in meglio, meno nella menzogna.
E cosa distrugge ma può rendere fertile ciò che lascia? Il fuoco, l’elemento chiave del romanzo e della serie.
Mia, a un certo punto, diventa la collaboratrice per l’amministrazione della casa dei Richardson e prepara anche le cene: nell’episodio A qualcuno che conosci, secondo dell’unica stagione, la vediamo preparare un classico, il polpettone ma con un ingrediente diverso dal solito, i cracker Ritz.

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
- Carne di manzo 900g
- Ritz 15
- Uova 3
- Grana 100g
- Aglio spicchi 2
- Prezzemolo ciuffo1
- Sale

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
PROCEDIMENTO
Il polpettone è forse uno tra i piatti con maggiori varianti, realizzato anche con gli avanzi, per cui ci si può sbizzarrire nella sua preparazione, dal macinare anche del prosciutto, utilizzare anche il bollito in parte avanzato, dalle verdure che possono essere aggiunte. Vado un po’ a intuito, a piacere personale e tenendo fermo uno degli ingredienti: i Ritz al posto del pangrattato, che scopriamo essere utilizzato invece da Elena, che apprezza la variante ma ne risulta infastidita per il successo della ricetta di Mia.
In una ciotola molto capiente versa la carne macinata: ti propongo il manzo ma potresti anche optare per un macinato misto, quindi con carne di maiale, magari in una proporzione 2/3 e 1/3. A parte prepara un trito di aglio e prezzemolo che aggiungerai alla carne e alle uova: mescola con un cucchiaio di legno, versa il grana e continua a mescolare.
Inizia a lavorare il composto con le mani per far insaporire la carne.
Sbriciola i Ritz come vediamo fare a Mia, lavora ancora l’impasto e aggiusta di sale, circa un cucchiaino, che si aggiunerà al sapore dei cracker.

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
Quando l’impasto sarà bel lavorato adagia il tutto sulla carta forno e inizia a dare la forma cilindrica al polpettone: arrotolalo e chiudilo alle estremità.
Inforna a 180° in modalità ventilata per circa 45 minuti; a questo punto estrai il polpettone, aprilo e termina la cottura in questo modo senza farlo bruciare (mi pare superfluo ricordarti di non scottarti aprendo la carta forno).
Dopo 10 minuti il polpettone dovrebbe essere pronto: lascialo raffreddare e servilo con le tradizionali fette accompagnandolo con insalata e puré, come si vede anche nella cena dei Richardson.

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).

Little Fires Everywhere, episodio. A qualcuno che conosci (Fonte YouTube).
A proposito dei Ritz
Attenzione la Saiwa non ci ha inviato nemmeno una scatola di cracker, quindi il racconto è puramente per soddisfare qualche curiosità.
La particolarità di questo cracker è il sapore riconoscibilissimo e che ne ha decretato il successo. Il marketing, si sa, cerca di soddisfare bisogni ed evocare suggestioni fornendo, per così dire, anche l’illusione di vivere un momento unico attraverso il prodotto.
La Nabisco, nel 1934, siamo quindi durante la grande depressione iniziata nel 1929 e che morde ancora negli U.S.A. e si fa sentire anche in Europa, dove i regimi dittatoriali hanno saputo ben sfruttare il disagio economico e hanno spinto moltissimo in politiche belliche, pensa a un cracker particolare e lo chiama Ritz (l’invenzione di questo tipo di pane sottile risale al 1792 a Theodore Perason, un panettiere del Massachusetts). Il nome e il logo lo si devono a Sydney Stern, un newyorkese primogenito di una famiglia ebrea di sei fratelli originaria dell’Ungheria: stoytelling narra, all’epoca non lo si definiva ancora così, che a ispirare il nome sia stata la catena di hotel Ritz-Carlton, quelli in cui si viveva il lusso; insomma, mangiandoti un ritz, con il loro bordo frastagliato, i sette buchi e la superficie salata e burrosa, avevi la sensazione di essere un gran signore, perché assomigliava più a un biscotto. Quello che può essere considerato il lusso accessibile; il claim recitava “a bite of the good life” e il logo era quello giallo e blu arrivato fino a oggi.

Manifesto del 1956 (Fonte cambiaste.com)
In Italia sono arrivati dopo la Seconda guerra mondiale e la prima importatrice è la stata la Motta, il prodotto è transitato da Carosello e dagli spot successivi quando quella formula pubblictaria che ha segnato diverse generazioni è stato sostituita da una comunicazione più innovativa e meno di intrattenimento (le classiche scenette avevano il prodotto esplicitato solo negli ultimi trenta secondi circa).
Un altro modo di pubblicizzare i prodotti (o i servizi) è dal product placement, che inserisce in narrazione (dal teatro alla tv, dal cinema ai prodotti seriali fino ai videogiochi) prodotti o servizi reali che danno anche veridicità al racconto: nel caso dei Ritz, utilizzando la memoria personale (se avete qualche altro esempio mettetelo nei commenti) oltre che in Little Fires Everywher, dove rientrano nella ricetta, vengono sbriciolati, sono presenti nei dialoghi e la scatola finisce in dispensa, li ho rintracciati in A proposito di Henry di Mike Nichols del 1991, nel quale Harrison Ford, nel ruolo di un avvocato non proprio irreprensibile finisce in coma e ha, nel suo percorso riabilitativo, il ricordo di Ritz (in realtà confonde il cracker, che continua a dipingere con l’hotel, quindi doppio product placement).

A proposito di Henry, Mike Nichols, 1991 (Fonte YouTube)
La seconda pellicola è Monuments Men di e con George Cloney del 2014: in questo caso, tratto da una storia vera (e un cast davvero memorabile) racconta le peripezie di un plotone di esperti che si adopera di recuperare le opere d’arte più famose e che i nazisti vorrebbero razziare e portare a Berlino. In questo caso, nella Parigi occupata, il Tenente James Granger (Matt Damon) li mostra insieme ad altri acquisti, a Claire Simone (Cate Blanchett) che lavora al Musée du Jeu de Paume.

Monuments Men, George Cloney, 2014 (Fonte YouTube)

Monuments Men, George Cloney, 2014 (Fonte YouTube)
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