Happy BDay, A.R.!

Abbiamo scelto di dirlo con le parole di Roberto Vecchioni.

La miseria di una stanza a Londra le fumerie di Soho: già grande si buttava via. E sua madre nel fienile, nel ricordo: vecchia, scassata borghesia. Ribaltare le parole, invertire il senso fino allo sputo, cercando un’altra poesia. E Verlaine che gli sparava e gli gridava: «non lasciarmi, no, non lasciarmi, vita mia».

E nave, porca nave vai la gamba mi fa male, dai le luci di Marsiglia non arrivan mai. Un hydrolat lacrimal lave les cieux vert-chou, les cieux vert-chou, sous l’arbretendronnier qui bave vous cautchous… Portoghesi, inglesi e tanti altri uccelli di rapina scelse per compagnia; quella voglia di annientarsi, di non dare, e basta, basta poesia; e volersi far male al punto di finire, lui, mercante d’armi fra l’Egitto e la follia, e una negra grande come un ospedale da aspettare e poi la gamba e l’agonia e nave, porca nave vai, fa freddo e manca poco, dai, le luci di Marsiglia non arrivan mai: Ho visto tutto e cosa so, ho rinunciato, ho detto “no”, ricordo a malapena quale nome ho: Arthur Rimbaud, Arthur Rimbaud, Arthur Rimbaud.

Happy BDay, Arthur Rimbaud!

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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