I personaggi del Natale

BUON NATALE, SEVENERS!

 dallo Spirito del Natale passato

Sono lo Spirito del Natale Passato, io guido Ebenizer Scrooge nella sua infanzia per mostrargli le ombre del passato.

Ebenizer è ancora uno scolaro. È la Vigilia di Natale e compare la dolce sorellina Fan, che canta con lui e lo rassicura sul fatto che passeranno il Natale insieme. Ma subito dopo è un ragazzo di bottega, e festeggia con i Fezziwig, i suoi datori di lavori, e con Mina, la sua amata. È felice per poco, perché ben presto diventa il Signor Scrooge, un avido uomo di affari che perde per questo l’amore di Mina.

Sono lo Spirito del Natale Passato, e il mio compito è quello di far capire a Ebenizer cosa ha perso nei tanti Natali della sua vita.La mia luce si spegnerà pian piano per lasciare spazio agli altri spiriti e a nuove lezioni da impartire a Scrooge.

Note:

Rielaborazione tratta dal musical A Christmas Carol, compagnia BIT, regia di Melina Pellicano, ispirato a Canto di Natale di Charles Dickens, 1843. (Da Alexandra)


dalla Gente misera

Oggi stiamo seduti, alla vigilia
di Natale, noi, gente misera,
in una gelida stanzetta.
Il vento corre di fuori, il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
perché tu ci sei davvero necessario.

Oggi noi qui intorno siamo seduti
come i pagani oscuri.
Fredda, sulle nostre ossa, la neve cade:
a ogni costo la neve vuole entrare.
Entra, neve, da noi, non dire motto:
anche nel cielo tu non hai un posto.

Noi prepariamo un’acquavita, dopo
sarem leggeri, con più calore in corpo.
Noi prepariamo un’acquavita calda
brancola un bestione intorno alla nostra capanna.
Entra, bestia, da noi, ma muoviti:
non avete un posto caldo neanche oggi.

Noi mettiamo le giacche nel fuoco
così avremo più caldo dopo!
Dopo per noi ardono subito le travi.
Solo al mattino saremo gelati.
Vieni, buon vento, ti vogliamo ospitare:
perché, anche tu, non hai un focolare.

Note:

Il libro è L’incanto di Natale. Poesie, filastrocche, canzoni, a cura di Fabiano Massimi, Einaudi, 2012, e la poesia è Leggenda di Natale di Bertolt Brecht. (Da Debora)


da Baffo Natale

Ecco, sono qui fuori con l’auto e lui stava per chiudere il negozio. Potevamo già essere in direzione cenone da mia suocera, già buona pure quella. E invece no, è arrivato il solito ritardatario, senza idee a chiedere “qualunque puttanata, una maniglia colorata, un portaspilli, un portafogli, un portafigli, una cagata, qualcosa…”. E pensateci prima ai vostri regali! E non così alla fine… ma davvero li fate con il cuore o per obbligo? E qui mi rispondo da sola. E io lo conosco, maledetto, da dietro il banco gli darà corda, racconterà i suoi ricordi, detti e ridetti. Secondo me ha aperto un negozio per raccontare la sua vecchia vita di successo e io qui ad aspettare che gli mostri un oggetto insulso, la carta per impacchettarlo e il nastro. E gli chiederà pure un altro colore. Quando avrà finito arriverà con il sorriso per questa maledetta festa, con i baci insulsi tra parenti, l’anatra che detesto da sempre e mia suocera continua a propinarmi come il mio piatto preferito. E poi cognate, nipoti che fanno solo casino. Ma cosa avrete da sorridere voi due lì dentro. Ecco, adesso il ritardatario esce con il sorriso. Ed eccolo, lui, che ha chiuso il negozio con la solita meticolosità. E si avvicina sorridendo. Se mi dice: “Amore, possiamo festeggiare anche noi il Natale” gli risponderò: “Natale un cazzo!”.

elio e le storie tese feat jovanotti – baffo natale.wmv

Note:


da John McClain

Stacco per Natale e attraverso gli Stati Uniti per scendere a Los Angeles da New York. Devo riconquistare mia moglie che si fa chiamare con il cognome da nubile. Mi ritrovo senza scarpe e con le schegge di vetro nei piedi a sparare a un gruppo di terroristi, uno più cattivo degli altri. Attraverso i condotti dell’areazione in canottiera che cambia colore per lo sporco. Alla fine salta per aria mezzo grattacielo ma io mi salvo e bacio mia moglie con cui faccio pace e trovo un amico con un dolore nel passato e che ritrova la pace grazie a questo disastro. Natale un po’ rumoroso, limousine per andarmene meravigliosa. Basterà una doccia per tornare nuovo. P.S. Che destro la mia Holly! E poi dicono che a Natale non siamo tutti più buoni?

Let it snow – Die Hard: trappola di cristallo

Note:

Rielaborazione tratta dalla scena finale (fonte YouTube) di Die Hard – Trappola di cristallo, diretto da John McTiernan nel 1988. (Da Il Viaggiatore)


da Hannibal Lecter

A Natale siete tutti più buoni.

Questo ovviamente non vale per me, sociopatico puro. Non riesco francamente a comprendere gli auguri, i pensieri felici, le canzoni smielate, i ridicoli maglioni rossi con le renne.

Non ce la faccio proprio, non è nella mia natura ma natale in fondo mi piace.

Davvero, lo apprezzo molto. Moltissimo.

Proprio perché siete tutti più buoni. E anche più morbidi e burrosi, direi.

Vi porgo dunque i miei più sinceri auguri di buone feste e, mi raccomando, mangiate tanto.
Attendo con ansia il momento di avervi per cena.

Sinceramente vostro,
Hannibal Lecter

 

Note:

Rielaborazione tratta da Red Dragon (romanzo che dà il via alla saga del Dottor Hannibal Lecter), 1981, di Thomas Harris, editore G. P. Putnams. Gli altri: The Silence of the Lambs (1988),  Hannibal (1999),  Hannibal Rising (2006).  (Da Chiara)

 


da Mamma March

«Buon Natale, piccole mie! Sono contenta che abbiate già cominciato a leggerlo e spero che continuerete. Ma ho una parola da dirvi prima che ci sediamo a tavola. Non lontano da qui abita una povera donna che ha appena avuto un bambino. Ne ha altri sei, tutti ammucchiati in un solo letto per non morire di freddo perché non hanno legna per il fuoco. Non hanno niente da mangiare e il più grandicello è venuto a dirmi che soffrivano la fame e il freddo. Bambine, sareste disposte a cedere loro la vostra colazione come regalo di Natale?».

Avevano più fame del solito, avendo atteso per quasi un’ora, e per un attimo nessuna fiatò; ma fu solo questione di un attimo, dopodiché Jo esclamò impetuosamente: «Sono contenta che tu sia arrivata prima che cominciassimo».

«Posso venire io a darti una mano a portare la roba a quei poveri bimbi?», disse prontamente Beth.

«I muffin e la crema li voglio portare io», aggiunse Amy rinunciando eroicamente alle cose che le piacevano di più.

Meg stava già coprendo con un tovagliolo la torta di grano saraceno e impilando le fette di pane su un piatto capiente.

«Ero certa che avreste acconsentito», disse la signora March sorridendo soddisfatta. «Verrete tutte con me per aiutarmi e al ritorno faremo colazione con pane e latte. Ci rifaremo poi stasera a cena». (pagg. 26 e ss)

Note:

Piccole donne, Louisa May Alcott, 1868-69, nostra edizione: Edizione illustrata, traduttore: C. Spallino Rocca, illustratore: G. Manna, editore: Mondadori, collana: Oscar junior classici, 2012. (Da Viviana)


da Gordon

Io non credo che nessuno ci avrebbe criticato se avessimo deposto i fucili alla vigilia di Natale.

Note:

Il film è Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia, regia di Christian Carion, 2005, Sony Pictures Classics. (Da Attilia)


da The fighter

Merry Christmas, I don’t want to fight tonight with
Merry Christmas, I don’t want to fight tonight
Merry Christmas, I don’t want to fight tonight
Merry Christmas, I don’t want to fight tonight with you
Where is Santa at his sleigh?
Tell me why is it always this way?
Where is Rudolph? Where is Blitzen, baby?
Merry Christmas, merry merry merry Christmas
All the children are tucked in their beds
Sugar-plum fairies dancing in their heads
Snowball fighting, it’s so exciting baby
I love you and you love me
And that’s the way it’s got to be
I loved you from the start
‘Cause Christmas ain’t the time for breaking each other’s heart

The Ramones – Merry Christmas (I Don't Want To Fight Tonight)

Note:

La canzone è Merry Christmas I don’t fight tonight di Joey Ramone pubblicata nell’album postumo Ya Know? del 2012. (Da Mary)

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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