I carciofi alla giudia di Liz Gilbert

Mangia prega ama, 2010, Bryan Murphy, fonte YouTube

Perché la gola è anche un po’ scoperta (di se stessi)

Se volete vedere un film che esaspera i luoghi comuni sugli italiani, questo è Mangia prega ama. Per luoghi comuni non intendiamo tanto il “vaffanculo”, termine davvero comprensibile a tutte le latitudini, oppure il gesticolare, sinceramente portato all’eccesso, quanto la solita tarantella piazzata come sottofondo ovunque e che a Roma ti fa sorgere la domanda: “Ma che c’entra?”. A dire il vero c’era cascato pure Rob Reiner con Bruce Willis e Michelle Pfeiffer in vacanza a Venezia, ma andiamo oltre.

Mangia prega ama, 2010, Bryan Murphy, fonte YouTube

Mangia, prega ama è un film del 2010 tratto dal libro autobiografico di Elizabeth Gilbert, interpretata sul grande schermo da Julia Roberts. La trama vive di una fuga della protagonista da New York alla ricerca di se stessa con il trionfo di tre esperienze: quella culinaria durante i soggiorni romano e napoletano, quella spirituale in India, quella amorosa in Indonesia. Nella parte italiana la parte del “cicerone” è toccata a Luca Argentero. La scoperta dei diversi sapori, insieme agli amici man mano conosciuti, diventa per Elizabeth anche un viaggio nella nostra cucina. Dal film diretto da Ryan Murphy abbiamo estrapolato una ricetta semplice ma rappresentativa della cucina capitolina: i carciofi alla Giudia. Con l’attanagliante dubbio di quale sia stato il piatto più gradito alla Roberts, ne approfittiamo per augurarle buon (imminente) compleanno, essendo nata il 28 ottobre 1967.

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 Carciofi mammole
  • 1 Limone
  • Olio di semi per frittura
  • Sale

Procedimento:

Questo piatto, così diffuso e tipico della cucina romana, arriva dalla cultura ebraica e che si è diffuso nelle cucine e nelle osterie partendo dal ghetto. Il carciofo da utilizzare è quello mammolo, che si distingue dall’altro per l’assenza delle spine e per la foglia arrotondata. La forma tipica finale è quella a fiore, che si può ottenere un po’ aprendo con le mani, senza esagerare con la forza, e schiacciando il carciofo sul fondo della pentola dove l’olio bollente renderà croccante o con due forchette o con una pinza da cucina questo fiore dal sapore inconfondibile.

Prendi i tuoi carciofi, valuta la quantità a testa, e pulisci il gambo eliminando la parte più esterna e dura. Elimina anche qualche foglia in modo anche qui da togliere i petali più spessi. Se vuoi puoi immergerli in acqua e limone per una decina di minuti, altrimenti puoi procedere direttamente con la cottura. In un padellino metti l’olio di semi, decisamente più economico di quello di oliva, e attendi fino a quando non sarà bollente (la temperatura della tradizione dice 170°). Lascia il carciofo immerso circa 6 minuti, puoi verificare la cottura con una forchetta e verso la fine, come detto, schiaccia il gambo. Il colore dorato ti darà il punto in cui è stata raggiunta la croccantezza ideale. Sdraia il carciofo in modo da da far friggere anche il gambo. Toglilo dal fuoco e asciugalo con la carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Procedi man mano con tutti i carciofi e servili salandoli e non appena si saranno leggermente raffreddati.

 


Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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