Dove mi trovo, io lavoro!

Nel 1959 Francesco Rosi e Suso Cecchi D’Amico sceneggiarono uno tra i film più interessanti del decennio che si stava chiudendo: I magliari.

Non sveliamo troppo della trama a chi desidera visionare il film mentre per chi lo ha già visto, la vicenda è ben nota. Il monologo che estrapoliamo rappresenta il momento in cui Mario Balducci (Renato Salvatori) viene abbandonato da Ferdinando Magliulo detto Totonno (Alberto Sordi) rifiutando definitivamente la strada della truffa e della malavita come modo di sopravvivere da emigrante in Germania. Lo sfogo di Totonno ci riporta al tema di chi in terra straniera cerca la via più facile seppur rischiosa:

…va’ a fa’ del bene nella vita: voglio lavorà, voglio lavorà. Vie’ a lavorà con me, vie’… Te ripulisco, te faccio vedè come so’ fatti soldi…

Il tema dell’emigrazione rimane quanto mai attuale e dibattuto nella nostra opinione pubblica, con il consueto modo di dividersi ferocemente, spesso non conoscendo la storia e nemmeno la realtà della situazione. La Rete, tra notizie false di immediato consumo e informazione reale talvolta non approfondita o mal interpretata, finisce con l’amplificare una situazione grave e molto delicata.

I magliari riportano in maniera scomoda l’altra emigrazione italiana, quella nostra e quella di cui essere poco fieri che tendiamo in maniera liquidatoria a non prendere in considerazione:

… e quell’altro buffone napoletano con la rivoltella in mano… spara! E spara!

Forse sarebbe il caso di distinguere tra chi vive al limite del codice per necessità come capita a Mario e chi per indole come Totonno (non giustifichiamo né i primi né, soprattutto i secondi) ma ci sovviene il dubbio che sia una questione individuale più che etnica o altro.

Io l’Europa la lascio, io in Europa non voglio più lavorà, me ne vado in Giappone… e ti faccio vedere se non sono capace di vendere il rayon per seta naturale… e de che hai bisogno, la materia prima? E capirai, me ne sono portato via uno de pezzi dal tedesco…

Il monologo dovrebbe farci riflettere su ciò che (anche siamo o siamo stati) senza pregiudizi, perché, come dice Totonno, la soluzione ce l’ha:

Dove mi trovo, io lavoro!

Appunto…

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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