I gyōza da Tetsunabe con Ishibashi Yoshino

Perché la gola è anche un po’ noir

«Quando Sari arrivò in fondo alla scala, Yoshino si complimentò frettolosamente per come le stavano gli orecchini, poi si sistemò gli stivali che le davano fastidio. I tacchi si erano già consumati e la fibbia era rotta. Le altre due, accanto a lei, portavano stivali simili. Rialzandosi, Yoshino domandò loro: “Dove andiamo?” e Mako, che non si esprimeva quasi mai, propose: “A mangiare gyōza da Tetsunabe?”. “Ah, sì, mi vanno i gyōza”, concordò immediatamente Sari, voltandosi poi verso Yoshino in cerca di approvazione. Yoshino tirò fuori il cellulare con il charm della serie Cabas Piano di Louis Vuitton – l’aveva ricevuto in dono dal padre il giorno in cui si era diplomata – e il portafoglio sempre di Vuitton, guardò all’interno e con un sospiro notò che aveva meno di 10.000 Yen. “Dobbiamo per forza arrivare fino a Nakasu?”, replicò, e Sari che doveva aver percepito qualcosa nel tono della sua voce, le chiese “Che c’è? Hai un appuntamento per caso?” Yoshino inclinò il collo in modo sfuggente. “Non è che si tratta di Masuo?”. In parte meravigliata, in parte sospettosa, Sari alzò la voce e la scrutò. Yoshino cercò di eludere la domanda con un “Eh? Come?” ma poi, rapidamente, soggiunse: “Giusto una cosa veloce…”. “Be’, allora è meglio se la sciamo perdere i gyōza”, le interruppe Mako. Lo disse con un tono così serio che a Yoshino venne da ridere». (L’uomo che voleva uccidermi, pagg. 21 e ss.)
Le tre amiche, Yoshino, Sari, Mako, non li mangeranno. E Yoshino vedrà Masuo, o forse no. Di certo da questi gyōza mancati la sua vita cambierà. Se non volete un noir nelle vostre cucine, preparateli con noi. E poi leggete questo romanzone cult in Giappone di Yoshida Shūichi.

Ingredienti:

Per la pasta:

  • 500 g Farina 00
  • Acqua tiepida q.b.
  • Olio EVO
  • Sale

Per la salsa:

  • Salsa di soia
  • 1 Aglio intero (da togliere poi)
  • Aceto di riso
  • Erba cipollina tagliuzzata
  • Zenzero fresco grattugiato
  • 1 cucchiaio di Zucchero

Per il ripieno:

  • 100 g di Cavolo verza
  • 400 g Carne di maiale tritata
  • 2 Porri
  • 50 g Zenzero
  • 50 g Erba cipollina tritata
  • 1 spicchio di Aglio
  • Salsa di soia
  • 1 cucchiaio di Zucchero
  • Olio di sesamo
  • Sale e pepe

Procedimento:

In una ciotola, setaccia la farina, aggiungi una punta di sale, un cucchiaino da tè di olio e, poco per volta, acqua tiepida. Amalgama man mano finché avrai ottenuto un impasto elastico. Fanne una palla e copri con pellicola trasparente. Lascia riposare un’oretta.

Prepara la salsa, che dovrà poi riposare un’ora anch’essa, unendo, in una ciotolina, e regolandoti con le quantità, tutti gli ingredienti che ti abbiamo suggerito. Puoi aggiungere anche salsa mirin, se la trovi, che è indispensabile per la marinatura dei piatti giapponesi!

Prepara il ripieno. Fai sbollentare le foglie di cavolo verza, quindi scolale e tienile da parte. Trita lo zenzero, l’aglio, l’erba cipollina, e metti tutto in una ciotola insieme alla carne tritata, le foglie di cavolo verza leggermente spezzettate, lo zucchero, un bel giro di olio e di salsa di soia. Sala e pepa. Mescola bene.

Stendi la pasta abbastanza sottile, e ricavane dei cerchi di dieci centimetri di diametro. Al centro posiziona un po’ di ripieno e richiudi avvalendoti del tipico stampo per gyōza.

Cuoci i gyōza direttamente in una padella oleata a fuoco vivace finché i ravioli non saranno ben dorati. Aggiungi due bicchieri di acqua e continua la cottura fino al completo assorbimento.

Filtra la salsa con un colino, e irrora con essa i tuoi gyōza.




Il libro:

  • Titolo: L’uomo che voleva uccidermi (originale: AKUNIN)
  • Autore, editore, collana, traduttore, anno nostra edizione: Yoshida Shūichi, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano, Universale economica Noir, Gala Maria Follaco, 2017 (originale: 2007)
  • Sinossi: In una fredda sera di dicembre, Ishibashi Yoshino saluta le amiche per andare a incontrare il suo ragazzo in un parco di Hakata, nella città di Fukuoka. Il mattino successivo, il cadavere della giovane viene rinvenuto nei pressi del valico di Mitsuse, un luogo impervio e inquietante: è stata strangolata. Chi ha ucciso Yoshino? Chi è l’uomo che doveva incontrare al parco? Perché la cronologia delle chiamate e dei messaggi del suo telefono cellulare racconta una storia diversa da quella che conoscono gli amici e i familiari? La morte violenta di una giovane innesca un intreccio di narrazioni accomunate dal senso di solitudine, dalla difficoltà di vivere in una società sempre più complessa, dalla desolazione dei paesaggi urbani, dall’incapacità di amare.
Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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